Tursi, niente cani in centro, ma Oipa fa ritirare l’ordinanza

Il sindaco aveva vietato i cani nelle piazze e in centro per una questione di decoro urbano. Sanzioni da 25 a 500 euro. La richiesta di annullamento dell’Oipa ha fatto fare un passo indietro al Primo Cittadino

 

Dopo le proteste dell’Oipa, l’Organizzazione internazionale protezione animali, e la presentazione di un’istanza di annullamento presentata a giugno, il sindaco di Tursi, in provincia di Matera, ha annullato l’ordinanza che vietava l’accesso ai cani nelle piazze e nel corso principale. Per i trasgressori, la sanziona prevista variava da 25 a 500 euro.

Il sindaco Salvatore Cosma aveva emanato l’ordinanza per una questione di decoro urbano, sicurezza e salute pubblica e di rispetto dei cittadini e dei turisti. Ma il divieto, secondo l’Oipa, era da ritenersi parzialmente illegittimo, per cui era da annullare.

L’associazione aveva inoltre chiesto la contestuale modifica della parte del testo in cui si affermava che “è fatto divieto di abbandonare alimenti, cibi per le strade e nelle aree aperte perché ciò sporca e imbratta la città con pregiudizio per l’immagine e perché alimenta il fenomeno del randagismo” , anche perché, in tal caso, in più occasioni la giustizia amministrativa si è espressa annullando simili atti.

Già negli anni Novanta il Consiglio di Stato in sede consultiva (Sez. III, parere 16 settembre 1997, n. 883), precisava che “nessuna norma di legge fa divieto di alimentare i randagi nei luoghi in cui essi trovano rifugio.”. Più recentemente, il Tar della Puglia su ricorso di Oipa ed Earth ha annullato un’ordinanza del Comune di Panni (Foggia) nella parte in cui vietava ai cittadini di alimentare i cani vaganti nelle aree pubbliche o aperte al pubblico mediante il deposito di cibo in terra.

Al fine di garantire decoro e igiene sul suolo pubblico, sostiene l’Oipa, sarebbe opportuno che l’Amministrazione comunale predisponga, di concerto con i volontari, “punti di somministrazione”. Allo stesso tempo, sarebbe opportuno che potenzi i controlli per evitare l’abbandono di rifiuti.

«Siamo molto soddisfatti per avere ottenuto l’annullamento di un’ordinanza che rientra in un elenco di provvedimenti dichiarati illegittimi dalla giurisprudenza amministrativa», spiega il presidente dell’Oipa, Massimo Comparotto. «Già in analoghe ordinanze i giudici hanno riscontrato un difetto del fondamentale requisito di motivazione e la manifesta violazione dei principi di proporzionalità, razionalità, adeguatezza, non discriminazione e della libertà della circolazione delle persone. Abbiamo ottenuto in passato l’annullamento di atti simili nei quali i Tar hanno ravvisato ipotesi di eccesso di potere sotto varie forme: sviamento, falsità dei presupposti, violazione del procedimento, travisamento ed erronea valutazione dei fatti, carenza, illogicità e irragionevolezza della motivazione».

Per l’Oipa, mentre è doverosa la pulizia delle deiezioni canine da parte dei proprietari, non è ammissibile il divieto di condurre cani in piazze e strade per mantenerle pulite. Il Comune dovrebbe sanzionare chi sporca e non chi porta a spasso il cane ordinando una limitazione della libera circolazione.

«Speriamo che questa vicenda serva da esempio anche per altri sindaci con analoghe intenzioni. I primi cittadini più che mettere fuorilegge i cani e i loro possessori, dovrebbero predisporre adeguate forme di controllo e sanzioni», conclude Comparotto. «Bene ha fatto il sindaco Cosma a fare un passo indietro evitando anche un nostro ricorso al Tar».

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