Tutte le religioni in Campidoglio per salvare la natura

Un momento del convegno “Rispettare la natura e dare luce alla cultura. Costruire un domani più luminoso”

L’evento dell’Unione Induista Italiana per la World Interfaith Harmony Week. L’annuncio: a Roma 1 milione di alberi entro 5 anni

 

Rispettare la natura per un futuro di armonia tra i popoli e con l’ambiente. Con questa premessa si sta svolgendo in questi giorni al Campidoglio a Roma World Interfaith Harmony Week, istituita dalle Nazioni Unite nel 2010 e che ha avuto come prologo martedì 1° febbraio il convegno dell’Unione Induista Italiana dal titolo “Rispettare la natura e dare luce alla cultura. Costruire un domani più luminoso”. I relatori  moderati dal giornalista Andrea Garibaldi, sono intervenuti sul dialogo tra scienza, fede e cultura, individuando nell’ambiente e nella sostenibilità un mezzo per alimentare reciprocamente le tre dimensioni.

Al tavolo dei relatori so sono alternati esponenti delle istituzioni e dell’associazionismo  green e i rappresentanti di diverse religioni, e tutti hanno portato un significativo contributo al dibattito sul ruolo che ognuno ha nella tutela del pianeta all’interno di un dialogo interculturale.

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Roma green, non è utopia

C’è stato chi, come l’assessora all’Ambiente, all’Agricoltura e al Ciclo Rifiuti di Roma Capitale, Sabrina Alfonsi, punta sulla città come centro generatore di sensibilità ambientale: «L’armonia deve regnare in ogni tipo di convivenza, specialmente in quella tra l’uomo e l’ambiente – ha detto – , per questo vogliamo immaginare Roma come una città-bosco. A breve verranno piantati i primi 2mila alberi, del milione totale previsto in 5 anni. Ci siamo candidati per ricevere 50 milioni dal Pnrr dedicati alla riforestazione urbana. Abbiamo la capitale agricola più grande d’Europa, – ha continuato – stiamo organizzando un bando per concedere i terreni pubblici ad aziende agricole, pensando ad una metropoli interamente contaminata».

Da Grazia Francescato, giornalista e scrittrice già presidente dei Verdi e del WWF Italia, è venuta una proposta: «La transizione ecologica doveva avvenire prima; ormai, per la mancanza di tempo, rischia di essere approssimativa. La terapia è quella della cura: la presa di responsabilità, con l’amore e l’empatia». Enrico Alleva, etologo, già ordinario all’Università degli studi di Roma la “Sapienza” e docente presso l’Accademia dei Lincei, ha invece lanciato un appello per a conservazione della biodiversità: «La vittoria di questo mondo è che la biodiversità è un valore, almeno nei paesi sviluppati. Ma le specie che perdiamo ogni ora non sono neanche conosciute dall’uomo. La specie umana si è evoluta in un certo contesto, in cui il colore verde e i suoni naturali sono stati degli elementi fondamentali per il benessere e lo sviluppo dell’uomo, la cura di questi è vitale per il futuro dell’uomo».

Scienza e religione, il collante è l’ecologia

Non sono mancati gli interventi che hanno sottolineato quanto l’ecologia possa smussare le tensioni del mondo contemporaneo. Tra questi, Raimondo Orsini, direttore Fondazione Sviluppo Sostenibile, che ha dichiarato: «La religione e la scienza si uniscono nell’ecologia. Quest’ultima, infatti, si basa sull’altruismo e sulla consapevolezza che l’azione di uno ha conseguenze su tutti gli altri. Se, con questi fini rivolti al futuro, stiamo trovando degli alleati tra gli imprenditori, il vero scoglio è rappresentato dal mondo politico, i cui interventi non sono ancora adeguatamente allineati a questa emergenza».

Il giornalista Luca Talotta, green influencer e content creator, ha sottolineato che «le grandi aziende si sono mosse verso l’ecologia, non sapendo esattamente cosa fosse. Questa confusione può essere arginata solo attraverso le persone, informandole delle regole base dell’ecologia, portando quest’ultima nella cultura basilare dei cittadini».

Le grandi religioni di fronte all’ecologia

riccardo di segni
Riccardo Di Segni, Rabbino capo della Comunità Ebraica di Roma (foto MRECIC ARG su licenza Creative Commons – https://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0/deed.it)

Diversi gli interventi da parte dei rappresentanti delle religioni. Tra questi, il Cardinale M.A. Ayuso, presidente del Pontificio Consiglio Vaticano per il Dialogo Interreligioso, ha affermato: «La cultura e l’ecologia sono di vitale importanza per garantire un futuro sano per le generazioni future. L’armonia tra le nostre religioni può realmente favorire il rispetto della dignità di ogni persona e la solidarietà verso tutti i bisognosi».

«La concordia – ha sottolineato Riccardo Di Segni, Rabbino capo della Comunità Ebraica di Roma, – è ciò che noi dobbiamo andare a cercare e costruire, nei nostri rapporti umani e nei rapporti con la natura».

Silvia Francescon, responsabile dell’Agenda Ecologia di Unione Buddhista Italiana: «Straordinaria la comunanza fuoriuscita oggi nelle nostre diverse pratiche religiose. Giusto dare importanza all’ecologia anche per la profonda spaccatura sociale che essa permette di risanare».

 

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