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Verdetto ILVA, il commento di Legambiente

«La conferma del sequestro, anche se con diritto d’uso e degli arresti dei proprietari dell’azienda conferma l’impianto accusatorio del grave inquinamento ambientale causato dall’impianto – ha commentato il verdetto Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente Nazionale -. La strada tracciata dal Tribunale del Riesame è quella che prevede un forte e rapido ammodernamento degli impianti che per Legambiente deve avvenire attraverso una nuova AIA – l’Autorizzazione Integrata Ambientale è il provvedimento con il quale si autorizzano l’esercizio di nuovi impianti, la modifica sostanziale e l’adeguamento del funzionamento degli impianti esistenti (ndr) -, che obbligherebbe l’azienda a procedere agli interventi. Gli atti d’intesa firmati negli anni scorsi a Taranto tra l’ILVA e le Istituzioni locali e nazionali ci hanno, infatti, insegnato che con l’azienda il gentleman agreement, come dimostrano le dichiarazioni di ieri di Ferrante, non funziona e che l’ILVA intraprende azioni per diminuire le proprie emissioni inquinanti solo se costretta».

«Non bastano – ha aggiunto Cogliati Dezza – le quattro modifiche impiantistiche di cui si è parlato ieri nella riunione tra enti locali e azienda ma, a nostro parere, come già ribadito con le nostre osservazioni inviate al ministro dell’ambiente Corrado Clini, subito dopo la riapertura del procedimento di AIA dello scorso marzo, sono ventisei i punti sostanziali e irrinunciabili da adottare nell’impianto e nelle pratiche operative per ridurre efficacemente le emissioni».

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