Via Amendola, il raddoppio che fa paura

Via Amendola - Bari - Foto Enzo Del Vecchio

Via Amendola  è un’importante arteria in entrata e in uscita da Bari. Il suo allargamento, insieme ad altri imponenti lavori come un megaparcheggio di scambio,  sta producendo uno stravolgimento dell’intera zona e mette a rischio la sopravvivenza sia del patrimonio architettonico sia del verde urbano. La prima puntata di un’analitica ricostruzione dei fatti

(L’autore, il giornalista Enzo Del Vecchio, è rappresentante del Comitato dei residenti dell’Executive Center di via Amendola, a Bari)

Sono alcune migliaia le famiglie baresi che si stanno progressivamente mobilitando  per ridurre l’impatto previsto dagli imponenti lavori che, con il raddoppio di via Amendola, comprendono anche non pochi altri stravolgimenti dell’intera zona: dalla realizzazione di una grande stazione ferroviaria a servizio delle linee FS e SudEst , ad un megaparcheggio di scambio per auto e bus urbani ed extraurbani, ad una nuova grande arteria che – costeggiando l’Executive – collegherà in sottovia viale Einaudi con il quartiere Japigia.

Nel giro di poco tempo i residenti di queste aree si ritroveranno letteralmente assediati: ecco perchè i condomini dell’ Executive, quelli di via Hahnemann in Contrada Barone, e a seguire quelli di via Sette, via Laforgia e viale Einaudi si sono mobilitati e, unendosi al primo gruppo in lotta (Il Comitato residenti dell’Executive nato nel 2012), hanno fatto partire anche una sottoscrizione on line che ha sensibilizzato e aperto gli occhi a chi fino a ieri non si era mai preoccupato di capire cosa stesse avvenendo.  Va sottolineato che l’intera zona è caratterizzata dalla presenza di ben due Ospedali (il Giovanni XXIII e la Mater Dei), gli uffici regionali dell’Agenzia delle Entrate, sedi Confindustriali, Sindacali, negozi, supermercati, uffici, asili nido e istituti scolastici di ogni ordine e grado.

Cento alberi tagliati per il raddoppio di via Amendola

Una somma di servizi e attività pubbliche e private che confluiscono in una arteria, via Amendola, che le più recenti statistiche nazionali hanno classificato al 6° posto in Italia per il congestionamento da traffico. Il Comune con i suoi uffici tecnici ha deciso di porre rimedio a questo problema iniziando a  raddoppiare la carreggiata: e per farlo ha  tagliato, tra l’altro, cento alberi di alto fusto (alcuni secolari), con un depauperamento di verde storico non indifferente in una città che ha uno dei più bassi indici italiani nel rapporto abitanti-verde pubblico.

Intanto il raddoppio è ormai cosa fatta ma -pur in assenza del traffico scolastico, che è quello che maggiormente impatta nelle ore di punta- le code di auto e bus persistono su tutta la tratta sottoposta ad allargamento, anche in ore meno prevedibili.

Il megaparcheggio di scambio e la masseria De Tullio

Tuttavia le preoccupazioni che assillano quanti hanno la ventura di abitare in questa zona di Bari non sono certo finite. Il maggior problema riguarda il megaparcheggio di scambio che la giunta Decaro ha deciso di realizzare a ridosso della futura stazione ferroviaria RFI e SudEst.

chiesa san gaetano
La chiesetta di san Gaetano (immagini tratte da “Nuovi argomenti”, fornite da Enzo del Vecchio)

L’area in questione si trova alle spalle dell’Executive, e da secoli, molti secoli, ospita la masseria De Tullio (ex convento benedettino) del 1500 e una chiesetta del 1700 dedicata a San Gaetano: a ridosso di questo complesso storico, (sul quale chi scrive ha fatto apporre vincolo, strutturale e di rispetto, dalla Soprintendenza regionale ai Beni storici), persiste anche una articolata fascia di verde, con un agrumeto, un uliveto e un piccolo bosco sul quale volteggiano falchi di varie specie, ivi compresi i falchi grillai che tornano in primavera dalle regioni del Nord Africa.

