Una biopiattaforma al posto dell’inceneritore

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A Sesto San Giovanni, sarà realizzato l’innovativo impianto green carbon neutral. I lavori inizieranno ad aprile

Il 31 marzo è stato chiuso definitivamente il vecchio inceneritore di CORE a Sesto San Giovanni, realizzato negli anni ‘80. Lo spegnimento è stato eseguito dal Gruppo CAP, gestore del servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano, che a febbraio aveva acquistato la maggioranza del capitale azionario delle quote del Consorzio Recupero Energetici dai Comuni soci.

Al suo posto, sarà realizzata la Biopiattaforma, il polo di economia circolare a 0 emissioni di CO2 di origine fossile, capace di coniugare in un unico impianto un termovalorizzatore e un depuratore per convertire i fanghi di depurazione in energia pulita e bio-fertilizzanti, e trasformare la FORSU (frazione umida organica) in biometano, combustibile green che riduce le emissioni di anidride carbonica del 97%. Un progetto di simbiosi industriale unico nel Paese, progettato sin dall’inizio attraverso il percorso partecipativo che ha coinvolto cittadini e associazioni locali. Si tratta del primo impianto di termovalorizzazione autorizzato in Italia da quasi 10 anni a questa parte, che prevede un investimento di 47 milioni di euro.

I lavori per la realizzazione della nuova Biopiattaforma partono oggi, 1° aprile, con l’apertura del cantiere per i lavori di demolizione del vecchio inceneritore.

Alessandro Russo – presidente del consiglio di amministrazione del Gruppo CAP

La Biopiattaforma, che ospiterà anche un polo di ricerca avanzata, parte già con il piede giusto: all’inizio del 2021 si è aggiudicato un finanziamento di 2,5 milioni di euro grazie a un progetto europeo Horizon 2020, Circular Biocarbon, che verrà implementato per ottenere prodotti ad alto valore aggiunto, pronti per la commercializzazione. Un ciclo virtuoso capace di massimizzare i flussi urbani dell’umido, facendo un ulteriore passo avanti rispetto ai classici sistemi di digestione anaerobica e compostaggio.

L’impianto valorizzerà 65.000 tonnellate di fanghi prodotti ogni anno dai 40 depuratori distribuiti sul territorio della Città metropolitana. Proprio i fanghi, che fino a oggi erano materia di scarto, e che in alcuni casi si dovevano portare all’estero per lo smaltimento, serviranno a produrre ben 19.500 MWh/anno di calore per il teleriscaldamento e recuperare fosforo da impiegare come fertilizzante. In questo modo, il 75% dei fanghi verrà trasformato in energia e il 25% in fertilizzante.

La linea di gestione della FORSU (“l’umido” nel gergo comune), tratterà 30.000 tonnellate/anno di rifiuti umidi ora affidati a strutture esterne, provenienti dai Comuni di Sesto San Giovanni, Pioltello, Cormano, Segrate, Cologno Monzese e Cinisello Balsamo per la produzione di biometano, biocombustibile che riduce l’emissione di anidride carbonica del 97%.

Il nuovo impianto verrà reso operativo a ottobre 2022 con la messa in funzione della prima linea e a marzo 2023 con l’esercizio di tutto l’impianto industriale.

Tutte le attività del RAB Biopiattaforma saranno presto consultabili sul sito rab-biopiattaforma.it, lo strumento ufficiale per informare in maniera costante e approfondita tutti i cittadini del territorio in merito all’attività di monitoraggio che il RAB porterà avanti, per condividere le informazioni raccolte sull’impatto ambientale dell’impianto.

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