Un tocco di “Cannabis” sul balcone

La band musicale spagnola, degli anni '90, Ska-P

Lega Legalizaciòn, Cannabis! basta de prohibiciòn!”, cantano gli spagnoli Ska-p nel loro famosissimo pezzo “Cannabis” contro il proibizionismo delle sostanze leggere e proprio l’annosa questione della liceità o meno della coltivazione o detenzione ad uso personale della canapa indiana, marijuana o cannabis che dir si voglia, si riapre di prepotenza in questi giorni. Ed è proprio la Corte di Cassazione Penale che ripropone il tema in maniera inedita.

La Suprema Corte, infatti, con una recentissima sentenza, sorprendentemente sancisce che chi possiede scorte di marijuana non è responsabile (nel caso in esame 2 kg!), qualora non sia possibile dimostrare chiaramente l’intenzione di spacciarla (dolo), poiché il semplice possesso non si configura come reato.

Ragionando tra il serio e il faceto, questa decisione, indiscutibilmente rivoluzionaria e, forse, per molti contestabile o addirittura scandalosa, potrebbe apportare una serie di vantaggi: agli avvocati, che potranno più agevolmente scagionare gli sfortunati assistiti, magari processati per aver un po’ ecceduto nel “pollice verde”; agli estimatori del genere, che potranno dormire sonni più tranquilli, perché le rigogliose piantine che germogliano sui propri balconi sono innocue e lecite, tanto quanto una bellissima bouganville; ai malati terminali e incurabili i quali, se lo riterranno opportuno e lenitivo delle proprie sofferenze, potranno ricevere una regolare prescrizione per assumere la canapa, senza infrangere la legge.

La locandina del Cannabis social club

E tal proposito, proprio ieri, nel comune di Racale (LE) è stato inaugurato il primo “Cannabis social club” in Italia, per discutere delle proprietà benefiche e terapeutiche della Cannabis. Alla cerimonia hanno presenziato esponenti politici come l’on. Rita Bernardini del Partito Radicale e Donato Metello, Sindaco di Racale o personaggi impegnati nel sostegno dei malati, come Mina Welby (Ass. Luca Coscioni), Andrea Trisciuoglio, Lucia Spiri e Ivana De Leo, fondatori dell’associazione LAPIANTIAMO, di cui fanno parte anche artisti del calibro dei Sud Sound System.

Sostenitori dell’iniziativa, Lucia Spiri e Andrea Trisciuoglio, entrambi affetti da sclerosi multipla, impegnatissimi nella tutela del diritto alla cura e promotori della pratica di autocoltivazione della canapa, già diffusissima in Europa, da parte dei consumatori colpiti da malattie incurabili e, comunque, a scopo terapeutico, da svolgere dietro rigidi controlli, assolutamente senza finalità di lucro e con il preciso intento di evitare che molti malati siano costretti ad acquistare semi, piante o preparati da organizzazioni criminali, agevolando lo spaccio illegale.

Una imponente pianta di cannabis sativa

Tuttavia la missione è ardua e la cannabis è difficile da far accettare ai più, anche perché in Italia legge e giurisprudenza risultano assai contraddittorie in materia: ad esempio, precedentemente alla pronuncia succitata, la Cassazione si è espressa in modo non univoco, affermando che qualsiasi attività non autorizzata di coltivazione di piante, da cui siano estraibili sostanze stupefacenti, è reato a tutti gli effetti, salvo poi decidere, in altra causa, per l’assenza di reato, se si coltiva una sola piantina di marjiuana. E ancora. L’applicatissimo D.P.R. 309/90 in materia di stupefacenti, punisce chi coltiva, produce o raffina sostanze stupefacenti o psicotrope, tra cui la marijuana, anche in forma medicinale! In controtendenza, in fine,  l’ultima iniziativa del Ministero dell’Agricoltura, il quale, con DM del 19/12/2012, ha pubblicato un bando per il sostegno dei progetti di contratti di filiera e di distretto, il quale annovera tra le coltivazioni finanziabili anche la canapa, in quanto è assai versatile ed utilizzabile in disparati settori come la bioedilizia, la chimica, la medicina e l’alimentazione umana e animale. Per gli interessati, infatti, è dato il termine del 1° aprile 2013, a partire dal quale si potranno depositare le domande per richiedere i finanziamenti agevolati.

Alla luce degli ultimi eventi, dunque, è difficile prevedere che piega prenderà tutta la vicenda. Forse, nell’attesa di ulteriori sviluppi, è meglio mantenersi lucidi quanto basta per evitare sanzioni immeritate, senza però necessariamente trascurare la passione per il pollice verde!

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