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Valenzano: dalla scienza la leva del cambiamento

«Valenzano si appresta a diventare centro di eccellenza per la formazione universitaria e nel campo della ricerca». A confermarlo è il primo cittadino del comune barese, Luigi Lampignano, che si dichiara fermo nel proposito di mantenere la vocazione del paese, quale luogo di rilievo per lo sviluppo tecnico-scientifico del territorio.

Il sindaco di Valenzano (Ba), Luigi Lampignano

Situato in una posizione importante, assai in prossimità del capoluogo pugliese, Valenzano con i suoi 18mila abitanti è tra i comuni che  rivestono un ruolo fondamentale di continuità tra centro e periferia. Ospita tra la sua popolazione molti dei cosidetti pendolari che fanno la spola tra casa e lavoro, muovendosi soprattutto verso Bari. Ma una rinnovata attenzione è posta anche alla giovane popolazione universitaria, che abita il Paese per la presenza della Facoltà di medicina veterinaria. Dal 1970 Valenzano è poi sede dell’Istituto Agronomico Mediterraneo di Bari (IAMB), struttura Italiana del CIHEAM, tra i più importanti istituti di ricerca in agricoltura del bacino del Mar Mediterraneo. Ambiente&Ambienti fa il punto della situazione e discute dell’importanza del Piano Strategico Metropoli Terra di Bari – 2015 assieme al sindaco Lampignano.

La funzione del Piano Strategico MTB individua anche per Valenzano modifiche strutturali importanti e ambiziose: quel funzione ha avuto ad oggi nella gestione del territorio?

«Il programma individuato dal Piano Strategico ha stabilito delle linea guida nel processo di riqualificazione. Tutte le iniziative di sviluppo previste all’interno di una revisione dell’assetto urbano non dovevano andare a contrastare con le finalità del Piano MTB, ma anzi dichiararsi in assoluta conformità con lo stesso. Un’iniziativa importante e meritevole che però ha rappresentato più una serie di indicazioni a cui attenersi che un sistema di pianificazione vero e proprio».

Qual è il punto di sviluppo più importante per il futuro del Paese e della cittadinanza tutta?

«Valenzano si appresta a diventare centro di eccellenza universitaria, soprattutto grazie a tre importanti presenze: la Facoltà di Veterinaria, la ricerca scientifica, il sistema InnovaPuglia (InnovaPuglia è la società in-house della Regione Puglia, nata nel 2008 dall’unione di due realtà territoriali: Tecnopolis Scrl – Parco Scientifico e Tecnologico e FinPuglia SpA – Istituto Finanziario Regionale Pugliese, ndr) e l’Azienda sperimentale della Facoltà di Agraria. L’obiettivo è quello di creare un sistema di specializzazione, soprattutto nel campo del settore agroalimentare».

Veduta aerea di Valenzano

All’interno del Piano MTB è prevista la creazione di un “Novus Campus”, che dovra nascere dalla collaborazione tra università degli Studi di Bari e Cnr (Consiglio Nazionale delle Ricerche).

«L’idea verso la quale ci si sta muovendo è quella di creare più che altro un Bioparco, con la realizzazione della nuova Facoltà di Agraria e di Biotecnologie, che colleghi tutte le realtà di ricerca già presenti all’interno del nostro territorio. Diventa perciò importante mettere in rete, in collegamento, le eccellenze già esistenti. Sotto questo aspetto è poi fondamentale pensare alla creazione di un Distretto Produttivo dell’Agroalimentare, un campo pratico di applicazione delle conoscenze acquisite nel corso degli studi universitari».

Come cambierà il Paese di fronte a queste modifiche strutturali?

«In primo luogo si cercherà di dare impulso ad una corretta mobilità, guardando anche, e in qualche misura soprattutto a quella lenta che potrà essere potenziata grazie al piano di rigenerazione territoriale intercomunale con Capurso e Cellamare, a cui dovrebbero aggiungersi a breve Adelfia e Triggiano. Si tratta di territori vicini tra loro logisticamente e che riportano esigenze e problematiche in sostanza comuni, con forti affinità territoriali. Grazie ai fondi P.O.R. Puglia sarà poi possibile rivalutare quel profilo naturalistico e storico-culturale che lega tra loro questi comuni, un tempo in misura maggiore rispetto ad oggi. Per Valenzano il piano di rigenerazione permetterà una valorizzazione delle aree verdi e del centro storico. In particolare sarà stabilità una fruizione nuova per le antiche piazze, che ha già preso il via con la messa in sicurezza della chiesa dell’antico monastero di S. Maria di Loreto (edificato nel 1654, risulta in totale stato di abbandono dal 1966, ndr). Perno del progetto è dar nuovo e maggiore lustro all’Abbazia benedettina di Ognissanti, un antico centro di culto conosciuto in tutto il mondo, tuttavia ancora poco noto o considerato dagli abitanti del posto».

Idee per fronteggiare la potenziale crescita demografica del Paese, per turisti e studenti?

«Una soluzione piuttosto logica potrebbe risolvere, un’idea a cui però si guarda ancora con diffidenza. Si pensa alla realizzazione di un albergo diffuso o alla creazione di un portierato sociale: due tipi di gestione che andrebbero a risolvere problemi diversi. In primo luogo si andrebbe a legalizzare tutta una situazione di affitti in nero pagati dagli studenti, un fenomeno sommerso che però esiste sul territorio. Oltre a legalizzare questo aspetto, renderebbe non necessario costruire nuove strutture residenziali ma invece si andrebbe a riconsiderare un patrimonio edile già esistente».

Una soluzione che porterebbe a risolvere il problema delle strutture di tipo sociale. Nel MTB si fa riferimento anche a nuove soluzioni per il settore socio-sanitario: qualche proposta in merito?

«Anche in questo caso l’idea di fondo è quella di dar valore all’esistente, ovvero di mettere insieme in un unico poliambulatorio più medici con specializzazioni diverse che cooperino in accordo e condividano una stessa struttura».

Per concludere: è in programma un intervento per le lame e il verde urbano. Come pensate di procedere?

«Resta fondamentale l’aspetto ambientale e del verde per far crescere il territorio, anche in termini di qualità globali. Tuttavia manca ad oggi una guida che indichi con precisione quali luoghi siano da considerarsi o meno lame, e quali di questi abbiano valore paesaggistico vero e proprio. Anche in questo caso stiamo procedendo per fare chiarezza adeguando il vigente Piano di Fabbricazione di Valenzano al Piano Urbanistico Territoriale Tematico “Paesaggio” (PUTT/P): atto, comunque, propedeutico al redigendo Piano Urbanistico Generale. Uno studio che consentirà di non commettere altri errori e ci si augura consentirà di rimediare rispetto ad alcune criticità esistenti».

Veduta dei tetti di Valenzano e torre campanile

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