Il merito di aver fatto giungere fino a noi, nell’anno di grazia 2021 , questo autentico paradiso è della famiglia dei massari Frasca che, dalla fine del 1800, gestiscono per conto della famiglia De Tullio le aree coltivate della campagna circostante. L’ultimo massaro Bartolo Frasca, è morto qualche anno fa, e oggi vivono la moglie e la figlia Nica che – con l’aiuto di noi condomini – tengono pulita l’aia e curano l’orto.  Due anni fa l’allora assessore all’urbanistica del Comune di Bari Carla Tedesco venne a rendersi conto di persona della preziosità storica di questo comprensorio, miracolosamente risparmiato dalle selvagge speculazioni edilizie che hanno caratterizzato molte aree del capoluogo pugliese.

E l’assessore Tedesco ci assicurò che avrebbe sostenuto la battaglia dei residenti per sviluppare l’area a verde preesistente con un allargamento della superficie boscata. Lo stesso sindaco Decaro, accompagnato dall’ass. ai LL.PP. Galasso, poco prima delle elezioni venne ad incontrare i dirigenti del Comitato Executive e manifestò l’intenzione di tenere conto delle richieste dei residenti. Sogno messo in forse all’indomani delle elezioni quando d’un colpo il sindaco Decaro, nonostante i pressanti appelli giunti da ogni parte per confermare all’urbanistica Carla Tedesco, inopinatamente decise di farne a meno trattenendo per sé la delega all’urbanistica. A partire da quel momento le preoccupazioni di tutti i residenti si sono fatte palpabili: infatti la fuoriuscita dalla giunta dell’esponente che ha lanciato nel capoluogo alcuni provvedimenti di particolare valore ecologico non poteva passare inosservata.

Perchè i cittadini si mobilitano contro il megaparcheggio?

E’ scattata così una mobilitazione crescente tra i residenti dell’intera zona con la discesa in campo anche di ingegneri e architetti che si sono messi a studiare le carte catastali delle aree che vanno da Mungivacca a via Capruzzi lungo l’asse di via Amendola.   Settimane e mesi di riunioni che hanno consentito di mettere a fuoco numerose osservazioni e richieste di modifica ai progetti dell’Amministrazione Comunale.

La principale, tra tutte queste osservazioni, riguarda proprio il megaparcheggio di scambio che Decaro, Galasso e i loro tecnici vogliono realizzare assediando, tanto per cambiare, l’area storica e riducendo drasticamente il verde della zona.  Questo megaparcheggio dovrebbe essere al servizio della futura stazione FS e SudEst: soluzione antistorica e soprattutto non foriera di alcun miglioramento della zona già tra le piu’ congestionate d’Italia.

rendering parcheggio Bari
Il rendering del parcheggio di scambio in corrispondenza della Stazione FS e Sud-est

Perché? Presto detto: se via Amendola soffre per il troppo traffico in arrivo e in partenza con il nuovo megaparcheggio l’intera zona verrà definitivamente soffocata con un ulteriore afflusso di auto e bus. Perché invece, con la sola stazione, non invogliare utenti e dipendenti dei tanti uffici pubblici, ospedali, istituti scolastici, negozi etc. a venire in treno e andarsene in treno?  Ma per gli ineffabili tecnici del Comune i megaparcheggi sono il toccasana di ogni male di Bari.

E la cosa diventa ancora più insopportabile se poi si considera che alle spalle dell’Ikea, in zona Mungivacca, esiste già da anni un parcheggio di scambio, proprio a ridosso di una stazione SudEst. Quale soluzione migliore di questa per invogliare gli automobilisti a lasciare l’auto prima di entrare in città, prendere il trenino delle SudEst e con questo, con corse ogni mezz’ora, raggiungere tutte le destinazioni, ivi compreso il centro città e l’aeroporto?. Questa sarebbe una scelta capace di decongestionare sensibilmente il traffico di via Amendola, cogliendo d’un colpo tutte le soluzioni che oggi, con la pandemia in corso, vengono richieste anche dall’Unione Europea per realizzare una vera transizione ecologica.

(fine prima puntata)

 

 

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