Un vino per ogni occasione

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Dopo la crisi e le perdite dovute alla prima ondata di Covid, ora tante nuove proposte per apprezzare e degustare il vino italiano e pugliese

Il vino ritorna sulle nostre tavole, dopo un lungo periodo difficile. Durante il lockdown, per sopperire alla gran quantità di vino invenduto nelle cantine, dovuto alla chiusura dei ristoranti, il vino in eccesso è stato utilizzato per la distillazione di crisi o persino è stato dato in pegno alle banche, per poter avere liquidità e pagare comunque le spese.

Vino e ambasciate

Ma ora, salvo ulteriori restrizioni, il vino sta lentamente tornando a ricoprire il suo ruolo, stanno crescendo nuovamente i consumi che danno ossigeno alla filiera. Intanto, con una campagna di promozione del vino Made in Italy attraverso 6 ambasciate, si sta cercando di espandere nel mercato internazionale la produzione vitivinicola italiana contattando buyer e importatori, puntando sul marchio “100% Made in Italy”. In questo modo si cerca di frenare la perdita dovuta all’emergenza coronavirus. Questo passaggio è importante soprattutto per la Puglia che ha 27 DOC, 4 DOCG e 6 IGP denominazioni di vino Made in Italy, in vista di una vendemmia che si preannuncia straordinaria.

Export

Ma l’eccellenza non si ferma con il Covid. infatti, l’export di uva da tavola pugliese è cresciuto del 25%, dopo il calo del 30% del lockdown. “Dei circa 15 milioni di quintali di uva da tavola prodotti ogni anno in Italia – secondo Coldiretti – il 70% è made in Puglia, un segmento dell’attività agricola da promuovere e tutelare che ha registrato un aumento stellare dei costi per garantire sicurezza nei campi e nel trasporto degli operai agricoli.”. il rilancio del prodotto sia sui mercati nazionali e sia su quelli internazionali è necessario per sostenere i costi di gestione di un settore che non si è mai fermato, al contrario di altre attività. Per queste ragioni, è fondamentale attuare nuove normative comunitarie e internazionali per tutelare il Made in Italy sui mercati esteri.

Import

“La Puglia è il primo produttore in Italia di uva da tavola – ricorda Coldiretti – e, grazie all’enorme contributo pugliese, l’Italia è il primo produttore al mondo, con il 16% sulla produzione globale. Ma le importazioni di uva da tavola in Italia ammontano a 25.000 tonnellate (circa il 3,2% dei consumi interni), di queste, una fetta consistente – denuncia Coldiretti – proviene dall’Europa (49%) e dall’America centro meridionale (circa il 25%), ed in particolare dai due principali Paesi produttori Cile e Perù, la restante parte proviene dall’Africa (13,5%) ed Asia (4,6%).“.

Insomma, siamo i primi produttori di uva ma la importiamo dall’esterno per il mercato interno. È un controsenso su cui il Governo deve subito intervenire per evitare il tracollo di un settore elitario per l’Italia.

Il Manifesto Slow Food

Intanto, Slow Food ha lanciato qualche giorno fa “Il Manifesto Slow Food per il vino buono, pulito e giusto”. “Il manifesto – spiegano da Slow Food – è un decalogo che fissa alcuni punti fermi sul mestiere del vignaiolo, sull’agronomia e sull’enologia, allargando il discorso anche ad altri ambiti quali la biodiversità, la tutela del paesaggio e il rapporto con chi lavora in vigna e cantina. Fonda le radici nel lavoro iniziato a Montpellier nel 2007 che aveva dato origine a Vigneron d’Europe. Ora ci si allarga a tutto il mondo e aumentano i punti presi in considerazione annoverando tutto il complesso di relazioni che genera il lavoro del vigneron. Si tratterà di un punto di partenza per la creazione di una grande comunità internazionale che unisca produttori e appassionati che si riconoscono nei 10 principi enunciati dalla Carta.”.

In questo modo si possono seguire delle direttive accettate a livello internazionale che possano tutelare ulteriormente il vino, evitando contaminazioni e concorrenza sleale, e allo stesso tempo migliorando la filiera trasformandola in sostenibile.

Il progetto digital tasting

Infine, presentiamo un’iniziativa tutta pugliese che ha inventato un nuovo modo di gustare il vino. Si chiama “I Feel Food Italia” la piattaforma digitale, presentata su una piattaforma sul lago di Lesina a Foggia, che promuove l’enogastronomia locale e il turismo attraverso la digital tasting. È la nuova tendenza del settore, che si è ritagliata uno spazio importante durante la prima ondata del Covid. Si tratta di una degustazione virtuale interattiva, dove chef e sommelier spiegano ai partecipanti come degustare e apprezzare i prodotti enogastronomici inviati precedentemente a casa. In questo modo, i prodotti vengono abbinati ai territori e alle strutture ricettive e di ristorazione.

È un modo alternativo per promuovere l’enogastronomia online, soprattutto in tempi difficili come questi; inoltre, potrebbe rappresentare un ottimo volano per le economie locali, soprattutto quelle piccole o di nicchia, in forte crisi o a rischio chiusura a causa delle conseguenze del Covid.

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