V Conto Energia: c’è l’intesa. O forse no?

Entro il 2020 gli incentivi previsti per il fotovoltaico arriveranno a 9 miliardi di Euro

Secondo la bozza del decreto del Ministero dello Sviluppo Economico a partire dal prossimo anno gli incentivi economici riservati al fotovoltaico saranno di soli 3 miliardi di euro e non 6 come previsti dalla normativa ancora in vigore, anche se si prevede un aumento nei prossimi anni fino ad arrivare a 9 miliardi di euro nel 2020. Saranno introdotti aumenti del tetto di spesa e delle tariffe e l’entrata in vigore da ottobre del registro degli impianti superiori a 100 KW. Introdotti anche esoneri per gli impianti esistenti nelle zone interessate dai recenti terremoti, Premi “Eternit” e “Premi Made in Europe”. Questo in breve il contenuto del V Conto Energia Fotovoltaico. Ma sul tavolo della concertazione la Commissione politica Ambiente e Energia della Conferenza delle Regioni ha posto delle richieste ritenute “imprescindibili” per dare il suo parere favorevole. 

Il provvedimento –  Secondo il testo, la spesa annuale per il fotovoltaico aumenterà di mezzo milione di euro fino ad arrivare a poco meno di sette milioni. Inoltre gli impianti con potenza superiore a 12 KW avranno la possibilità di accedere agli incentivi governativi purché siano iscritti in appositi registri tenuti dal Gestore dei Servizi Energetici (Gse). Priorità sarà data agli impianti installati sugli edifici e quelli di potenza inferiore ai 12 KW potranno accedere agli incentivi anche successivamente.

La Conferenza delle Regioni chiede al Ministero dello Sviluppo economico di lasciare fuori dal registro del GSE gli impianti sotto i 100 Kwp

Le richieste della Conferenza delle Regioni – . La conferenza delle Regioni ha chiesto che il V Conto Energia non entri in vigore se non prima del 1° ottobre 2012, purché si siano superati da almeno 30 giorni il valore di spesa dei 6 miliardi previsti. Inoltre sono state chieste particolari deroghe insieme ad esoneri per gli impianti costruiti sugli edifici pubblici e privati oltre che sui capannoni industriali che operano nelle aree interessate dal sisma. Ancora, le Regioni hanno chiesto l’aumento delle tariffe per gli impianti sotto i 20 KW con particolari parametri. Gli impianti sotto i 3 KW passerebbero da 237 a 292 €/Mwh per la tariffa omnicomprensiva e da 155 a 210 €/MWh per la tariffa premio sull’autoconsumo.
La richiesta di un premio per il “Made in Europe” caratterizza il quarto punto richiesto dalla Conferenza delle Regioni. Il premio avrebbe valore solo per gli impianti il cui costo di investimento non fosse inferiore a 80%, purché la produzione sia avvenuta nella Ue.  Un altro premio riguarda la sostituzione delle coperture in eternit. I due “bonus” sono di 3 cent/KWh e cumulabili tra loro.
Le Regioni hanno anche richiesto di lasciare fuori dal registro gli impianti sotto i 100 Kwp, mentre la proposta del Governo prevedeva una soglia di 12 kWp, compreso un tetto di spesa di 50 milioni di euro per semestre; in caso di superamento della soglia in automatico si dovrebbe procedere a “ridurre le tariffe incentivanti di ciascun semestre successivo in modo proporzionale”.
Lo stesso meccanismo, ha chiesto la Conferenza, dovrà essere applicato a tutti gli altri tipi di impianti per i quali si chiederà l’esonero dal registro e cioè gli impianti a concentrazione, quelli integrati e innovativi che prevedono un tetto di spesa annuo di 10 milioni di euro per ognuna delle categorie. Esoneri anche per le amministrazioni pubbliche per le quali il tetto di spesa semestrale sale a 20 milioni di euro.

Le richieste della Conferenza delle regioni toccano altri nervi scoperti del sistema e in particolare le procedure burocratiche, da sottoporre a una robusta cura dimagrante. Ma di questo parleremo a breve (1. continua)

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