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Un porto al sole

Tra containers colorati e silos in cemento, nel bel mezzo dei capannoni industriali al porto di Ancona nelle Marche, un tappeto di eternit da 52.000 mq è stato ora sostituito da pannelli fotovoltaici per 18.907 mq. Una superficie bonificata, in accordo con le istituzioni, dalla partecipazione di Energy Resources, azienda jesina leader nel settore delle rinnovabili che al suo attivo vanta numerosi interventi di rilievo, dalla supercar elettrica per Tesla Motor al recentissimo impianto fotovoltaico per l’autodromo internazionale del Mugello realizzato in tempi record (meno di un mese) e inaugurato da pochissimo (inizio luglio), capace di fornire energia elettrica in tribuna (ed eventuali eccedenze alla rete) con una potenza nominale di picco pari a 252 Kw grazie a 2016 pannelli su una superficie di 2911 mq (per saperne di più clicca qui).

Il porto Ancona prima dell'intervento

Per la bonifica dell’area portuale anconetana, Energy Resources ha operato in associazione temporanea d’impresa (Ati) con Edra Ambiente, impresa che opera nel settore delle costruzioni e gestioni ambientali con sede a Senigallia (AN) e Conscoop, Consorzio di cooperative con sede a Forlì. A fronte di un canone, l’Ati avrà per 20 anni la concessione dell’impianto fotovoltaico da parte dell’Autorità portuale e dunque la possibilità di vendere alla rete nazionale l’energia elettrica ottenuta.

L’impiego di maestranze locali, sottolineato nell’inaugurazione dell’11 luglio dal presidente di Edra Ambiente Mauro Carboni, nonché l’importanza di una sinergia tra pubblico e privato, ribadito dal presidente di Energy Resources Giovanni Emidi, sono solo due delle potenzialità per cui spicca quest’importante azione che – chiarisce ancora Emidi – «nonostante la critica congiuntura economica internazionale che stiamo vivendo, ha generato ricchezza immediata per tutto il territorio locale e continuerà a dare risposte in termini occupazionali anche nel lungo periodo, grazie alla concessione dell’impianto data ai privati per i prossimi 20 anni».

Il Porto di Ancona dopo l'intervento

Il progetto, fortemente voluto dall’Autorità Portuale di Ancona e realizzato per la Holding Porto di Ancona, ha coinvolto ben undici capannoni dell’ex Tubimar che sono stati restituiti alle attività portuali dopo la significativa opera di bonifica che ha smantellato le coperture in eternit, materiale che come si sa è oltremodo dannoso per la salute, soprattuto ove mal conservato. Completato in dieci mesi, il nuovo impianto fotovoltaico da 3.200 kilowatt di picco (pari all’energia elettrica necessaria per soddisfare il fabbisogno di circa 1600 abitazioni) impiega 15.248 moduli ad alta efficienza, con una produzione annua attesa di 1.180 kWh/kWp. Costato 16,3 milioni di euro, l’intervento, che ha messo in sicurezza un’area altamente pericolosa, eviterà ogni anno l’immissione in atmosfera di 623 tonnellate di CO2. Con ovvia soddisfazione della Regione Marche, prima in Italia ad aver in passato aderito alla Rete Eternit Free,promuovendo attivamente sul territorio la bonifica da amianto e l’utilizzo delle rinnovabili.

Alla conferenza di presentazione dell'opera, in ordine da sinistra: Mauro Carboni (Edra), Paolo Zoppi (Polo Holding), Luciano Canepa (Autorità Portuale), Sandro Donati (assess.reg. ambiente) e Giovanni Emidi (Energy Resources)

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