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Turismo sostenibile. Aree naturali protette, in escursione con il Protocollo

Pronto il vademecum anticontagio per le visite nei 900 siti di interesse naturalistico elaborato da Federparchi insieme a Enti e università. Gruppi di non oltre 12 persone, app, mascherine e altro ancora. Parte una campagna di informazione

In escursione nei parchi, in un’area protetta, in una riserva, ma con tutte le precauzioni per godere delle bellezze della natura nella massima sicurezza, e per provare a ripartire, ora che il divieto di fare passeggiate ed escursioni si è allentato. E’ questo il vero turismo sostenibile di cui si parla da qualche tempo, ed è questo lo spirito del Protocollo speciale per le visite guidate nelle aree naturali protette elaborato da Federparchi con la consulta dei direttori, l’Ente RomaNatura e in collaborazione con Università Campus Bio Medico di Roma e presentato giorni fa al Governo. Un protocollo da applicare nei 24 parchi nazionali e nei 133 regionali, in aree marine protette, siti e riserve per un totale di 900 siti. E tale da far esplodere il turismo ecosostenibile, che conta già 27 milioni di persone per un valore di 5 miliardi e mezzo di euro, ma che potrebbe aumentare proprio con le nuove situazioni imposta dal coronavirus.

Turismo sostenibile, la carta da giocare

In visita nel nel Parco dell’Alta Murgia con le opportune precauzioni (foto Giuseppe Carlucci)

Il Protocollo prevede tra le varie misure, oltre a quelle in vigore per tutti i rapporti sociali di qualunque genere (mascherine, igienizzazione delle mani, rilevamento della temperatura corporea), anche quelle specifiche per il settore, escursioni con gruppi al massimo di 12 persone, distanziamento sociale sino a 2 metri e dispositivi di protezione aggiuntiva per le guide da utilizzare in caso di necessità. Prevista inoltre la prenotazione obbligatoria dell’escursione anche tramite App.

Un protocollo molto rigoroso, quello voluto da Federparchi, che certamente risponde alle indicazioni dai decreti sull’emergenza sanitaria e da seguire scrupolosamente. Ma  proprio la capillare prescrizione degli step da seguire per partecipare a una visita nelle aree curate da Federparchi è il grimaldello che permetterà la diffusione di una forma di turismo apprezzata da qualche anno da sempre più sostenitori. Da sottolineare anche che la filiera del turismo sostenibile non potrà che generare nuove occasioni di lavoro (attualmente ammontano a 100mila circa gli addetti al settore) green.

Il ruolo di “controllori“ del rispetto delle norme sarà affidato alle Guide autorizzate operanti nei singoli parchi, che non silimiterannoa guidare gli escursionisti e a illustrare le caratteristiche del posto visitato , ma dovranno vigilare su norme come  il distanziamento sociale fino a 2 metri.

La procedure da seguire

Bolzano AltoAdige vacanza sostenibile

Il Parco nazionale dello Stelvio @IDM_Patrick Schwienbacher

La prenotazione obbligatoria online (con la richiesta di alcune informazioni fondamentali, tra cui stato di salute del richiedente, esperienza di escursioni in ambiente montano ed altro) è il presupposto per accedere alle visite guidate; al momento della prenotazione i  richiedenti riceveranno copia del vademecum di comportamento oltre ad una serie di informazioni sulle norme sanitarie in vigore. Per la visita sarà obbligatorio avere mascherine e guanti monouso, questi ultimi da utilizzare negli spazi interni e dove necessario; nei punti di incontro dei Centri visita, comunque, saranno disponibili gel igienizzante e guanti.

Sempre nei centri di accoglienza prima dell’escursione sarà rilevata la temperatura corporea: chi presenterà febbre superiore ai 37.5 c non potrà partecipare. Sarà svolta anche una verifica accurata dell’abbigliamento dei visitatori che dovrà essere adeguato alla natura dell’escursione da compiere. Obbligatorio l’uso delle mascherine dall’ingresso nel centro visita fino all’uscita dall’ stesso e ovviamente durante tutte le fasi della visita, tranne che nei percorsi in salita, per ovvie ragioni. In questo caso la distanza minima da mantenere sarà di almeno 2 metri.

LEGGI IL PROTOCOLLO

Nel frattempo Federparchi lancia una campagna di informazione rivolta a tutti gli enti gestori delle aree protette in modo da arrivare  preparati alla prossima riapertura che, come le altre attività, sarà graduale e regolamentata, seguendo costantemente l’evoluzione delle disposizioni governative per il contenimento dell’epidemia nella Fase 2.

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