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Una rete tutta salentina

Dal generale al particolare, o meglio al “particolareggiato” il passo è breve. Nel Salento, finalmente, qualcosa smuove le acque.

E si è capito che a “glocalizzare” i problemi di ordine pubblico, facendo sistema, rete, network (chiamatela come volete, purché si faccia!), si gioca una carta vincente. 

Cursi, cava di pietra leccese

Edoardo Santoro

Esempio più lampante ed immediato è quanto sta succedendo nei comuni di Castrignano dei Greci, Corigliano d’Otranto, Cursi, Melpignano e Maglie. I sindaci dei rispettivi paesi – Donato Amato, Ada Fiore, Edoardo Santoro, Ivan Stomeo e Antonio Fitto – si sono “coalizzati” per ottenere nel più breve tempo possibile la redazione del Piano particolareggiato del Bacino estrattivo di pietra leccese di Cursi-Melpignano (comprendente l’area classificata dal P.R.A.E. 4/BPP), così come previsto dalla Regione Puglia. 

Ada Fiore

 

Il 23 febbraio 2010, infatti, il Consiglio regionale di via Capruzzi approva, con DGR n. 445, il cosiddetto Piano Regionale delle Attività estrattive (P.R.A.E.), vale a dire lo strumento legislativo che regolamenta, 

Tommaso Farenga

 

programma e pianifica le attività estrattive nella stessa regione. 

Nodo focale del testo è la redazione dei piani particolareggiati: ogni area individuata necessita di uno studio dettagliato di tutte le sue componenti, siano esse intrinseche che estrinseche. Fondamentali saranno, dunque, lo studio geomorfologico, mineralogico, idrogeologico del terreno e l’individuazione delle aree fabbricabili, dei beni architettonici, archeologici, ecc, insomma di tutte quelle “invarianti” strutturali che non possono essere modificate. Un lavoro, pertanto, meticoloso che richiede grande professionalità. 

Il “certosino”  cui è stato affidato l’incarico è l’ingengnere Tommaso Farenga, a capo dello Studio di Ingegneria Territorio e Ambiente SIT&A di Bari; alle spalle c’è una lunga esperienza 

SIT&A Studio di Ingegneria Territorio & Ambiente

 

di pianificazione territoriale ed ambientale. La sua mission si sposa appieno non solo con quella del documento regionale, bensì anche con quella degli amministratori locali: salvaguardare l’ambiente, garantendo il regolare svolgimento del lavoro e condividendo le scelte è il traguardo da raggiungere. Ragion per cui il lavoro di Farenga è un work in progress: gli incontri con la popolazione e con le aziende di settore diventano i punti di forza, in base ai quali indirizzare, poi la scelta finale. In parallelo, anche una Commissione di rappresentanza dei “custodi della pietra leccese” ha formalmente indirizzato una lettera all’ingegnere, precisando “che siano messi a disposizione […]tutti gli elaborati definitivi del Piano Particolareggiato in fase di redazione finale”. Anche essi sottolineano, quindi, la volontà di dare il loro contributo, affinché si possa, specifica il documento, “addivenire ad un P.P. che sia effettivamente partecipato e condiviso”. 

Buon lavoro, a tutti, allora, purché sia sostenibile, in tutti i sensi!

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