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Unisalento, Carla 2012 punta alla pole position

Francesco Greco accanto a Carla 2009

È possibile, oggi, immaginare di percorrere duemila chilometri con un litro di carburante? Per adesso è solo un sogno ma, come ci spiega Francesco Greco, team manager del Salento Eco Team, loro ci stanno pensando seriamente. Loro sono un gruppo di ingegneri informatici, dei materiali, meccanici, informatici per il controllo, della comunicazione dell’Università del Salento. L’ingegner Greco si è laureato con questo progetto e continua a lavorarci su sia a livello tecnico sia nella progettazione della struttura della macchina. Il suo compito è quello di effettuare, al computer, i test di affidabilità, robustezza, elasticità, del prototipo.

Come è nato questo progetto?

«Il team è nato nel 2008. E porta avanti l’idea della mobilità ecosostenibile. Questo grazie alla Shell Eco Marathon, una particolare competizione dove non vince chi è più veloce ma chi consuma meno. Per concorrere a questa gara, siamo riusciti a costruire un prototipo a basso impatto ambientale sia per quanto riguarda i consumi sia per i materiali di costruzione».

Avete già partecipato a competizioni?

«Abbiamo partecipato a quella del 2010 a Lausitz, in Germania, dove siamo arrivati ottantesimi su centoventi equipaggi. Abbiamo fatto 150 chilometri con un litro di benzina».

Ha detto benzina?

«Un’equazione trasforma i kw della batteria in litri benzina/chilometro».

La domanda è di rito, ma quanto fa?

«I prototipi possono raggiungere una velocità massima di 50-60 km/h mentre la velocità di crociera, ottimale per percorrere più chilometri, è di circa 30-35 km/h».

Soddisfatti del risultato?

«Non è un grandissimo risultato a livello di chilometraggio, però il nostro primo obiettivo era quello di superare i test di sicurezza. Perché per essere ammessi alla competizione bisogna superare test di sicurezza molto severi. E siccome questa che vede è una macchina completamente costruita da noi studenti, che è un grosso limite, siamo soddisfatti per aver superato i test di ammissione, rispetto ad altri team che invece non ci sono riusciti».

Carla 2009

Programmi per il futuro?

«Ci stiamo preparando alla Shell Eco Marathon di Rotterdam nel 2012, dove porteremo oltre a questa macchina che sarà comunque rivoluzionata sotto alcuni aspetti, un altro prototipo, in costruzione, con motore completamente elettrico, capace di fare, sulla carta, duemila chilometri con un litro».

Per avere un prodotto commerciale bisognerà aspettare ancora, quindi.

«Per adesso in commercio ci sono ancora i modelli ibridi elettrico-benzina. Avere una macchina completamente elettrica è ancora un sogno irrealizzabile. Noi presenteremo una macchina completamente elettrica. Anche in questo caso, la nostra priorità resta quella di superare i test di sicurezza. Che sono diversi da quelli per le macchine elettriche-benzina, visto che non c’è combustibile che può prendere fuoco. Speriamo per maggio 2012 di riuscire a completare il lavoro».

Com’è nata questa scuderia?

«Il team è nato da un’idea del responsabile scientifico, l’ingegnere Teresa Donateo. È  composto da volontari, selezionati in base al curriculum universitario e alle competenze specifiche di ciascuno. Nessuno è stipendiato».

Nessun finanziamento?

«I finanziamenti arrivano da sponsor privati e autofinanziati».

Quanti siede in squadra?

«Siamo in diciassette, tra studenti di ingegneria di triennale o specialistica, quattro professori delle nostre facoltà e un dottorando. Il pilota è una ragazza di un metro e cinquanta per cinquanta chili, per risparmiare i consumi. Il Team esiste da cinque anni, io sono al primo anno di specialistica ma sono nel team sin dal terzo anno del corso di laurea. Oltre agli aspetti tecnici che si imparano sul campo, c’è tutto un lavoro di gruppo, di coesione, quindi c’è anche un aspetto umano da non sottovalutare».

L’auto elettrica del Salento Eco è stata esposta alla Fiera del Levante, dove ho incontrato l’ingegner Greco, in occasione del Mediterranea Show Motors uno spettacolo adrenalitico con copertoni che scoppiano per lo stress, moto da cross che fanno il giro della morte e una motocicletta impenna su un cavo d’acciaio con una ragazza appesa sotto.

È questo il prototipo che ha gareggiato?

«Si chiama Carla 2009 e ha partecipato allo Shell Eco Marathon 2009 e 2010. Quella che stiamo progettando si chiama Carla 2012 e parteciperà appunto all’edizione 2012 della competizione internazionale».

Quali sono le caratteristiche del prototipo 2012?

«Oltre al power train, cioè la trazione che sarà completamente elettrica, abbiamo ridisegnato completamente il telaio, perché ci siamo accorti che il telaio di Carla 2009 è completamente deportante – cioè spinge al suolo la vettura – quindi fa molta resistenza; ora stiamo progettando un telaio neutro, perché non sviluppando alte velocità non ci serve un telaio deportante. Rifaremo la carena; in pratica l’auto avrà la forma di un missile, in modo da tagliare meglio l’aria e, se possibile, lo costruiremo in policarbonato, per avere una struttura resistente e leggera».

È importante?

«Un altro vincolo da superare è proprio la leggerezza; il peso complessivo di telaio, pilota, motore e carena non deve superare i 120kg. I nostri ingegneri si stanno occupando di ricercare un materiale leggero ma anche molto resistente, mentre ci occupiamo di utilizzare materiali già esistenti».

Come la fibra di carbonio.

«In policarbonato, è malleabile e meno costoso della fibra di carbonio. Tra l’altro nel Salento ci sono solo poche ditte che lavorano la fibra di carbonio, quindi se si dovessero eseguire lavorazioni fuori dalla nostra zona, i costi aumenterebbero. La macchina ha una serie di sei batterie ricaricabili. Per tempistiche, adesso la ricaricheremo con il carica batterie, il progetto, invece, prevede una ricarica esterna. Si collega a una presa elettrica e si ricarica. Per adesso usiamo un carica batterie classico».

Quindi per la ricarica si potranno utilizzare anche impianti fotovoltaici.

«Esatto. Abbiamo un accordo con Enel e Mercedes per impiantare colonnine di carica batterie lungo la strada in modo che chiunque può accostarsi, ricaricare le proprie batterie e ripartire».

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