Una tonnellata e mezza di rifiuti recuperati dai fondali marini

Vista panoramica porto La Spezia (fonte: pixabay)

Raccolta una tonnellata e mezzo di rifiuti marini da Fineco, LifeGate, ENEA, Verdeacqua, il Gruppo Operativo Subacquei (GOS) della Marina Militare e il Comune di Lerici

 

Nel corso dell’operazione di pulizia straordinaria dei fondali marini della Baia di Santa Teresa, all’interno del Golfo di La Spezia, sono stati recuperati una tonnellata e mezzo di rifiuti.

L’iniziativa, promossa da Fineco e LifeGate nell’ambito della Water Defenders Alliance, in collaborazione con Smart Bay Santa Teresa condotta da ENEA ed altri enti di ricerca, Verdeacqua e il Gruppo Operativo Subacquei (GOS) della Marina Militare, e anche grazie al supporto del Comune di Lerici, ha permesso di ripulire i fondali da diverse tipologie di rifiuti. Rimossi anche rifiuti ingombranti che provengono dalle mareggiate del 2018 e 2019. Fra questi, i resti affondati di un pontile semovente, una “meda di segnalazione” – ovvero una grossa boa rigida – e parecchi copertoni da camion, che di solito vengono usati come “parabordo a basso costo”. Negli anni, la furia delle tempeste è riuscita a movimentare detriti così grossi e pesanti spingendoli nella Baia di Santa Teresa proprio per il suo posizionamento strategico che viene a creare una “zona di stanca”.

La baia ospita la prima Smart Bay d’Italia, un modello straordinario che coniuga ricerca, tecnologia, turismo sostenibile e molluschicoltura, grazie alla collaborazione tra realtà scientifiche e istituzionali quali ENEA, Cnr, INGV, Comune di Lerici, Scuola di Mare Santa Teresa e Cooperativa Mitilicoltori Associati, uniti per rendere la Smart Bay Santa Teresa un laboratorio per contrastare gli effetti del cambiamento climatico e indicare la strada per la salvaguardia della biodiversità marina.

La Smart Bay Santa Teresa è tra i primi partner scientifici della Water Defenders Alliance, un progetto promosso da LifeGate con l’obiettivo di difendere e salvare le acque italiane da tre gravi minacce: l’inquinamento da plastiche, quello da idrocarburi e la fragilità degli habitat naturali. L’alleanza coinvolge aziende, cittadini, porti, aree marine protette, Istituzioni, università, associazioni ed enti di ricerca.

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