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Verità e giustizia per i morti della Marlane

Potrebbe slittare nuovamente, a causa del previsto sciopero degli avvocati contro le liberalizzazioni volute dal Governo Monti, il processo Marlane-Marzotto, la cui udienza era stata fissata per il 24 febbraio. L’ennesima tragedia del lavoro con decine di operai deceduti e un altro centinaio ma i numeri sono destinati ad aumentare, ammalati di tumore di varia natura. È la vicenda della Marlane di Praia a Mare, in provincia di Cosenza, industria tessile del gruppo Marzotto.

Sul banco degli imputati Pietro Marzotto e altri undici dirigenti dell’ex Lanerossi, con l’accusa di omicidio colposo plurimo, aggravato dalla omissione delle cautele sul lavoro, lesioni colpose gravissime, omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro e disastro ambientale doloso. Nell’area antistante lo stabilimento tessile, infatti, sarebbero state sversate e interrate tonnellate di rifiuti speciali di natura altamente cancerogena.
Oltre centottanta le parti offese tra lavoratori, famiglie, organizzazioni sociali, associazioni ambientaliste e amministrazioni locali che si sono costituiti parte civile.

Il processo doveva iniziare il 19 aprile del 2011 ma la prima udienza è stata rinviata ben cinque volte (l’ultimo rinvio è del 30 dicembre 2011) per vizi di forma, errori di notifica ed eccezioni procedurali presentate dagli avvocati degli imputati. Il dibattimento, quindi, non è ancora veramente iniziato e il rischio di prescrizione aumenta con il passare del tempo.

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