Input your search keywords and press Enter.

Un volo “solare”

In pochissimi l’hanno vissuto “in diretta”, ma tutti quanti sono a conoscenza dell’impresa che ha visto protagonista Charles Lindbergh, quando, nel 1927 – precisamente tra il 20 ed il 21 maggio – effettuò il primo volo transoceanico in solitario, da New York a Parigi. Dopo ben 85 anni da quei giorni ormai diventati leggenda, un altro velivolo taglia in due il cielo azzurro firmando un altro, eccitante momento destinato a passare alla storia: il 5 giugno 2012, infatti, un aereo alimentato esclusivamente ad energia solare compie un viaggio intercontinentale, non lungo come quello di Lindbergh, ma comunque di una certa rilevanza dato che ha “unito” Spagna e Marocco.

Un progetto “Solar Impulse” – L’aereo è stato realizzato dall’azienda Solar Impulse, in seguito ad un progetto avviato sin dal 2003; dopo alcuni anni – e tanti test positivi – ecco il successo di questo volo. Pilotato abilmente da Bertrand Piccard e dal copilota Andre Borschberg, l’aereo ha volato ininterrottamente per 19 ore da Madrid a Rabat, attraversando lo Stretto di Gibilterra e sorvolando il Mar Mediterraneo ad un’altitudine di quasi 6.900 metri; il tutto, grazie alla carica immagazzinata all’interno di dodicimila celle solari che alimentano i quattro motori elettrici e senza la minima emissione di CO2. Una particolare caratteristica di questo “enorme uccello di metallo”, come è stato definito,  è stata anche la presenza di un cruscotto virtuale che mostrava lo stato della batteria, l’altitudine e la velocità, mostrando e dimostrando, così, il valore e la forza delle energie rinnovabili: lo stesso Piccard, intervistato dopo l’atterraggio, ha voluto spiegare che questo volo è servito anche e soprattutto a «cambiare la mentalità della gente in termini di uso e risparmio di energia rinnovabile e pulita. […] Tutta la tecnologia utilizzata per questo aereo può essere usata nella vita quotidiana: auto, case, illuminazione, riscaldamento e aria condizionata».

Un progetto ancora più grande – La scelta di atterrare in Marocco, tuttavia, non è affatto casuale: la città di Ouarzazate sta per ospitare il complesso solare più grande del mondo, che sarà attivo dal 2020 ed ospiterà cinque parchi solari con una capacità complessiva di 2.000 MW, riducendo, secondo le stime, di ben 3,7 milioni tonnellate le emissioni di CO2. Davvero una grossa spinta, anche economica, ed il fatto che non arrivi dagli USA o dall’Oriente più ricco fa ancora più notizia. Ecco, pertanto, che l’aereo “ecosostenibile” diventa emblema di un sistema che continua, malgrado tutto, il suo ideale di espansione e diffusione: questo particolare progetto – che Piccard assicura di voler portare avanti con viaggi sempre più lunghi in tutto il mondo – diventa cassa di risonanza non solo per chi ha a che fare quotidianamente col mondo delle rinnovabili, ma anche per tutti quei curiosi che possono scoprire sfaccettature inusuali e, perché no, più affascinanti.

Print Friendly, PDF & Email

One Comment

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *