Verde in città. Quale destino per l’Ospedale Militare di Bari?

Il tam tam corre tra le pagine di Facebook. E, in un momento in cui il Comune di Bari ha ben altre gatte da pelare – sull’onda degli scandali relativi a certi appalti pubblici –, è significativo che una parte della città si interroghi sul futuro di una vasta porzione a verde nel cuore del quartiere Carrassi.

Veduta via satellite dell'area

Si tratta dell’ex Ospedale Militare Bonomo di Bari (C.so De Gasperi), da anni dismesso ma che potrebbe presto accogliere la nuova sede degli Uffici Giudiziari. Oggi, gli uffici della Procura sono locati in Via Nazariantz, in un edificio che lamenta diverse carenze, una situazione igienica di grave precarietà ma, soprattutto, sotto sequestro perché dichiarato inagibile per problemi strutturali. Nelle scorse settimane ha destato scalpore la notizia della perdita alle tubature della rete fognaria che ha provocato spiacevoli allagamenti negli uffici dei giudici. E con “la pipì che piove dal soffitto” l’emergenza deve scattare per forza e, con questa, la corsa a trovare una sede più consona all’esercizio della giustizia. Il dito è allora puntato verso l’ospedale Bonomo.

Le notizie sono scarse e si susseguono tra indiscrezioni sui giornali e passaparola tra i social network. La domanda è però la stessa: “Come si andrà a procedere?”. Se lo chiede proprio su Facebook il gruppo “Non toccate gli alberi dell’ex Ospedale Militare di Bari”. L’iniziativa parte dal giornalista Rai Pino Bruno al fine di mantere desta l’attenzione sul valore storico e paesaggistico dell’area. «Il Ministero della Difesa sarebbe pronto a cedere la struttura al Ministero della Giustizia – è spiegato nel profilo descrittivo del gruppo -. Il Comune di Bari vorrebbe trasferirvi gli Uffici Giudiziari. Nulla da eccepire – è chiarito -, purché il progetto di ristrutturazione/adeguamento dell’ex Ospedale Bonomo non preveda di abbattere alberi». Nessun atto di ribellione, perciò, ma semplicemente la messa in moto di un movimento di cittadinanza attiva che ad oggi sembra essere ben presente, con i suoi 1263 membri raggiunti nell’arco di circa una decina di giorni.

La storica "H" anti-bombardamenti

Intanto rassicurazioni dagli organi comunali arrivano tramite Ludovico Abbaticchio, assessore al Welfare: «Non credo che gli edifici storici e monumentali, gli alberi in salute e recuperabili, vengano toccati. Mi meraviglia ancora che alcuni cittadini pensino che questa amministrazione, che ha riqualificato e bonificato Torre Quetta e Pane e Pomodoro, avviato la bonifica e messa in sicurezza dell’ex-Fibronit, dopo aver tutelato coste e lame con battaglie urbanistiche durissime, abbattuto l’ecomostro di Punta Perotti, avviato i PIRP (Programmi Integrati di Riqualificazione delle Periferie, ndr) a Japigia e a Carrassi, aperto e avviato i mix (progetto che prevede la compresenza tra residenze, uffici, spazi commerciali, aree a verde, servizi, ndr) a Japigia, e non continuo per brevità e rispetto, pensino che si debba mettere mano all’ospedale Bonomo senza la base dei valori della tutela ambientale, storico-culturale di cui è portatrice?».

Un atto preventivo – si potrebbe pensare – che però non pare nuocere, con il suo comitato di cittadini che vigila in tutela dell’ambiente. E poi di fronte a un vero e proprio bosco, per giunta nel cuore di una città che tanto lamenta la carenza di verde – come si evince anche dalla larga partecipazione a questo gruppo -, la prudenza non è mai troppa. «Ci sono centinaia di alberi, molti dei quali secolari, di gran pregio», è precisato ancora dal gruppo. Negli interventi ci si riferisce anche alla presenza di particolari cedri del libano, querce nane e palme. Un patrimonio boschivo ma anche storico: «C’è anche un pezzo di storia, da salvaguardare – chiarisce Pino Bruno -. Dal satellite si notano gli edifici che formano la H di Hospital per segnalare agli aerei da guerra di non bombardare il sito!». Per questo Bruno non tarda a richiamare la necessità di «allertare la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici», in vista del fatto che tra i compiti istituzionali della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le province di Bari, Barletta – Andria – Trani e Foggia rientrano la tutela, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio architettonico vincolato (compresi parchi e giardini storici). «Orbene – aggiunge Bruno -, se non è un parco/giardino storico quello! É lì dagli anni Venti/Trenta…».

Veduta aerea dell'area

Allora come comprendere il valore dell’area nonché l’uso e gli interventi che la interesseranno in futuro? Da qui l’esigenza di visionare il Piano di fattibilità, una richiesta che si trasforma in una caccia al tesoro. Del misterioso documento, ad oggi, nessuno ne sa nulla. Unico barlume arriva dal presidente della Circoscrizione, Leonardo Scorza: «Stamani – riporta nella pagina del gruppo il 14 febbraio scorso – sono stato dall’Ing. Montalto per chiedere copia dello ‘Studio di fattibilità’ per usare un termine circolato su Fb. Lui mi ha risposto che fu fatto un sopralluogo e successivamente compilata una breve relazione (un foglio A4) di intenti con una valutazione spannometrica (fatta all’incirca – ndr) sui possibili costi da sostenere. Tutto qui».

«Tutto qui, il che – ovviamente – ci sembra poco, davvero troppo poco per un’operazione urbanistica di questa portata – risponde il portavoce del gruppo -. In attesa di uno studio e di un progetto degni di questo nome, da rendere pubblico, che coinvolga i cittadini, le perplessità restano. Anzi, aumentano. Oggi più che mai, anche alla luce di quanto sta accadendo a proposito di altri interventi pubblici, c’è bisogno di trasparenza. Per questo invochiamo – conclude -, senza prestarci a giochi e giochetti sul Palazzo di Giustizia qui, Palazzo di Giustizia lì. A noi preme soltanto ed esclusivamente salvaguardare il parco, gli alberi e gli edifici storici dell’ex Ospedale Militare Bonomo». Un appello che, ci si augura, non resti inascoltato.

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