Un ampliamento high tech nell’Orto di Padova

Il progetto di ammodernamento dell’Orto botanico di Padova prevede una nuova zona, archiettonicamente sostenibile con pannelli fotovoltaici e cuscini trasparenti gonfiabili che raccoglieranno il sole di giorno e di disperdanno il calore durante la notte all’interno della struttura

C’è chi preferisce il fascino della tradizione con sguardo nostalgico verso la bellezza del passato; c’è chi, di contro, punta il naso al progresso e all’innovazione, catturato e innamorato dalle potenzialità che la ricerca e il futuro ha da offrire. E c’è chi ha provato ad unire entrambi questi aspetti tra storia e modernità: è il caso dell’Orto Botanico di Padova, interessato da un progetto di ampliamento in chiave avveniristica.

La storia –Escludendo l’Orto Botanico di Pisa, che però – malignano i detrattori – ha avuto il “difetto” di essere trasferito due volte nel corso del XVI secolo, l’Orto patavino è il più antico non solo d’Italia ma di tutto il mondo, e risale addirittura al 1545. La sua importanza e la sua influenza nel panorama ambientale internazionale l’anno reso dal 1997 Patrimonio Mondiale dell’UNESCO.

In questa stampa ottocentesca, l’Orto botanico di Padova, che attualmente raccoglie più di seimila specie diverse

È situato nel centro storico del capoluogo insieme a tante altre bellezze architettoniche e storiche che le fanno da cornice (e viceversa). Come riporta il sito ufficiale,  «in quel tempo era già consolidata la fama dell’Ateneo padovano nello studio delle piante, soprattutto come applicazioni della scienza medica efarmacologica», a dimostrazione dell’importanza della vicinanza dell’Università di Padova alla vita e alla quotidianità dell’Orto. Nel corso degli anni e dei secoli sono diventate tantissime le specie di piante presenti – anche d’importazione – nell’Orto, più di seimila specie diverse distribuite su circa 22.000 ettari di terreno coltivato.

Il progetto di ampliamento dell’Orto botanico è stato lanciato nel 2010 dall’Università di Padova con un investimento di 15 milioni di euro

La modernità – L’Università negli ultimi anni ha presentato e portato avanti un ambizioso progetto: la costruzione di una nuova zona, architettonicamente sostenibile, che raccoglie le acque termali dei colli di Abano e che ha come tetto una cupola – con su installati dei pannelli fotovoltaici e dei cuscini trasparenti gonfiabili che hanno la capacità di raccogliere il sole durante il giorno e di disperdere tale calore durante la notte all’interno della struttura. Estesa su 15 ettari di terra, questa nuova area si allunga su più di cento metri e ne occupa diciotto in altezza; è suddivisa in sezioni a seconda delle zone climatiche: da quelle desertiche a quelle artiche, da quelle tropicali a quelle più temperate. Più di 1300 specie che arrivano da tutto il mondo si “accomoderanno” in quello che è da considerarsi il primo vero e proprio ampliamento dell’Orto in questi 550 anni di vita, per di più in una versione high tech. Il progetto è stato lanciato nel 2010 con un investimento di 15 milioni di euro, e in soli tre anni è stato portato a termine. Si è avuta una apertura straordinaria lo scorso 19 e 20 ottobre, ma sarà la prossima stagione estiva a decretarne l’apertura ufficiale al pubblico.Sarà sicuramente un successo sotto tutti i punti di vista, un evento che attirerà tantissimi studiosi da tutto il globo e amplierà il turismo ambientale e non solo.

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