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UE: Stop a caccia delle foche

La Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha respinto il primo ricorso avanzato nel 2010 dai cacciatori di foche contro il Regolamento comunitario che vieta il commercio di prodotti derivanti dall’uccisione dell’animale. «La stragrande maggioranza dei cittadini europei (72% secondo sondaggio Ipsos MORI del 13 luglio 2011) è fortemente contraria all’uccisione delle foche per finalità commerciali, quali la produzione di pellicce, grasso o carne. Siamo contenti, – dichiara Simone Pavesi, responsabile LAV Campagne anti-pellicce – che la Corte Europea abbia deciso di respingere questo ricorso. Si è trattato di un tentativo di minare la legislazione comunitaria, frutto di un processo democratico attento alle istanze della società europea. L’industria del commercio dei prodotti di foca deve semplicemente prendere atto che in Europa non c’è spazio per un simile mercato». Contro il Regolamento sono però pendenti altri due ricorsi: presso la Corte di Giustizia Europea e presso l’Organizzazione Mondiale del Commercio. In particolare quest’ultima è stata presentata dal Canada, Paese maggiormente responsabile della caccia alle foche. Intanto resta alta, da parte degli ambientalisti, la soglia di attenzione per il commercio di prodotti di foca, vietato ma a tutti gli effetti vigente. La LAV chiede, dunque, che siano attivate le opportune procedure di controllo sulle merci immesse nel mercato europeo e italiano.

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