Verde urbano  a Bari, pronto un regolamento

Pronta la versione definitiva della proposta per il Regolamento del verde pubblico e privato elaborato per il Comune di Bari dalla Consulta per l’Ambiente. La proposta rappresenta il risultato dell’imponente lavoro di uno dei tavoli tecnici  – Il Tavolo del verde – organizzato all’interno della Consulta per l’Ambiente e coordinato dall’Architetto Antonella Calderazzi.  Le associazioni che fanno parte della Consulta hanno dato il loro contributo ed a questa partecipazione dal basso si è unito l’apporto di Università, CNR e  Politecnico, che  a puro titolo di volontariato hanno messo a disposizione conoscenze e competenze contribuendo così  all’elaborazione di una proposta ricca  di spunti e riflessioni immediatamente recepibili da parte dell’amministrazione comunale.
Va precisato però che quelle della Consulta per l’Ambiente sono solo proposte di indirizzo e che «non intendono sostituirsi e/o imporsi agli attori istituzionali e alle scelte dell’amministrazione, bensì contribuire a raccogliere le aspettative della cittadinanza per una qualità di vita ed un ambiente  più sano e vivibile della nostra città», come sottolinea Elda Perlino, presidente della Consulta. Va detto anche che la gestione del verde a Bari è di competenza non dell’Assessorato all’Ambiente né di quello all’Urbanistica, bensì  dell’Assessorato all’Edilizia residenziale e pubblica  e questo crea una sorta di “ingorgo”  nell’armonizzazione degli interventi per rendere Bari una città attenta alla sostenibilità ambientale, per cui la proposta della Consulta rappresenta un punto fermo in questo settore.

verde urbano Bari zona Sant'Anna 1
Il Regolamento entra nel merito anche delle aree di cantiere, per indirizzarle verso una gestione che non provochi distruzione degli elementi vegetazionali presenti

Una serie di punti fermi – Senza dubbio il documento è un momento importante nell’azione di tutela e valorizzazione della vegetazione in ambiente urbano, ritenuto “un elemento insostituibile del tessuto cittadino (…) anche perché rappresenta una componente architettonica e  paesaggistica di primaria importanza che si inserisce nel contesto della Città accanto ai fabbricati, ai monumenti, ai manufatti di varia natura”.

Ancora una volta la Puglia e Bari parlano al futuro, classificando la vegetazione come componente architettonica e paesaggistica, in linea con gli assiomi culturali che leggiamo nel nostro piano paesaggistico (PPTR), modello per l’Italia, specie se perde le proprie “rigidezze”, come più volte richiesto anche dalla sezione pugliese dell’ANCI – Associazione nazionale Comuni Italiani, in relazione alla necessità di prorogare la scadenza per l’adeguamento al PPTR dei Piani locali . Il patrimonio verde, sia privato che pubblico, viene messo sullo stesso piano, se ne riconosce  il valore e con quanto scritto si esprime il desiderio che la natura entri in città caratterizzandola e tutelando nel contempo anche quella che può definirsi biodiversità urbana.

Tutelare, gestire, disciplinare – Un simile patrimonio va quindi tutelato e gestito, quindi disciplinato, ragione per la quale nasce il Regolamento, da applicarsi a Parchi e giardini comunali, Giardini Storici, Aree vincolate e verde di arredo, nonché agli spazi verdi a corredo di servizi pubblici o alle aree verdi libere, attrezzate e non, destinate al gioco, agli spazi di proprietà pubblica con destinazione a verde ed esteso ai giardini privati aperti ad uso pubblico. Il lungo elenco non trascura le fasce di rispetto stradali, spesso “non luoghi”, cioè siti abbandonati e che si caratterizzano per il rispetto spaziale di elementi lineari o areali delle nostre città che invece meritano di essere valorizzati.

Insomma, è un nuovo disegno per il territorio, quello che può leggersi sfogliando un regolamento che entra nel merito anche delle aree di cantiere, per indirizzarle verso una gestione che non provochi distruzione degli elementi vegetazionali presenti, come anche nel merito della pulizia dei fossi, spesso abbandonati e che ora devono essere mantenuti puliti dai frontisti con interventi di ingegneria naturalistica. Il regolamento detta poi misure per la salvaguardia degli specchi d’acqua e della relativa vegetazione ripariale e così via: sembra un volo effettuato sul territorio al fine di rilevarne le particolarità vegetazionali, quindi procedendo alla definizione di misure di salvaguardia, tutela e gestione.

Spazio ai privati – Interessante appare poi il regolamento per l’affido delle aree verdi ai privati, riconoscendo il ruolo importante di questi ultimi alla gestione della città e delle sue valenze. Bari guarda infatti alla “collaborazione dei cittadini in forma associata e privata per la realizzazione e/o la manutenzione e/o la gestione e la cura delle aree”. Spazio in questo settore, quindi, per le organizzazioni di volontariato, per cittadini che vogliono associarsi per queste finalità, condomini, associazioni e nuclei scolastici o per comitati di quartiere, per parrocchie, ma anche privati e società, aziende e istituti di credito.

Le nostre proposte – Un futuro, questo, ricco di prospettive: perché non pensare a diffondere allora le buone pratiche? Si potrebbe pensare ad una “mappa navigabile” per scoprire chi si prende cura del verde a Bari, vedere così la presenza o meno di mecenati e soprattutto sapere chi sono. Pensare insomma ad una mappa su cui localizzare tutti gli spazi verdi che vengono adottati e vedere chi se ne cura e, perché no, diffondere anche buone pratiche che possano essere buone linee guida.

Nel contempo si potrebbe pensare ad un portale in cui i cittadini segnalano i casi virtuosi, aggiungendo foto, commenti, suggerimenti e comunicando la necessità di intervento; il portale potrebbe essere il palco da cui ringraziare chi se ne occupa.

Si potrebbe pensare “oltre”, ad esempio ad una integrazione nel nuovo PUG in fase di redazione di un vero e proprio “Piano Strutturale del Verde”, in cui proporre la tutela della vegetazione esistente, ma anche la pianificazione dei nuovi interventi e il coordinamento dei lavori sul verde. Un Piano Strutturale del Verde non come il punto di arrivo, ma il trampolino di lancio per migliorare la qualità di vita e il benessere di tutti, proponendo linee guida che caratterizzino gli spazi esterni ed un sistema di monitoraggio e controllo di quello che si fa affidato a persone terze, con interviste, inchieste, analisi mirate.

Il Regolamento del Verde elaborato dalla Consulta per l’Ambiente è stato consegnato ufficialmente martedì 17 maggio agli assessori Petruzzelli (Ambiente) Tedesco (Urbanistica) e Galasso (Lavori Pubblici); presumibilmente entro la fine di maggio verrà presentato ufficialmente alla cittadinanza. Rappresenta, questa prassi,  un nuovo modo per rendere attuabili gli strumenti di pianificazione del territorio ed evitare che questi rimangano nel cassetto dimenticati, nascondendoli quando finisce una campagna elettorale o riaprendoli in prossimità di un’altra. Facciamolo, visto che Bari è diversa dalle altre città, esportando il nostro modello, ma soprattutto migliorando la qualità della nostra vita.

 

 

 

 

 

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