Vaccinazione agricoltori, Coldiretti Puglia pronta con 12 hub

Il presidente di Coldiretti Puglia Savino Muraglia alla firma del protocollo di vaccinazione agricoltori

Firmato il protocollo per le vaccinazioni di operatori agrituristici, agricoltori e allevatori, con la Coldiretti Puglia che ha già 12 hub territoriali per provincia ritenuti ‘eleggibili’ dalla Protezione Civile Nazionale

A darne notizia è Coldiretti Puglia, con il presidente regionale, Savino Muraglia, che ha sottoscritto il protocollo predisposto dalla Regione Puglia, con il presidente della Regione, Michele Emiliano, l’Assessore alla Salute, Pierluigi Lopalco, il Direttore del Dipartimento Salute, Vito Montanaro e il Direttore della Protezione Civile Mario Antonio Lerario.

«Dopo aver concluso le vaccinazioni delle persone fragili e delle classi di età per cui sono stati aperti i calendari vaccinali nelle scorse ore, si procederà con gli operatori agrituristici, gli allevatori e gli agricoltori. Per accelerare la campagna vaccinale nelle aree rurali Coldiretti ha dato la disponibilità sin dall’inizio dell’anno degli oltre 1000 uffici diffusi capillarmente su tutto il territorio nazionale e la Puglia ha già 12 hub eleggibili», ha spiegato Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.

«L’obiettivo, in linea con gli indirizzi del Governo, è accelerare così l’immunizzazione di chi è esposto al rischio, lavorando in ambienti dove ci sono gruppi di persone e quindi assembramenti – ha detto il presidente della regione Emiliano  – Questa cosa consentirà da un lato di accelerare le operazioni di vaccinazione dei più giovani e dall’ altro di mettere in sicurezza sistemi aziendali per evitare che siano colpiti dalla malattia e quindi che siano messi in condizione di non poter operare. Ovviamente – ha concluso Emiliano – il sistema delle vaccinazioni aziendali potrà andare a regime solo nel momento in cui avremmo esaurito la vaccinazione di tutte le persone che, per età o per fragilità, sono in una situazione di particolare rischio di ospedalizzazione, quando cioè avremo sostanzialmente vaccinato tutti i fragili e la maggioranza di tutte le persone da sessant’anni in poi».

Cosa dice il Protocollo

Al protocollo firmato oggi seguirà un protocollo attuativo che conterrà le linee guida sulla base delle quali strutturare un punto vaccinale all’interno del luogo di lavoro. Sarà cura del Dipartimento Promozione della Salute del Benessere Animale predisporre il piano operativo in attuazione degli indirizzi del documento “Indicazioni ad Interim per la Vaccinazione anti-SARS-CoV-2/ COVID-19 nei luoghi di lavoro” da cui deriveranno l’apertura di ulteriori sedi erogative e la facilitazione dell’accesso alla vaccinazione dei cittadini che lavorano. Non tutte le aziende associate potranno o dovranno attivare un punto vaccinale. Ciascuna potrà sia strutturarlo, sia aderire a quello di un’altra azienda associata. Per tutti i medici e gli operatori sanitari interessati dall’attività di vaccinazione sarà tenuto un corso di formazione a distanza della durata di venti ore, come per gli operatori della sanità pubblica.

Per quanto riguarda i costi per la realizzazione e la gestione dei piani aziendali, compresi i costi per la somministrazione, questi sono interamente a carico del datore di lavoro, mentre la fornitura dei vaccini, dei dispositivi per la somministrazione (siringhe/aghi) e la messa a disposizione degli strumenti formative previsti e degli strumenti per la registrazione delle vaccinazioni eseguite, è a carico dei Servizi Sanitari Regionali territorialmente competenti.

Sullo sfondo c’è sempre il tema della disponibilità di dosi di vaccino. E’ però un primo passo avere una strategia operativa ed attuativa.

Quanto hanno perso i settori produttivi

La battaglia contro il virus – aggiunge Coldiretti Puglia – è la priorità numero uno per uscire da una crisi sanitaria, sociale ed economica che deve vedere le forze sociali al fianco delle Istituzioni. Tra le attività economiche ad essere più colpite sono gli alberghi ed i ristoranti con un calo del 42% seguiti dai trasporti che si riducono del 26,5% e dalle spese per ricreazione e cultura che scendono del 22,8%, ma in media i consumi scendono dell’11,8%, sulla base dell’analisi Coldiretti su dati Istat relativi al 2020. La riduzione dei consumi nella ristorazione travolge interi comparti dell’agroalimentare Made in Italy, con vino e cibi invenduti per un valore stimato dalla Coldiretti in 11,5 miliardi dopo un anno di aperture a singhiozzo che hanno messo in ginocchio l’intera filiera dei consumo fuori casa che vale 1/3 della spesa alimentare degli italiani fuori casa.

Il passaggio della Puglia in zona gialla è una misura attesa dopo che le chiusure per arginare la diffusione della pandemia hanno tagliato i redditi degli operatori e azzerato il fatturato dei 900 agriturismi pugliesi. Nell’attività di ristorazione – rileva la Coldiretti regionale – sono coinvolti circa 22mila tra bar, ristoranti e agriturismi in Puglia, ma le difficoltà si trasferiscono a cascata sulle oltre 100mila aziende agricole e stalle, più di 5mila imprese di lavorazione alimentare e una capillare rete di distribuzione lungo la filiera impegnate a garantire le forniture alimentari.

Ogni giorno di ritardo sulle vaccinazioni costa in media alla Puglia oltre 20 milioni in mancati consumi, un crack da 140 milioni di euro alla settimana per una regione da 8 settimane consecutive in zona rossa e arancione, con un drammatico effetto a valanga sull’occupazione che si aggiunge alle sofferenze e alle vittime causate dalla pandemia.

La drastica riduzione dell’attività – sostiene la Coldiretti Puglia – pesa infatti sulla vendita di molti prodotti agroalimentari, dal vino all’olio extravergine, dalla carne al pesce, dalla frutta alla verdura che trovano nel consumo fuori casa un importante mercato di sbocco. Sui settori maggiormente colpiti pesano le difficoltà del turismo che diventa importante far ripartire al più presto per evitare il rischio di una estate senza stranieri in vacanza in Puglia che costerebbe quasi 2 miliardi per le mancate spese nell’alloggio, nell’alimentazione, nei trasporti, divertimenti, shopping e souvenir.

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