Input your search keywords and press Enter.

Una via d’uscita per i rifiuti pericolosi?

Dal 13 luglio 2010, fatte salve proroghe – e pare che per le piccole imprese sia già in fase di definizione una proroga di 18 mesi –, tutti i soggetti obbligati ed identificati nell’art. 1 del DM 17.12.2009, dovranno movimentare i rifiuti speciali per il tramite del SISTRI – il nuovo sistema di controllo di tracciabilità dei rifiuti -che prevede alcuni obblighi: l’adesione al sistema (i cui termini sono ormai scaduti), il versamento del contributo SISTRI, l’installazione della Black Box sui mezzi di trasporto rifiuti ed il possesso della chiavetta USB per le movimentazioni.

Il seminario dello scorso 27 maggio a Rutigliano sul SISTRI ha sollevato nuovi interrogativi in proposito, ma ha anche sciolto dubbi e perplessità. Ne abbiamo parlato con l’avv. Antonio De Feo, Presidente del wwf Puglia.
seminario sul SISTRI a Rutigliano (BA)

seminario sul SISTRI a Rutigliano (BA)

avv. antonio de feo

avv. Antonio De Feo

«Lo strumento del SISTRI nelle intenzioni è sicuramente da apprezzare, anche per quello che riguarda la possibile e potenziale sburocratizzazione e, soprattutto, per la potenziale realizzabilità della tanto agognata tracciabilità dei rifiuti. Se la tracciabilità dovesse concretizzarsi, di conseguenza, si concretizzerebbe anche la “rintracciabilità” delle ecomafie.
Come giurista devo rilevare la presenza nella norma di diverse lacune, tanto che il Legislatore è dovuto intervenire, a meno di due mesi dalla pubblicazione del Decreto istitutivo, con ulteriore Decreto correttivo e tutto, ad oggi, non è ancora chiaro.
Quale Presidente del WWF, non posso che ritenere lo strumento del SISTRI l’avvio di un percorso, rispetto alle ripetute richieste formalizzate anche dall’Associazione che rappresento a livello regionale in sede di audizione della Commissione Parlamentare di Inchiesta sul Ciclo dei Rifiuti nel 2008.» 

Crede sia un sistema di controllo di facile attuazione? Quali sono le complessità?

«Il SISTRI non sembra assolutamente essere un sistema di facile attuazione sia da un punto di vista operativo del sistema stesso (di cui non è stato possibile, sino ad oggi, verificare l’utilizzazione ad esempio in prova), sia dal punto di vista della divulgazione, nel tessuto imprenditoriale tutto, dell’informatica e della conoscenza informatica. Sono certo che le già citate criticità della normativa si sposeranno con le criticità pratiche dell’applicazione concreta.»

<p>discarica abusiva nei pressi di Tuglie (LE)</p>

discarica abusiva nei pressi di Tuglie (LE)

In che modo il wwf Puglia si prefigge di contrastare l’abbandono dei rifiuti e il traffico illegale degli stessi?

«Il WWF Italia ha definito una chiara position sulla questione rifiuti, in particolare, restando valido l’assunto che “il miglior rifiuto è quello non prodotto”, si ritiene opportuno effettuare un salto culturale nella definizione di rifiuto, limitandola al concetto della non ulteriore riutilizzabilità dei materiali; verrebbe così ad essere destinato allo smaltimento solo ciò che, per le sue caratteristiche fisiche e chimiche, o per la sua ridotta quantità, non è più interamente ed immediatamente utilizzabile in attività umane o cicli naturali. In sintesi, il rifiuto da smaltire costituisce l’espressione di una cattiva progettazione industriale e/o di un’errata modalità di consumo. A tale scopo deve essere promosso e attuato uno sforzo, anche da parte delle amministrazioni pubbliche, per indirizzare le scelte produttive verso un modello economico basato sulla valorizzazione delle risorse, sulla smaterializzazione dei consumi e sulla sostenibilità ambientale.»

Quali iniziative propone il wwf in tema di rifiuti?  

«L’azione prevalente è e deve essere volta, in piena adesione ai contenuti della Direttiva Comunitaria 98/08/CE, verso la prevenzione dalla produzione dei rifiuti ed il recupero/riciclaggio di quelli prodotti. Bisogna però capire se in Italia o nel Mondo sia riscontrabile il “Senso di Ambiente” o se questo si sia smarrito in favore di logiche esclusivamente economiche e se le “Politiche Ambientali” siano, non solo, degli strumenti di mera politica economica.»

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *