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Un insolito weekend: l’idea è di scoprire luoghi poco conosciuti

Torre Borraco Manduria (TA)

L’originalità. La Visita al Museo di Scienze della Terra – Dipartimento di Geologia e Geofisica dell’Università degli Sudi di Bari. Fatta in agosto ha il suo fascino inconsueto. Il Museo offre un semplice e comprensibile quadro dell’evoluzione della Terra e del succedersi della vita su di essa con particolare riferimento alla Puglia. A completamento anche la possibilità di ammirare la stupenda collezione di opere d’arte custodite nella Pinacoteca Provinciale. Un settore in particolare è dedicato agli strumenti della ricerca geofisica, dalla gravimetria alla geoelettrica, alla sismica, alla magnetotellurica. Laboratori aperti con strumenti e modelli consentono al visitatore sperimentazioni interattive per la migliore comprensione di alcuni dei fenomeni illustrati. Non solo, l’area mineralogica e petrografica comprende diverse collezioni e inoltre sono conservati antichi strumenti scientifici, utilizzati in passato nelle ricerche. In più c’è nel percorso espositivo un piccolo laboratorio aperto del Museo che incoraggia i visitatori a scoprire ed esplorare direttamente le affascinanti proprietà dei minerali e delle rocce. Se non soddisfatti, perché no, ecco un altro itinerario nel territorio dell’Arneo. Va visitato e scoperto in ogni suo anfratto in quanto è caratterizzato da una vasta zona della penisola salentina compresa tra Torre Santa Caterina e Torre Borraco poco nota al grosso pubblico di vacanzieri.

Arneo, l'entroterra

Si tratta infatti di un territorio storicamente caratterizzato da ampie boscaglie e paludi che hanno reso per secoli l’intera area impervia ed inospitale. La porzione rimasta più selvaggia e incontaminata è racchiusa tra Porto Cesareo e la parte Sud-Occidentale del territorio di Manduria. Per la varietà degli habitat che vi si incontrano e per l’indiscussa valenza naturalistica degli stessi l’Arneo è quindi una delle aree più interessanti della Puglia. L’itinerario naturalistico è collegato alla Palude del Conte e alle dune costiere. Si tratta di un’area fittamente colonizzata da un’inestricabile flora palustre, che ospita numerosi specchi d’acqua, bacini artificiali e un fitto reticolo di canali che si collegano a un paio di canali più ampi, che sfociano in mare, detti collettori. Quest’immane opera di bonifica, con il passare dei decenni, si è completamente rinaturalizzata, tanto che, solo attraverso un’attenta osservazione si riescono a distinguere le opere artificiali dal resto del contesto naturale. Venendo ad oggi, tutta l’area è protetta, completamente interdetta alla caccia e alla pesca, stato che la rende ideale stazione di sosta per centinaia di specie avicole, tra queste gli aironi cinerini, bianchi e rossi, anatitidi, rallidi, limicoli e sempre più frequentemente vi sverna un nutrito stuolo di cigni selvatici.

Una veduta della Palude del Conte

Ed è proprio percorrendo quest’area che si nota l’evoluzione delle varie associazioni floristiche, da quelle lussureggianti tipiche dell’acquitrino, a quelle più povere dei prati salati caratterizzati dalla salicornia, dall’enula e dal giunco marino. Non mancano ampi tratti di gariga con essenze rare quali l’erica e il corbezzolo ma è arrivando alle altissime dune costiere, autentiche montagne di sabbia dorata, che si nota la magnificenza e l’austera bellezza di quei monumenti della natura che sono i secolari ginepri coccoloni in associazione con altre bellissime essenze quali il mirto, la fillirea, il candido giglio delle sabbie. Anche le dune con il loro habitat quasi incontaminato offrono asilo a molte altre specie di rettili, piccoli mammiferi, uccelli, ma non mancano neppure aracnidi, insetti altrove introvabili e farfalle di rara bellezza.

Info per ambedue le proposte: sede Bari di Agrintour 080. 502.57.99; sede Nardò 0833. 57.87.59.

(Fonte: Portale ufficiale del turismo della Regione Puglia – www.viaggiareinpuglia.it).

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