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Umberto Kühtz e “La Gioia del Creato”

Conversazione sull’arte urbana, la street art, la bellezza, i suoi significati, patrocinata dall’Ordine degli architetti della provincia di Bari, per ricordare Umberto Kühtz.
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Lo street artist Adreco al lavoro con il suo murales a Bitonto

Una rassegna che sarebbe piaciuta molto a papà: con queste parole la poetessa Silvana Kühtz ha sintetizzato la serie di eventi che per un mese hanno voluto ricordare  il pittore e architetto Umberto Kühtz, sindaco di Bitonto dal ’94 al ’98 e recentemente scomparso. L’ultimo di questi una conversazione  a Bitonto a chiusura de La gioia del Creato, la  mostra a lui dedicata. Ne hanno parlato Biagio Lieti e Mario Nardulli di Pigment workroom, Andreco l’artista che ha realizzato il murales in piazza Unità d’Italia, Giuliano Maroccini e Luigi Piccarreta di Verso sud, Maria Valeria Mininni urbanista e docente all’università della Basilicata, Vittorio Mirizzi Stanghellini dell’ordine degli architetti della Provincia di Bari, l’artista Francesco Sannicandro e Sabino Paparella di BitontoTV, media partner de La Gioia del Creato.
Un mese intero di eventi voluti fortemente dagli organizzatori della mostra (con capofila l’associazione Leggo quando voglio di Bari) per comporre una vera e propria rassegna di vitalità urbana: dal 2 al 29 ottobre, oltre all’esposizione delle opere grafiche e pittoriche dell’artista, si sono succeduti infatti laboratori, camminate, concerti. La street art, proprio quella che incuriosiva tanto lo stesso Kühtz ottantaseienne, che riconosceva a questa forma d’arte un grande valore sociale è stata al centro della conversazione di sabato anche perché è stato ufficialmente consegnato alla città il murales dell’artista romano Andreco, al lavoro dal 21 ottobre. Andreco, street artist di fama internazionale, per il suo lavoro ha avuto a disposizione la fiancata di un palazzo in Piazza Unità d’Italia, nell’area 167 della città. «Il murales di Bitonto – ha dichiarato Andreco – fa parte del progetto Climate, che ha coinvolto già le città di Parigi e Bologna. In particolare il muro di Bitonto trae ispirazione dalle origini della cittadina, ossia dal torrente Tiflis, che bagnava le terre dell’agro bitontino. Si tratta di un dipinto simbolico fortemente legato al territorio e alle problematiche di siccità, nonché difficoltà dei agricoli nel lavorare una terra così aspra». La serata conclusiva di sabato ha ospitato anche un suggestivo concerto di chitarra in solo acustico di Oh Petroleum in una delle sale circolari della torre angioina.

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