Turismo astronomico, Val di Sole ha i cieli più belli

Il Rifugio Albasini di Dimaro, Malga Del Doss e Valpiana vicino Ossana. Sono i tre luoghi in Trentino Alto Adige certificati da Astronomitaly, rete nazionale del turismo astronomico

l’inquinamento luminoso nelle nostre città, l’inquinamento atmosferico e le “distrazioni terrene” non ci permettono di guardare più tanto spesso il cielo. Ma quando alziamo la testa, scopriamo un mondo unico. Costellazioni, puntini luminosi, stelle, pianeti, nuvole, sole, luna, satelliti, strisce luminose lasciate dai velivoli, luci di ogni tipo su uno sfondo che fa da lavagna, dove disegnare qualunque cosa. Spesso sono le sere d’estate che ci spingono a guardare il Firmamento, ma se lo guardassimo tutti i giorni scopriremmo cose incredibili.

Il turismo astronomico sta acquisendo nuovi appassionati giorno dopo giorno. E c’è da credere che, appena i divieti di spostamento causati dalla pandemia da Covid-19 verranno meno, le gite notturne per riveder le stelle saranno ancora più appetibili, soprattutto fra le località di montagna.

In Italia però c’è al momento un solo territorio che può vantare ben tre luoghi riconosciuti come perfetti “amici delle stelle”: è la Val di Sole. A stabilirlo è stata Astronomitaly, rete del turismo astronomico nata per individuare e valorizzare i luoghi del nostro Paese con una bassa percentuale di inquinamento luminoso e per offrire esperienze di osservazione delle stelle. L’ultimo a ottenere la certificazione di qualità è stato il Rifugio Albasini, sopra Dimaro, con il sostegno del Consorzio Dimaro Folgarida Vacanze. Il terzo riconoscimento per la Val di Sole, dopo quelli, ottenuti negli anni scorsi, della Malga Del Doss e di Località Valpiana vicino al borgo medievale di Ossana.

«Durante i nostri sopralluoghi abbiamo operato intere notti sotto le stelle – spiega Fabrizio Marra, fondatore di Astronomitaly – misurando scientificamente la quantità di inquinamento luminoso attraverso appositi strumenti e metodologie tra cui lo “sky quality meter” e valutando la qualità dei servizi ricettivi e ristorativi della destinazione. Contemporaneamente abbiamo realizzato un reportage video-fotografico del cielo stellato atto a fornire evidenze fotografiche della straordinaria qualità del cielo. Questa è una delle fasi più importanti del nostro lavoro che mira promuovere le migliori destinazioni dove poter soggiornare tornando ad osservare il cielo stellato e la Via Lattea». E così facendo, offrono una garanzia di qualità ai tanti che vanno in cerca del posto ideale per starsene col naso all’insù e immergersi nel più affascinante dei panorami notturni.

«Siamo orgogliosi di aver ricevuto questo riconoscimento che finora è stato assegnato a pochi luoghi in Italia e a una manciata di realtà dell’arco alpino – commenta Mauro Albasini, proprietario dell’omonimo rifugio, collocato a 1860 metri di altezza in mezzo alla skiarea di Folgarida-Marilleva- Madonna di Campiglio e davanti alle spettacolari Dolomiti di Brenta – Chi come noi gestisce da decenni un rifugio sa quanto il turismo non deve mai perdere di vista la sostenibilità e il rispetto delle meraviglie naturali che ci circondano. Il cielo è una di queste meraviglie. Dobbiamo riscoprirlo e fare in modo di difenderlo in ogni modo possibile».

Per  la  Val  di  Sole,  il  riconoscimento  al  Rifugio  Albasini,  come  le  due  assegnate  negli  anni precedenti, sono la conferma della strada intrapresa di valorizzazione del proprio patrimonio naturale come asset per attirare forme di turismo sempre più sostenibili e di qualità. «Siamo ormai talmente abituati a perdere la vista sui nostri cellulari, da non saper più riconoscere il nostro cielo stellato sopra di noi – commenta Fabio Sacco, direttore dell’Azienda per il Turismo Val di Sole – Quello assegnato al Rifugio Albasini è un ulteriore tassello che ci aiuta nel nostro impegno a ridurre l’impronta ecologica delle nostre attività e a proporre un’offerta turistica originale e a basso impatto. Un percorso necessario, visto che il nostro territorio ricade su due parchi, il Parco nazionale dello Stelvio e il Parco naturale Adamello Brenta. Per quanto complessa e impegnativa, è davvero questa la strada maestra per coniugare sviluppo economico, benessere per la popolazione residente e rispetto dell’ecosistema».

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