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Via al nucleare galleggiante

Varato il primo scafo per una centrale nucleare, in Russia. Non si tratta però di un impianto tradizionale, bensì galleggiante: sarà ormeggiato al largo delle coste orientali dell’ex repubblica sovietica. L’impianto, la cui costruzione è iniziata nel febbraio 2009, nei cantieri di San Pietroburgo, sarà installato su una nave di 144 metri di lunghezza per 30 di larghezza e ospiterà due reattori da 35 megawatt di potenza l’uno. La centrale galleggiante costerà circa 227 milioni di euro e, secondo l’azienda costruttrice, produrrà energia elettrica a un costo equivalente a quello delle centrali idroelettriche. La Russia prevede di costruire, in totale, cinque centrali nucleari galleggianti di questa tipologia. Il progetto, patrocinato dall’Agenzia Nucleare Russa, mira a fornire energia a “basso costo” agli impianti di estrazione petrolifera situati in zone artiche. Secondo gli esperti il costo di questo impianto è minore rispetto a quello per la costruzione di una centrale a combustibile fossile in zone così scomode da raggiungere come quelle dell’Artico settentrionale che, secondo le ultime stime, sarebbero tra le riserve mondiali di combustibile fossile più ricche. Il Servizio Geologico degli Stati Uniti ha parlato addirittura della presenza in quest’area del 25% delle riserve mondiali di combustibile mentre, ancora esperti, la definiscono seconda regione più ricca di risorse dopo l’Arabia Saudita. Tuttavia le temperature rigide degli inverni artici – si scende fino a meno 50° – hanno reso ad oggi anti economica la prospezione e l’estrazione nell’Artico.

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