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Il ventaglio di Giuseppe De Nittis a Léontine

4.Giornata-dinverno

Léontine Gruvelle ritratta da suo marito Giuseppe de Nittis in “Giornata d’inverno” (Pinacoteca De Nittis, Barletta)

Nel 1881 Edmond de Goncourt scrive, nel suo Journal: “ De Nittis ha cominciato in questi giorni un grande ritratto a pastello di sua moglie, che è la più grande sinfonia del bianco. Sullo sfondo di un paesaggio invernale, bene innevato, M.e De Nittis si staglia in un abito color – glorie de Dijon – con le spalle e le braccia nude, spazzolate da merletti, la cui pieghettatura, trasparente, è come in volo, in questo poema del bianco freddo e del bianco tiepido, in primo piano solo la nera macchia di un piatto di smalto su cui posa una tazza di Cina blu. Non ho ancora visto, in pittura, niente di così vaporosamente luminoso e una qualità di pastello così nuova, così al di fuori dei procedimenti dei pastelli antichi “.

E’ a quell’ambiente che le opere di Giuseppe De Nittis si ispirano al mondo femminile parigino, di cui coglie l’esprit dell’eleganza, la seduzione, l’avvenenza, e Léontine è il fulcro di una lunga narrazione che attraversa i suoi dipinti di altissimo livello qualitativo e di grande fascino, come Giornata d’inverno, cui allude Edmond de Goncourt, Colazione in giardino e Figura di donna (Pinacoteca Giuseppe De Nittis, Barletta). Ma sono anche le sperimentazioni tecniche e la perizia formale dell’artista a trasfigurare, come nel racconto di un’epoca, il volto della società borghese parigina, descrivendone il fascino e la grazia su un ventaglio.

Léontine è l’espressione curata della donna elegante di Parigi che indossa abiti della grande sartoria francese dell’epoca, dinamica ed espressiva attraverso la vibrante luminosità dei tessuti, ed è di quel contesto che la pittura di Giuseppe De Nittis si alimenta e si traduce in scattanti tocchi informali; pennellate che si traducono in puro movimento, suscitando la palpabile percezione del fruscio delle rondini in volo ed il profumo dei fiori.

Ma c’è di più, Lèontine vive le stanze della sua casa nel riflesso dell’intimità domestica, in cui scorre la quotidianità con il pittore, lontana, a volte, dagli echi dei salotti parigini e delle serate festose organizzate, in onore di artisti, scrittori e aristocratici che frequentavano e animavano, in modo riservato, il villino di Rue de Viéte, ed è in questa casa di campagna, alla periferia della città, che sembrano andare e venire le rondini, invadendo con il loro volo delicato, i lati del ventaglio, raccontando quel senso di piacevole calore che solo la primavera in fiore offre, dopo un lungo inverno, a cui si sovrappongono boccioli di rosa non ancora sbocciati, fra fiori di campo e glicini che incorniciano una data, 7 novembre 1883.

Il ventaglio dipinto da De Nittis per sua moglie Léontine

Il ventaglio dipinto da De Nittis per sua moglie Léontine

 La data dipinta, deve aver avuto un valore per Giuseppe De Nittis, un caso unico rispetto agli altri esemplari noti, e sembra che tutta la figurazione su ambo i lati del ventaglio abbiano un significato particolare perché in coincidenza del trasferimento in campagna della sua famiglia, cercando un idillio ed una riscoperta della serenità della coppia: serenità che, a Parigi, era divenuta impossibile a seguito dei pettegolezzi diffusi dai Burty, circa la relazione segreta tra la bellissima Léontine e Edmond de Goncourt, ma è anche la data di partenza verso Parigi di Giuseppe De Nittis, a seguito dell’acquisto del Governo Francese dell’opera Les ruines des Tuileries, per il Museo del Lussemburgo. Il ventaglio sembra essere un messaggio, celato ed intimo, una somma figurata di  Parole non dette raccontate, attraverso il suo nome,  dipinto tra lo sbocciare di fiori freschi, illuminati dall’oro e dalla luce, di quella luce d’amore verso la sua Léontine, di cui il cuore e la pittura di Giuseppe De Nittis erano pieni.

 

Giuseppe De Nittis, Le parole non dette, Museo dei Vescovi Mons. Francesco Minerva,   Canosa (BT) – dal 23 gennaio al 28 aprile 2016, orari 10.00/12.00 – 19.00/21.00, Sabato e Domenica 10.00/12.00 e 16.30/19.00. Ultimo ingresso alle 18.30; lunedì chiuso (biglietto, 3 euro).

Bibliografia:

Sardella S.G., Pelagio V.V., Cianti M., Catalogo Mostra – Giuseppe De Nittis, Le parole non dette, Et/Et edizioni, Andria (BT), 2016.

Emanuela Angiuli, Pinacoteca Giuseppe De Nittis, Electa-Mondadori, Verona, 2011.

Siti Essenziali:

https://it-it.facebook.com/MuseodeiVescoviMonsMinerva

http://www.barlettamusei.it/denittis.html

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www.domenicotangaro.it/biografia

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