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Verde, architettura e futuro

A pochi mesi da Primavera Mediterranea, manifestazione che si terrà a Bari nel maggio 2012, il capoluogo pugliese è diventato nelle ultime settimane  “città del verde, dell’architettura sostenibile e della tecnologia per e con la natura”; l’occasione è stata offerta da AgriLevante e ha permesso di conoscere  e approfondire le novità nel settore ambientale presentate da esperti di Italia e anche dall’estero.

Fra le tante riflessioni e attività proposte, vale la pena di tornare a parlare del convegno “Architettura, verde, città. Per una nuova primavera mediterranea”.

Un momento del convegno “Architettura, verde, città”

Verde come integrazione tra Paesaggio e Architettura” – Con questa frase in primo piano nelo dépliant che illustra ai partecipanti il contenuto dell’evento, si vuol racchiudere il senso dell’incontro. Infatti la novità del convegno è sicuramente rappresentata dal “Vegetecture”, sintesi di quell’unione «fra verde e architettura che va oltre il verde dei giardini pensili e del verde verticale e che considera l’elemento vegetale come materiale primario della costruzione, non un semplice abbellimento ma il nucleo centrale del costruito», abilmente espressa oralmente e visivamente – cioè con il supporto di immagini raccolte da diverse zone d’Europa – dall’architetto Maurizio Corrado, Direttore del Nemeton High Green Tech Magazine. Per arrivare a questo concetto di più ampio respiro, tuttavia, è stato necessario individuare questa integrazione tra natura ed architettura dapprima sul territorio barese e pugliese: gli interventi  di Elio Sannicandro e Marco Lacarra, rispettivamente  Assessore al Patrimonio e Verde Pubblico  e assessore ai LL.PP. del Comune di Bari,  sono serviti proprio a chiarire questo concetto.

Un momento del convegno "Architettura, verde, città"

«Il verde quale fondamento della progettazione e della costruzione»: è questo il cuore del messaggio, affinché ad una più matura e cosciente qualità urbana nel nostro territorio si possa affiancare una qualità del vivere che sia proiettata verso l’alto; è necessario, al tempo stesso, che «la gente comune entri in contatto con gli operatori del settore, e, per farlo, ha bisogno prima di tutto di essere informata».

Tuttavia la condivisione di idee ed un’eventuale modifica della prospettiva culturale da parte dei cittadini non sono sufficienti ad invertire la rotta, poiché molto spesso si è costretti a fare i conti con regolamentazioni e procedure tutt’altro che snelle, che limitano fortemente l’operato sinergico tra istituzioni e cittadini.

I contributi degli esperti del settore – Dopo questo tipo di premesse,il convegno ha lasciato la parola a figure del mondo ambientale che hanno affrontato la questione a trecentosessanta gradi.

Nell’ambito dei problemi di conservazione, «le piante non sono più meri espedienti per un’architettura decorativa»: è questo, in sintesi, il concetto espresso dal Prof. Luigi Forte, Professore di Botanica Ambientale ed Applicata dell’Università degli Studi di Bari. I contributi dei Dott. Vincenzo Taccarelli e Luca Collina – unitamente a quello già affrontato all’inizio sulla “Vegetecture” con Maurizio Corrado – hanno poi approfondito il tema del “verde come opportunità di sviluppo”; il verde deve abbracciare nuove funzionalità per gli individui, legate alla dimensione estetica, ecologica, ma anche sociale, economica, sanitaria e ricreativa, offrendo nuovi spazi ed anche nuove opportunità lavorative, a patto, però, di una preliminare considerazione dei Piani Urbanistici, e di competenze e professionalità specifiche nella progettazione, gestione e manutenzione dei suddetti spazi. Uno sguardo al presente, dunque, ma anche al futuro.

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