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Ue: No al ponte sullo Stretto. Tensione tra gli ambientalisti

«Il Governo destini gli 8,5 miliardi di euro previsti per il ponte sullo Stretto di Messina alla messa in sicurezza del territorio del Sud e al potenziamento delle opere ferroviarie e stradali in Sicilia e Calabria e cancelli la Ponte sullo Stretto Spa, concessionaria interamente pubblica, a questo punto del tutto inutile». A chiederlo è il Wwf Italia che così commenta la decisione assunta dalla Commissione Europea di eliminare il ponte dalla lista delle opere prioritarie della rete transeuropea nel periodo 2014-2020. «Per l’Europa – prosegue il Wwf – il ponte non è una priorità nel sistema dei trasporti europeo, fatto questo che esclude qualsiasi ipotetico finanziamento da parte della Commissione Europea o, ad esempio, della Banca Europea degli Investimenti, vorremo capire a questo punto come il Governo italiano possa ancora giustificare la strategicità di un’opera, dall’elevatissimo impatto ambientale, da costruire in una delle aree a piu’ elevato rischio sismico del Mediterraneo. Non della stessa opinione sono i Circoli dell’Ambiente, che vedono nella costruzione del ponte «non solo una grande opera necessaria ad agevolare i trasporti, ma un vero e proprio simbolo di progresso che caratterizzerà il Mezzogiorno nel mondo intero», per usare le parole del presidente Alfonso Fimiani.

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