Turismo sostenibile, tra “Visionari” ed etica per la ripresa post – pandemia

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Rivalorizzare zone abbandonate e impianti in disuso del nostro Paese. È il progetto avviato da Ecoistituto Siciliano e suportato da Ethics4growth e Visionari, che sostengono un’iniziativa per il turismo eco-sostenibile utilizzando i fondi del Recovery fund.

“L’idea è semplice: non convincere ma coinvolgere”. Tanto semplice neppure lo è, ma dimostra quanto siano chiari sia il concetto che l’obiettivo per Alessandro Trovato di Ecoistituto Siciliano, Mauro Manfredi e il team di Ethics4growth, insieme a Visionari No profit. La loro volontà è quella di sostenere il settore del turismo riqualificando aree degradate, rispettando l’ambiente e salvando migliaia di imprese destinate al fallimento. Non a parole, ma con progetti concreti.

Il parco Sub – Urbano Angelo D’Arrigo

Il primo esperimento in tal senso (di cui A&A parlerà in maniera più dettagliata in un articolo a parte) è stato avviato da Ecoistituto Siciliano in collaborazione con ethics4growth, a Valverde, piccolo comune della provincia di Catania. Sta coinvolgendo il Parco Sub-Urbano Angelo D’Arrigo che si trova in uno stato di degrado e abbandono, nonostante le continue richieste di intervento da parte della popolazione, rimaste finora senza risposta.

E a dare una risposta a interrogativi e sedare dubbi e perplessità ci prova proprio questo progetto che cerca di non farsi demoralizzare dalla pandemia: “Utilizziamo un posto degradato per trasformarlo in una nicchia, una bomboniera, che sia capace di attrarre – spiega Mauro Manfredi -. E il Covid ha paradossalmente fatto aumentare la volontà di un turismo ecosostenibile: la gente è disponibile a pagare di più in base all’esperienza, il prezzo non è più un problema se c’è qualcosa di immersivo”. Non a caso, secondo Fondazione Univerde, i turisti sono disposti a spendere fino al 20% in più per realizzare viaggi e vacanze eco-sostenibili, con benefici per tutti: ambiente, territorio, imprese e cittadini”.

Un modello esportabile

Una progettualità incentrata su alcuni capisaldi. “È una fase di sviluppo ma abbiamo un modello molto chiaro. È esportabile e replicabile, non prescinde dal contesto ma pretende che ci sia una caratteristica distintiva del luogo”. Una buona pratica che potrebbe essere pertanto importata anche nel nostro territorio. In Puglia, ad esempio, non mancano le occasioni: in passato c’è chi ci ha provato con una Parco dei trulli, realtà virtuale per ricostruire la storia dentro l’area tra Murgia e Valle d’Itria. E anche a Lucera c’è chi ha volontà di consorziarsi per valorizzare la provincia di Foggia. Per ora, solo idee. Ma con la volontà di farle diventare impegno concreto.

Una miniera d’oro

Perché il turismo rappresenta una vera e propria miniera d’oro, garantendo il 13% del PIL italiano, ora ovviamente terreno poco esplorato e sfruttato a causa della pandemia. Qui si pone il progetto firmato Ethics4growth e Visionari No profit, per rilanciare il turismo in Italia e aiutare migliaia di piccole imprese del comparto che, assieme a quelle dell’indotto, rischiano la chiusura entro il 2021. Ri-valorizzare zone ormai abbandonate, degradate o in disuso per trasformarle in luoghi di incontro, di business e di accoglienza, riqualificando in modo sostenibile impianti e infrastrutture già esistenti e coinvolgendo le realtà locali, creando un punto di contatto con il mercato internazionale.

Il primo progetto di Ecoistituto Siciliano è a Valverde

Gli interessi

“Noi lavoriamo con alcuni stakeholders – sottolinea Manfredi -, dagli sportivi ai genitori con figli, dagli smart workers ai turisti, alle attività enogastronomiche e chi si occupa di realizzare attrezzature a impatto zero. L’obiettivo resta sempre quello di rappresentare un volano per un’economia che sappia valorizzare residenti in loco o attività commerciali“.

Per riuscire a concretizzare questa idea ci sono alcuni valori chiave: aumentare le competenze e l’occupazione, far crescere le attività locali e non solo, innovare i metodi d’istruzione, la formazione continua e il lavoro giovanile. E poi, un particolare focus sui giovani e le nuove generazioni dando gli strumenti per una crescita della consapevolezza civica, politica e soprattutto ambientale. Favorendo cosi un turismo sano e soprattutto sostenibile.

“Il turismo eco-sostenibile, come già sta accadendo in Spagna e in altre regioni d’Europa, deve creare una maggiore integrazione con le comunità locali e nel totale rispetto dello sviluppo sostenibile – spiegano da Ethics4growth e Visionari No profit -. In tal senso il Recovery Fund può essere la grande opportunità per raggiungere questo obiettivo. Oggi i turisti sono sempre più attenti agli aspetti ‘green‘, e premiano chi offre servizi come menù biologici o a km 0, raccolta differenziata, escursioni ecoturistiche, noleggi di auto elettriche o ibride”.

La mission di Visionari

In questo contesto si pone anche l’apporto di Visionari. “La sostenibilità – evidenzia Riccardo Tommassetti – è l’altra faccia della medaglia della tecnologia. Pertanto noi prendiamo le tecnologie e le mettiamo al servizio della sostenibilità, affinché siano strumenti ideali per un marketing di prossimità“. Un intreccio virtuoso per creare una maggiore integrazione con le comunità locali e nel totale rispetto dello sviluppo sostenibile. “Tutto in linea con la mission di Visionari, un’associazione not for profit che promuove l’utilizzo responsabile di scienza e tecnologia per il miglioramento della società. Perché il nostro Paese sta rimanendo indietro rispetto ad altri, dobbiamo ritrovare la capacità di innovare e sfruttare la ricchezza di risorse naturali, diversità, arte, cultura, ingegno e menti brillanti”,

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