Turismo ed educazione ambientale, nasce Ecolago

da sinistra: Matilda Montagnoli, sindaco CCR (consiglio Comunale Ragazzi) Gozzano; Andrea del Duca direttore Ecomuseo del Lago d’Orta e Mottarone; Noemi Brambilla Sindaco di Ameno (NO); Giovanni De Bernardi presidente Ecomuseo del Lago d’Orta e Mottarone

Il progetto prevede un percorso didattico tra canneti e castagni del Lago d’Orta

 

Si chiama Ecolago, il progetto di educazione ambientale dell’Ecomuseo del Lago d’Orta e Mottarone, alla scoperta del territorio boschivo del Lago d’Orta.

Una serie di iniziative divulgative di carattere turistico nel corso delle settimane estive e l’apertura al pubblico di un sentiero naturalistico didattico e di un’area didattica pic nic “sostenibile e a Km0” realizzata con legno di castagno, una risorsa naturale del territorio insubrico. Al progetto, che vede capofila Ecomuseo del Lago d’Orta e Mottarone, partecipano le associazioni locali Mastronauta e Dragolago, il Comune di Ameno (NO), la Fondazione Comunità Novarese ONLUS e l’Ente di Gestione delle Aree Protette del Ticino e del Lago Maggiore.

Il progetto è una delle prime attuazioni concrete del Contratto di Lago del Cusio, accordo in via di sottoscrizione, che unisce oltre 120 enti e soggetti privati nell’impegno di salvaguardare l’ecosistema del lago d’Orta e della Valle dello Strona. Ecolago intende sensibilizzare l’opinione pubblica sulla tutela del territorio naturale locale con focus sull’ecosistema del canneto lacustre e del patrimonio boschivo del castagno, coinvolgendo persone di tutte le età, e mira soprattutto a creare consapevolezza per migliorare il rapporto tra comunità locale e ambiente naturale in cui vive. Le iniziative previste nelle settimane estive riguarderanno in particolare l’area sud orientale del Lago d’Orta e sono consultabili al sito http://ecolago.lagodorta.net.

Ecolago nasce dall’esigenza di valorizzare il castagno, perché può dare vita a filiere locali che permettano di sostenere lo sviluppo economico territoriale e di ridurre gli impatti ambientali dei prodotti legnosi di importazione, ovvero la riduzione delle emissioni di C02 determinate dal trasporto su lunghe distanze.

È stata realizzata un’area ristoro in legno di castagno proveniente dai boschi comunali, permettendo la riduzione dell’impatto ambientale dell’opera, definibile a “km0”.

da sinistra: Andrea del Duca direttore Ecomuseo del Lago d’Orta e Mottarone, Noemi Brambilla Sindaco di Ameno (NO)

Oggi solo una limitata percentuale del legname dei castagneti viene destinata a impieghi di maggior pregio, mentre la maggior parte della biomassa raccolta trova uno sbocco commerciale sotto forma di legna da ardere o da triturazione per la produzione di energia.  La durabilità naturale del castagno, inoltre, permette di evitare il ricorso a trattamenti preventivi con preservanti chimici.

Nell’ambito del progetto nasce il sentiero Verde Vivente nella Riserva Naturale del Monte Mesma che si snoda tra Bolzano Novarese e Ameno nel territorio compreso nella Riserva della Biosfera MAB (Man & Biosphere) UNESCO Ticino Val Grande Verbano e prevede sei tappe interattive per conoscere l’affascinante mondo delle piante e apprendere da loro come prendersi cura del nostro pianeta.

Tra le modalità di coinvolgimento attivo all’interno del percorso Verde Vivente, si distingue quella che prevede la contaminazione artistico teatrale “Resta Qui Airlines” a cura  di  Kim Forni e Sara Cattin che nei panni di due assistenti di volo accompagnano i partecipanti  simulando un viaggio che parte e arriva nello stesso luogo, ponendo l’attenzione su come ogni ecosistema locale sia il risultato di un lungo processo di spostamenti e migrazioni.

Un terzo punto di attenzione ruota attorno al delicato ecosistema del canneto di Gozzano (NO). Il progetto pone l’attenzione sui processi di migrazione delle diverse specie animali e vegetali, le quali nel tempo vanno a sviluppare un ecosistema su cui l’uomo rischia, coi suoi comportamenti, di interferire in maniera dannosa. L’abbandono di animali esotici in natura o di piante aliene comporta danni importanti all’ecosistema. Nel Lago d’Orta, ad esempio, si registra un incremento delle popolazioni di tartarughe acquatiche esotiche e di gamberi della Louisiana che stanno decimando alcune specie ittiche autoctone.

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