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Via Sparano, l’ora del confronto

alberi via_sparano

A partire dal prossimo settembre Via Sparano non apparirà più quella che vediamo adesso

Un po’ sopita in questi ultimi giorni anche a causa dei terribili eventi che hanno sconvolto il mondo intero e la Puglia  in particolare, la querelle sul discusso restyling di via Sparano conoscerà domani una nuova – e per certi aspetti inedita – fase, vale a dire quella del confronto. E’ stato infatti fissato per il 22 luglio un pubblico incontro voluto dal sindaco di Bari Antonio Decaro. All’incontro che si terrà alle ore 17 presso la sede dell’Urban center nel Fortino di Sant’Antonio (sarà possibile seguire l’evento in streaming sul sito del Comune di Bari), dovrebbero prendere  parte gli assessori interessati alla questione (Galasso – lavori pubblici, Tedesco – urbanistica, Brandi – edilizia); non mancheranno sicuramente gruppi spontanei, semplici cittadini e comitati appositamente costituitisi, come il comitato “Cittadini per via Sparano”, che si propone nell’immediato di concorrere all’azione amministrativa comunale con funzioni di proposta e consultazione a partire dal progetto di restyling di via Sparano da Bari e nel futuro di avere lo stesso ruolo per le questioni cittadine.

All’incontro di domani, che si preannuncia piuttosto frizzante ma che si spera resti nei limiti del confronto civile e costruttivo, sarà presente anche la Consulta all’Ambiente del Comune, con un documento che rappresenta la sintesi delle  opinioni espresse in forme varie (riunioni, mail, documenti, riflessioni) dalle associazioni, enti e comitati aderenti alla Consulta e che vuole essere una forma concreta di dialogo con l’Amministrazione comunale.

Quello della Consulta è, come si dice in termini tecnici, un “parere” e come tale non vuole entrare nel merito di aspetti specifici del progetto Salimei, che – si ribadisce – è vincitore di un regolare concorso e come tale non può venire stravolto  nella sua essenza. Il documento della Consulta, però, ribadisce con altrettanta chiarezza che il resttyling di via Sparano deve essere inserito in un complessivo progetto di ridefinizione e riqualificazione dell’intero borgo murattiano e, più in particolare, non può prescindere dalla ”rivisitazione”, già prevista, di Piazza Umberto. “Il problema – è scritto nel documento –  deve essere inquadrato nell’ambito delle linee di sviluppo della città sia per ciò che riguarda le qualità ambientali (traffico, verde ecc.) sia per ciò che riguarda altri aspetti (storici, architettonici, sviluppo e tipologia del commercio, ecc.).”

La madre di tutte le polemiche in queste settimane è stata l’eliminazione delle palme dalla via che collega la Stazione centrale a Corso Vittorio Emanuele e qui qui al borgo antico; palme da eliminare nel progetto in quanto di ostacolo all’effetto cannocchiale prescritto dalla Soprintendenza ai Monumenti. Più in generale comitati, cittadini e associazioni rimproverano al progetto la pressoché totale eliminazione del verde. A riguardo le proposte si sono sprecate (piante più o meno alte, più o meno “chiomate”,  autoctone o esotiche ecc.) Su questo punto il documento della Consulta  invita a riflettere sugli effetti benefici anche per la salute di chi abita o di chi percorre via Sparano, di una più sostanziosa presenza di piante ( “a basso costo e ad alta resa”, è scritto) , ma soprattutto prefigura un meccanismo di fidelizzazione dei baresi a piante giovani, da curare e far crescere, aumentando l’affetto delle persone per un bene – il verde – che deve essere considerato parte integrante della propria vita. Idea affascinante e decisamente coinvolgente.

L'"effetto cannocchiale" previsto per via Sparano collegherà idealmente la Stazione al borgo antico

L'”effetto cannocchiale” previsto per via Sparano collegherà idealmente la Stazione al borgo antico

ll documento della Consulta chiama in causa anche uno dei nodi essenziale dello sviluppo della città, soprattutto se guardato nell’ottica smart cui Bari è chiamata a rispondere, in quanto città metropolitana: e la questione è quella della viabilità e del conseguente trasporto pubblico . La posizione della consulta è netta: “A nostro parere ormai i tempi sono maturi perchè via Sparano possa essere baricentro di una maglia di un’ area pedonalizzata ed in parte frammista ad ”aree 30” ( cioè con auto a velocità limitata da consentire anche il transito di bici senza i percorsi ad hoc previsti) in modo da invogliare i baresi ad una salubre passeggiata in un centro finalmente liberato dallo smog e dalle lamiere, con aiuole e panchine, dove bus navetta possano con larga frequenza traghettare verso i vari park and ride della città. E’ ora di rivendicare una espansione della pedonalità nel centro murattiano dove il coraggio dei nostri Amministratori vada finalmente oltre i limiti ristretti di una visione un po’ miope e provinciale che vuole solo via Argiro e via Sparano ”isole di felicità urbana’‘.

Dunque, una visione umanistica è quella che la Consulta proporrà all’attenzione non solo degli amministratori pubblici , ma dei baresi tutti, in una chiave di ecosostenibllità ma anche – e soprattutto –  in un’ottica fortemente propositiva. “Bisogna osare, confrontandosi con le realtà di altre città europee che hanno messo al centro del proprio sviluppo l’uomo/ il cittadino e non gli interessi di parte.

Naturalmente l’auspicio è che il sindaco e gli assessori di pertinenza  tengano conto del parere della Consulta all’ambiente del Comune di Bari non solo nell’ambito dell’incontro di domani per la presentazione del progetto di restyling di Via Sparano, ma anche – e soprattutto – nel futuro per le strategie utili alla redazione del nuovo PUG dell’area metropolitana.

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One Comment

  • fiorella mastromarino ha detto:

    Sono d’accordo sul fatto che la consulta venga “consultata” prima che le opere vengano definite ma soprattutto che il parere della consulta sugli argomenti trattati vengano apprezzati e integrati alle decisioni delle amministrazioni comunali e regionali perchè grazie al gran numero di associazioni che la compongono rappresentano un campione rilevante di cittadinanza attiva ma soprattutto perchè i pareri che essa esprime derivano non solo da semplici cittadini ma anche da professionisti qualificati e con competenze specifiche nei vari settori connessi all’ambiente e alla qualità della vita in tutte le sue declinazioni. Tutto ciò a titolo gratuito in quanto aderenti volontariamente alla consulta stessa.

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