Un supervulcano nel cuore delle Alpi

Nel cuore delle Alpi occidentali, nella parte più settentrionale del Piemonte al confine con la Valle d’Aosta e la Svizzera, c’è il fossile di un supervulcano. Il merito di questa scoperta va ai professori Silvano Sinigoi dell’Università di Trieste e James E. Quick della Southern Methodist University di Dallas, che da oltre trent’anni studiano la geologia del bacino del Sesia.

La storia ha inizio circa 290 milioni di anni fa. Sulla Terra esisteva un unico ed enorme continente, la Pangea, che comprendeva tutti i continenti come li conosciamo oggi. La zona della futura Africa, ancora attaccata a quello che è ora il Sudamerica, era teatro di eruzioni vulcaniche disastrose, spesso esplosive. Circa 100 milioni di anni fa l’Africa, staccatasi dal Sudamerica, iniziò la sua deriva andando successivamente a collidere con l’Europa ed originare con l’orogenesi alpina le nostre montagne. In tempi molto più recenti, circa 30 milioni di anni di anni fa, nell’area che comprende la Valsesia, la spinta dell’Africa causò il ripiegamento dell’intera crosta terrestre, spingendola verso l’alto e facendo risalire le sue parti più profonde con tutto il sistema di alimentazione del supervulcano.

Oggi si può osservare direttamente quello che succedeva nella crosta terrestre sotto al vulcano fino a profondità di circa 25 chilometri. Lo si vede percorrendo in discesa la valle, lungo il fiume Sesia, da Balmuccia (la parte più profonda del vulcano risalita in superficie) fino a Prato Sesia. È una situazione unica al mondo e continuare a studiarla consentirà di migliorare la comprensione dei sistemi magmatici con evidenti benefici per il monitoraggio dei vulcani attivi.

Anche il vulcano della Valsesia sarà uno dei luoghi visitabili durante la Settimana del Pianeta Terra (dal 12 al 19 ottobre). Dai piedi del Monte Rosa, sarà possibile vedere il S. Monte di Varallo uno dei sette Sacri Monti, riconosciuti dall’Unesco come Patrimonio dell’Umanità di grande valore artistico. Si potranno ammirare i vigneti ed i terreni strettamente legati alla presenza del supervulcano.

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