Turismo dell’olio, finalmente tra le priorità del Governo

Camminare tra gli ulivi

Accordo raggiunto nella Conferenza Stato-Regioni per il decreto attuativo per le attività oleoturistiche

Con l’accordo raggiunto ieri nella Conferenza Stato- Regioni sul decreto attuativo per le attività oleoturistiche, il turismo dell’olio finalmente è diventato realtà. L’oleoturismo diventa, al pari dell’enoturismo, un’ attività agricola connessa ai sensi dell’articolo 2135 del Codice Civile. Si tratta di una grande opportunità per le Città dell’Olio e le loro comunità. Da ora le Regioni hanno in mano tutti gli strumenti per mettere in campo opportunità concrete per i tanti operatori turistici che nel nostro Paese si stanno specializzando in proposte, esperienze e best practices di qualità legate all’olio extravergine:

  • visite nei luoghi di coltura, di produzione o di esposizione degli strumenti utili alla coltivazione dell’ulivo;
  • degustazioni e commercializzazione delle produzioni aziendali dell’olio d’oliva, anche in abbinamento ad alimenti (purché non si tratti di ristorazione in quanto soggetta ad altra disciplina);
  • iniziative a carattere didattico e ricreativo nell’ambito dei luoghi di coltivazione e produzione.

Vantaggi fiscali dall’equiparazione all’enoturismo

Oleoturismo, un’offerta turistica esperienziale

L’importanza della nuova disciplina legislativa sta nel fatto che prevede vantaggi fiscali: l’estensione della determinazione forfettaria del reddito imponibile ai fini Irpef, con un coefficiente di redditività del 25%, e, a talune condizioni, di un regime forfettario dell’Iva. La novità fondamentale dell’oleoturismo è che, mentre in passato gli imprenditori italiani si sono affannati a correre all’estero per presentare i loro oli e i territori da cui provengono, adesso potranno invitare nelle aziende olivicole e nei frantoi sia i turisti che i buyer, per far loro vivere un’esperienza partecipativa. Da questo punto di vista il turismo dell’olio è un turismo innovativo. Può imparare molto dall’esperienza del vino, ma ha proprie specificità.

Camminare gli olivi, per un’offerta turistica esperienziale

L’offerta turistica è varia: dalla partecipazione alla raccolta delle olive alle visite guidate in frantoio per conoscere le fasi del ciclo produttivo dell’olio, passando per le degustazioni, i corsi di assaggio e di cucina, i laboratori per famiglie e bambini, le cene a tema, le camminate e i pic-nic, i massaggi all’olio, i tour in bike o a cavallo, l’adozione di ulivi, i corsi di yo-ga, le rappresentazioni teatrali e i concerti nelle olivete.

Iniziative a carattere didattico e ricreativo nell’ambito dei luoghi di coltivazione e produzione

A commentare la buona notizia è il presidente della Commissione agricoltura della Camera dei deputati, Filippo Gallinella: «la norma attuativa sull’oleoturismo  servirà da slancio a un settore da tempo in sofferenza. Unita a nuove strategie di vendita e alle risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per l’innovazione dei frantoi, potrà portare valore aggiunto distribuito su tutto il territorio italiano vocato all’olivicoltura. Valorizzando i nostri prodotti d’eccellenza, infatti, potremo dare opportunità commerciali all’agroalimentare Made in Italy che, altrimenti, scontando costi maggiori, è relegato a subire la concorrenza e le logiche di mercato degli altri Paesi».

L’oleoturismo, attraverso un’ottimizzazione delle produzioni e un consumo esperienziale rispettoso dell’ambiente, può davvero rappresentare un valore aggiunto. «Una tradizione che in Italia, al pari di quella del vino, vanta un patrimonio inestimabile, fatto di tradizione storica e ricca di autoctonie. Con l’auspicio – dichiara il senatore Dario Stefàno, Presidente della Commissione Politiche dell’Unione Europea – che questa nuova opportunità per tutto il Paese, lo sia doppiamente per la mia terra, il Salento, dove la Xylella ha desertificato un pezzo importante del patrimonio olivicolo. L’augurio che faccio oggi, in questa giornata così significativa, è che questo nuovo strumento di irrobustimento della catena di valore che la coltivazione dell’ulivo racchiude, potrà essere utile per riguadagnare quella straordinaria normalità che per millenni è stata la presenza e la identità paesaggistica, culturale e produttiva dell’ulivo nel Tacco d’Italia».

Il turismo dell’olio può rappresentare, quindi, un importante strumento di crescita per i produttori olivicoli e i frantoiani. L’equiparazione all’enoturismo è un’occasione straordinaria per poter offrire nuove opportunità ai turisti italiani e stranieri, basate non solo su una esperienza di gusto, ma anche sulla cultura e la storia di ogni specifico territorio olivicolo-oleario.

 

 

 

 

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