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Via Sparano, le proposte della Consulta

Sembra una partita di pingpong quella che si sta giocando sul futuro di via Sparano, la cui discussa riqualificazione sta  riscaldando le già calde giornate baresi. Dopo la doccia fredda della inammissibilità, secondo il regolamento dello Statuto comunale, della petizione popolare presentata a nome del comitato “Salviamo via Sparano”, per alcuni vistosi errori nei contenuti e nelle procedure utilizzate, si cerca di far ordine tra quella che sembra essere una decisione irrevocabile da parte di Palazzo dei Città (anche se si nota un certo ammorbidimento con l’annuncio di una prossima riunione di  una giunta aperta ai cittadini) e le proposte che vengono dalla società civile. Ora è la volta della Consulta comunale per l’Ambiente che, proprio in virtù del suo status di organismo autonomo  rappresentativo di numerose associazioni  e del mondo accademico e della ricerca, e in dialogo con l’amministrazione comunale, sta lavorando con un apposito tavolo tecnico accogliendo i diversi pareri di associazioni e istituzioni, in vista del 7 luglio, data ultima per la presentazione delle proposte di modifica.

Queste in sintesi le problematiche sollevate dalla Consulta per l’Ambiente.

Non solo verde – Sicuramente il progetto elaborato dal 2007 dall’architetto Salimei (scaricabile qui  ), ha dalla sua le caratteristiche di ecosostenibilità  ormai richieste dappertutto.  Detto questo, però, non è un mistero che ci sono alcuni punti da rivedere, soprattutto di carattere ambientale legati ai materiali scelti, e di carattere climatico, legati   alle conseguenze della rimozione dell’ombreggiatura. Sul tavolo di discussione c’è, però, una visione complessiva della città che va oltre critiche e discussioni forse tardive e non sempre limpide e sinceramente ispirate dall’interesse per il bene comune.

via sparano rendering

Un tratto di via Sparano secondo il progetto dell’arch. Guendalina Salimei

Il quadrilatero d’oro – Forse bisognerebbe riflettere sul fatto che parlare di sedute o pavimentazione senza coinvolgere la riqualificazione di quella che viene oggettivamente riconosciuta come “il salotto buono di Bari” è fuorviante dal punto di vista del metodo e dello specifico del progetto, in quanto stravolge un’opera approvata già da anni dal Consiglio comunale. Il progetto Solimei potrebbe anche restare così com’è, se solo lo si inserisse in  un progetto che interessa anche gli isolati tra via Andrea Da Bari e Via Argiro, oltre a Piazza Moro, Piazza Umberto e l’immissione da Largo Chiurlia nel Borgo Antico. Rendere via Sparano un’area a verde completamente pedonalizzata avrebbe la conseguenza di porre mano alla revisione del trasporto pubblico, il cui piano di efficientamento  è stato recentemente  redatto sia pur in bozza dal Comune, ma che rischia di risultare del tutto inutile se non venisse armonizzato con i nuovi flussi di traffico intorno a via Sparano, nel caso questa venisse completamente pedonalizzata insieme a via Argiro e alle intersezioni.

Inoltre non si può parlare di via Sparano senza collegarla al progetto di restyling di piazza Umberto, progetto presentato nel 2014 dalla Fondazione Tatarella su incarico del Comitato Piazza Umberto e che prevede la pedonalizzazione di alcune strade.

Oltre alla pedonalizzazione dell’intero quadrilatero cult di Bari ci sono anche questioni più squisitamente tecniche. Ad esempio, bisognerebbe prevedere delle cisterne di accumulo delle acque, che  allevierebbero immediatamente il carico della rete fognaria.

Proporre perchè – Un bel paniere di questioni, dunque, che confluiranno in un documento propositivo che la Consulta per l’Ambiente farà recapitare a Palazzo di Città entro il 7 luglio, data prevista per la consegna di proposte. Un documento  che intende, come sempre costruttivamente e in pieno spirito collaborativo, contribuire con le sue competenze di ambito squisitamente ambientale, fornire alcune indicazioni  per migliorare il progetto, con l’obiettivo di coadiuvare l’azione amministrativa nelle sue azioni e politiche per il presente e soprattutto per il futuro di Bari.

Proposte sensate quelle della Consulta per l’Ambiente, che non vanno contro quanto già deciso e che vanno unite alle recentissime dichiarazioni del sindaco Decaro a proposito della bocciatura della petizione forte di 5500 firme e 4.555 sottoscrizioni che chiedeva di rigettare il controverso progetto. Dal primo cittadino la solenne promessa «Convocherò una giunta territoriale sul tema. continueremo ad ascoltare i cittadini», unita all’impegno di  incontrare i comitati spontanei che si sono costituiti sulle vicende della riqualificazione di Via Sparano,, così come è già successo con l’associazione dei commercianti Borgo Murattiano.

Da tutti i fronti la parola d’ordine è: condividere le decisioni che riguardano la città, e la mente corre a come sta procedendo, con confronti continui, sulla ridefinizione della ex caserma Rossani e del progetto Fuksas vincitore del restyling. La presidente della Consulta  Elda Perlino, da noi contattata, ha assicurato che, non appena approvato dalle associazioni facenti parte dell’organismo, renderà disponibile il testo del documento elaborato e condiviso. Per cui dibattere sulla spaziosità delle sedute da abbinare alle fioriere o sull’altezza delle essenze da utilizzare, rischia di far perdere di vista la ratio del gioco democratico, che è il confronto, la condivisione e l’elaborazione di un percorso di partecipazione, da parte di chi governa e da parte di chi è governato. Altrimenti rischiamo di accapigliarci parlando  di fiori.

 

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