Tutti d’accordo in Consiglio regionale: il “Pane di Altamura” deve essere Patrimonio Unesco

La mozione per il Pane di Altamura patrimonio Unesco (Foto: Museo del Pane Forte)

In Consiglio regionale è stata approvata all’unanimità la mozione a favore dell’inserimento del “Pane di Altamura” nella lista rappresentativa del Patrimonio culturale immateriale dell’Unesco.

Si torna così indietro nel tempo da arrivare al 37 avanti Cristo. È la data che segna il primo riferimento al luogo di origine del prodotto: nelle ‘Satire’, il poeta latino Orazio – che rivisita il paesaggio della sua infanzia – rileva l’esistenza del «pane migliore del mondo, tanto che il viaggiatore diligente se ne porta una provvista per il prosieguo del viaggio». E ancora, un documento risalente al 1420, sanzionava l’esenzione del dazio del pane per il clero di Altamura e la tradizionale attività di panificazione di Altamura trova conferma ne “Gli Statuti Municipali della Città fatti nell’anno 1527”. Sono tutti elementi che emergono nella premessa della mozione approvata oggi, 13 aprile, nel Consiglio regionale pugliese. L’assemblea, all’unanimità, ha accolto la proposta del capogruppo della Lega Puglia, Davide Bellomo, a favore dell’inserimento del “Pane di Altamura” nella lista rappresentativa del Patrimonio culturale immateriale dell’Unesco.

La collaborazione

Un provvedimento, pertanto, bipartisan che è stato accolto favorevolmente anche dall’assessore regionale alla cultura Massimo Bray, che suggerito di coinvolgere anche tutti quelli che saranno i rappresentanti locali, perché possa essere davvero una richiesta corale. Detto, fatto. Richiesta accolta. Infatti, nel testo è stata aggiunta la specificazione del coinvolgimento degli enti locali, delle istituzioni e di tutte le associazioni, per chiedere l’inserimento del “Pane di Altamura” nella lista rappresentativa del Patrimonio culturale immateriale dell’Unesco, al fine di vedere adeguatamente riconosciuta e tutelata una tradizione millenaria vanto della regione murgiana, emblema della cultura contadina e agroalimentare del Paese.

In più, si impegna la Giunta regionale a rappresentare al Governo nazionale l’esigenza di includere il “Pane di Altamura” nell’inventario del Patrimonio culturale immateriale presente nel territorio dello Stato, redatto ai sensi della Convenzione Unesco per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale.

Il primo firmatario

«Siamo soddisfatti – è il commento di Davide Bellomo, Capogruppo Lega Puglia – che la nostra mozione sia stata approvata all’unanimità e che l’intero Consiglio regionale ne abbia inteso l’importanza. Intorno al Pane si è sviluppato un modello di civiltà che continua ad essere fattore di sviluppo, di nutrimento, di dialogo e di concordia fra i popoli. Ora mi auguro che la filiera istituzionale intervenga per fare in modo che il pane di Altamura sia inserito come patrimonio mondiale dell’Unesco, attivando la procedura necessaria. Facciamo in modo di tutelare i nostri prodotti, simbolo della nostra cultura e patrimonio del nostro territorio!»

L’origine Dop del pane di Altamura

Un interno del museo del pane Vito Forte di Altamura

Il pane di Altamura, prodotto soltanto nella zona d’origine e con grano raccolto esclusivamente sulla Murgia barese, ha ottenuto nel 2003 dall’UE la Denominazione d’Origine Protetta ed è l’unico prodotto della categoria a vantare questa certificazione europea di qualità.

Ogni forma è garantita dal Consorzio di Tutela (che riunisce agricoltori, molitori e panificatori) che verifica, promuove e valorizza la DOP, monitorando tutte le fasi di produzione, garantendo al consumatore la tracciabilità e vigilando anche contro qualsiasi forma di contraffazione.

Leggi anche. La storia del pane pugliese si può raccontare con immagini e testimonianze della tradizione.

Una civiltà millenaria

«Un bel passo in avanti per un prodotto che non è soltanto qualcosa che vediamo sulle nostre tavole e che consumiamo abitualmente. È soprattutto il simbolo di una civiltà millenaria, che unisce passato e futuro», ribadisce Francesco Paolicelli, presidente della IV Commissione consiliare (Commercio, Artigianato e Turismo). «Una conquista importante  raggiunta con questa approvazione e che vede tutti concordi. Per questo ringrazio il collega Bellomo con il quale abbiamo condiviso anche l’impegno ad attivare tutte le opportune procedure e soprattutto a coinvolgere gli Enti locali per raggiungere insieme l’obiettivo comune».

Il commento di Coldiretti

Un riconoscimento che arriva in piena pandemia, periodo nel quale il Pane di Altamura si è confermato il più apprezzato dagli italiani: si è infatti posizionato al primo posto nella classifica dei 10 pani più apprezzati in Italia, anche grazie al lavoro svolto negli ultimi anni dal Consorzio per la Valorizzazione e la Tutela del Pane di Altamura DOP.

A rilevarlo è Coldiretti Puglia, sulla base della ricerca condotta da Klaus Davi & Co.: «Risulta indispensabile mantenere la fiducia dei consumatori –  commenta Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia -, incoraggiando il loro coinvolgimento nella politica di sicurezza alimentare, garantendo il monitoraggio e la trasparenza in tutta la filiera alimentare e il maggior grado possibile di riconoscibilità delle caratteristiche essenziali dei prodotti. Dietro cibi straordinari come il Pane di Altamura c’è una storia, una cultura ed una tradizione che è rimasta viva nel tempo ed esprime al meglio la realtà di ogni territorio con la necessità di valorizzare questo patrimonio anche per aumentare la spinta propulsiva del Made in Italy sui mercati esteri».

E così il Pane di Altamura potrà contribuire ulteriormente allo sviluppo del turismo enogastronomico, che è “il vero traino dell’economia turistica pugliese – conclude Coldiretti Puglia – caratterizzato da 5 milioni di ulivi pluricentenari, 311 prodotti riconosciuti tradizionali dal MIPAF, 10 prodotti DOP, 29 vini DOC e 6 IGP, oltre a pregevoli masserie storiche, le più belle d’Italia che caratterizzano la proposta agrituristica pugliese”.

 

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