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Una rete di ricerca e solidarietà

Ricerca e prevenzione sono due attività necessarie per combattere le malattie causate dall’inalazione di fibre di amianto. Sono queste le attività che sostiene l’Associazione Famiglie vittime dell’amianto di Bari, costituita nel 2008 e formata da ex operai o persone malate che abitano nella cosiddetta “zona rossa”, cioè a Japigia, Madonnella e San Pasquale, quartieri che insistono sull’area dell’ex Fibronit, l’azienda che produceva manufatti in cemento-amianto. L’associazione barese è la seconda in Italia dopo quella di Casale Monferrato. Entrambe le città sono unite dal comune destino di aver assistito in passato all’attività di aziende che lavoravano con l’amianto, un materiale messo al bando solo nel 1992.

Fibronit, veduta del torrino prima della bonifica

Fibronit, veduta del torrino prima della bonifica

 

Lillo Mendola

Lillo Mendola

In un recente convegno che si è svolto a Bari, a tal proposito sono state diffuse le cifre relative alle vittime dell’amianto. Nel 2009 in Puglia erano 915 mentre 270 nella sola città di Bari. La prima malattia che colpisce i lavoratori a contatto con l’amianto è l’asbestosi che con il tempo si trasforma in mesotelioma pleurico. Ci sono una serie di strumenti che permettono una diagnosi precoce, anche se la ricerca deve ancora continuare a studiare questa malattia. «E’ una patologia – spiega Lillo Mendola, presidente dell’Associazione Famiglie vittime dell’amianto di Bari – che, come tutti i tumori, necessita d’investimenti in ricerca. Bisogna puntare sulla ricerca e sperimentazione per permettere alle cure di debellare la patologia».

Per questo l’associazione svolge attività di sensibilizzazione sugli effetti dell’amianto. Sono stati realizzati diversi convegni e organizzati incontri in cui l’associazione ha portato la propria testimonianza. E’ stata chiesta alla Regione Puglia una task force medica multidisciplinare, composta da epidemiologi, patologi, pneumologi, chirurghi che svolga attività di osservazione. Un’altra proposta riguarda l’esecuzione di visite gratuite di prevenzione.

FIBRONIT CUMULI AMIANTO

il cumulo di rifiuti contenenti amianto a ridosso della strada e delle abitazioni - 2004

E’ già stato realizzato un centro di ascolto presso la Parrocchia di San Sabino di Bari ed il sito www.vittimeamianto.it con contenuti medico-scientifici.

«Man mano che passa il tempo – ha sottolineato Mendola – si abbassa l’età media delle vittime. Il problema dell’amianto riguarda ormai tutti. Per questo puntiamo a sensibilizzare i giovani». Le prossime iniziative, in tal senso, saranno lo svolgimento durante il prossimo anno scolastico di una serie di conferenze nelle scuole e la realizzazione di una pubblicazione, tratta dalla tesi di laurea in antropologia dei saperi medici della barese Agata Mazzeo, che servirà per raccogliere fondi che saranno devoluti a gruppi di ricerca.

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