All’Università lezioni ‘green’: nuovi corsi e master di sostenibilità ambientale

La rettrice Antonella Polimeni con il prorettore per la Sostenibilità Livio de Santoli

Scalare la classifica. E fare in modo che sempre più atenei italiani possano entrare nella top 100 dei virtuosi sul piano della sostenibilità a livello mondiale. Finora, ne sono 6, come certificato da GreenMetric 2020, classifica internazionale stilata dall’Università dell’Indonesia. Ma potrebbe essere questo il traguardo green da raggiungere per le Università italiane. Che in realtà stanno imparando la lezione green.

Un obiettivo per rendere sempre più virtuoso quel circuito che sta vedendo atenei italiani impegnati a modellare la propria offerta formativa (oltre che le iniziative quotidiane) sull’aspetto della sostenibilità. A cominciare dai migliori sei atenei: Alma Mater Studiorum di Bologna (prima italiana, 10^ al mondo), Università di Torino (22^ al mondo), Politecnico di Torino (25^), Università dell’Aquila (40^), Luiss (43^) e Università di Genova (55^).

Il progetto de “La Sapienza”

Per ottenere questi risultati, le università italiane stanno inaugurando nuovi corsi, incentrando il proprio impegno su ambiente e percorsi incentrati sulla sostenibilità. È quello che, ad esempio, sta facendo l’Università della Sapienza di Roma che ha appena lanciato un corso dedicato agli Obiettivi di sviluppo sostenibile, istituendo il nuovo Comitato tecnico-scientifico per la sostenibilità.

Costituito da docenti di tutte le aree e da rappresentanti degli studenti e coordinato dal prorettore per la Sostenibilità Livio de Santoli, ha iniziato i propri lavori il 12 marzo 2021.

Per quanto riguarda la didattica in particolare, la Sapienza ha già realizzato una prima esperienza con un corso di formazione e un corso di insegnamento dedicati a questi temi, aperti a tutti gli studenti. Da aprile 2021 le iniziative didattiche saranno rilanciate con un corso base che rilascerà 6 crediti formativi universitari. Sono previsti una giornata inaugurale di inquadramento generale su sostenibilità energetica, sostenibilità ambientale, sostenibilità sociale e indicatori di Benessere equo solidale, sei giornate interdisciplinari e 15-20 webinar realizzati dalle singole Facoltà su temi specifici, con l’intervento dei docenti e l’apertura della discussione agli studenti.

Le attività formative per la sostenibilità sono poi destinate a svilupparsi nel tempo con iniziative ulteriori, tra le quali si ipotizza l’istituzione di un vero e proprio corso di laurea triennale.

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Urban Planning for transition

Ca’ Tron sul Canal Grande: sede degli studi di Urbanistica e Pianificazione Iuav.

Anche l’offerta formativa internazionale dell’Università Iuav di Venezia si arricchisce: dal prossimo anno con l’avvio del nuovo percorso Urban Planning for Transition, all’interno della laurea magistrale in Urbanistica e Pianificazione del territorio.

Diretto dal prof. Francesco Musco, il Master Degree offrirà tematiche di grande rilevanza strategica, distribuite su 3 dei quattro semestri previsti: il metabolismo urbano (cioè lo studio dei flussi di energia e di materia che attraversano l’ecosistema urbano); la gestione dei cambiamenti climatici (tema di ricerca e formazione già attivo presso l’Ateneo con il Planning Climate Change Lab); la pianificazione per il disaster recovery e la gestione degli eventi in caso di catastrofi: tutti ambiti nei quali Iuav ha maturato nel tempo esperienza e capacità progettuali uniche nel panorama universitario italiano.

Il nuovo percorso si aggiunge al Master Degree Programme in Architecture (la laurea magistrale in Architettura in lingua inglese), inaugurato due anni fa con la direzione della prof. Fernanda De Maio, che ha attratto più di 100 studenti da 33 Paesi (in particolare da Cina, Turchia, India, Iran, ma anche da Vietnam e Azerbaigian).

Le iscrizioni al Master Degree Programme Architecture sono aperte fino al 31 marzo per 60 candidati, con possibilità di borse di studio e agevolazioni.

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Il master per manager della tutela ambientale

A Perugia il master per manager della tutela ambientale

Novità green anche all’Università di Perugia che insieme ad Assoimpredia (Associazione Nazionale Imprese Difesa e Tutela Ambientale) lancia il primo Master in Management delle opere per la tutela ambientale e del verde organizzato.

Il Master intende formare figure professionali di alto profilo culturale, scientifico e applicativo per la gestione di imprese che si occupano di realizzazione e manutenzione del verde pubblico urbano, ornamentale, storico in contesti urbani ed extraurbani.

Il mercato richiede, infatti, con sempre maggiore frequenza, manager multifunzionali capaci, cioè, di gestire più attività, dall’appalto pubblico alla direzione dei lavori per la realizzazione di opere di tutela ambientale ed ingegneria naturalistica, dalla direzione dei cantieri al controllo di gestione e all’accountability.

Il profilo professionale deve essere caratterizzato, quindi, da competenze interdisciplinari di carattere giuridico economico, tecnico – ingegneristico e agronomico.

Il Master riserverà particolare attenzione alla normativa sull’Ambiente, sugli appalti pubblici, sui principi dell’organizzazione gestionale d’impresa, le tecniche di ingegneria naturalistica, di fitogeografia e geobotanica, la manutenzione delle specie ornamentali (dai tappeti erbosi alle alberate) e la progettazione degli spazi verdi.

Compatibilmente con le misure restrittive dovute all’andamento della pandemia, le lezioni del Master si svolgeranno a distanza e parte in presenza (laboratori applicativi e workshop con gli esperti). Tra luglio e ottobre è previsto che gli studenti siano ospitati presso le maggiori aziende del settore per completare il percorso formativo.

La transizione ecologica

Ingegneria ancora più verde, internazionale e innovativa all’Università di Trento. La transizione ecologica irrompe anche nelle aule e nei laboratori dove ci si prepara alla professione nell’era del Green Deal europeo e porta una sempre maggior attenzione all’impatto climatico e alla sostenibilità del Pianeta.

Il Dipartimento di Ingegneria civile, ambientale e meccanica (Dicam) di UniTrento ha infatti attivato due curricula in inglese, che vanno a rafforzare la dimensione internazionale che da tempo contraddistingue la didattica e la ricerca del Dipartimento.

Nel dettaglio – spiegano dall’ateneo -, la revisione della laurea magistrale in Ingegneria per l’ambiente e il territorio ha portato all’ideazione di un percorso unico in Italia focalizzato sulla modellazione dei processi ambientali (Modelling and Simulation) e al rafforzamento dell’internazionalizzazione del percorso dedicato alla sostenibilità e alla cooperazione (Environmental Sustainability and International Cooperation).

L’offerta didattica approfondisce i temi più attuali della professione come difesa del territorio e prevenzione dei dissesti, gestione sostenibile delle risorse, risanamento dell’ambiente, uso di tecnologie verdi nelle infrastrutture.

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