Un algoritmo per salvare i delfini dalla pesca

La ricerca europea del Team di Life Delfi fa tappa al parco Oltremare di Riccione per studiare il linguaggio dei delfini

Cnr Rocco De Marco con Stefano Furlati

I Ricercatori del CNR-IRBIM di Ancona, con la collaborazione del Dipartimento Didattico Scientifico di Oltremare e dello staff di addestratori e biologi, hanno registrato per oltre 24 ore le emissioni sonore e il comportamento dei delfini presenti nel parco, 5 esemplari di tursiope femmine e 2 maschi, per ottimizzare i dissuasori acustici che allontanano i cetacei dalle reti da pesca per evitare spiacevoli sorprese per loro in natura.

Questa attività si inserisce in un filone di ricerca condotto nell’ambito del progetto Life Delfi, in cui si stanno utilizzando dissuasori acustici, noti come pinger, in grado di ridurre le interazioni fra delfini e l’attività di pesca. I delfini, e in particolare i tursiopi, sono infatti noti per le capacità cognitive e di adattamento alle attività antropiche e nel corso degli ultimi decenni hanno modificato le proprie abitudini alimentari per sfruttare nuove opportunità di alimentazione, legate alle attività di pesca. In buona sostanza i delfini si avvicinano alle reti da pesca o addirittura seguono i pescherecci per cibarsi del pesce catturato nelle reti o rigettato dalle imbarcazioni (il cosiddetto scarto di pesca).

In questa attività predatoria però i delfini rischiano molto: possono ferirsi con gli attrezzi da pesca, ingerire pezzi di rete o addirittura rimanere intrappolati nelle stesse reti (bycatch) con esiti letali. Per contro i pescatori subiscono anche danni economici perché i delfini rubano pesce dalle reti, le rovinano o possono danneggiare i sistemi di raccolta.

Registratore acustico utilizzato durante le prove

Il lavoro del gruppo di ricerca permetterà di riuscire ad individuare l’algoritmo giusto per settare i pinger di Life Delfi, il progetto europeo che ha l’obiettivo di ridurre le interazioni tra delfini e pesca professionale. Lo scopo dello studio, condotto presso il parco Oltremare e a bordo di imbarcazioni di pesca commerciale, è quello di sviluppare algoritmi che consentiranno di rilevare anche in ambiente marino la presenza di delfini. Il fine ultimo sarà quello di sviluppare dissuasori acustici più efficienti e in grado di attivarsi solo in presenza di delfini, in modo da ridurre sia l’inquinamento acustico in mare che la possibilità di abituazione dei delfini ai segnali sonori emessi dal pinger, cosa che generalmente rende inefficaci questi strumenti nel lungo periodo.

Il progetto Life Delfi, finanziato attraverso il Programma LIFE dell’Unione Europea, vede 10 partner coinvolti. A collaborare al progetto europeo coordinato dal CNR-IRBIM di Ancona ci sono quattro Aree marine protette (Isole Egadi; Punta Campanella; Tavolara Punta Coda Cavallo; Torre del Cerrano), il Blue World Institute of Marine Research and Conservation, Legambiente Onlus e Filicudi WildLife Conservation, insieme alle Università degli di Studi di Padova e Siena.

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