Turboalgor, il turbo delle auto applicato agli impianti di refrigerazione che fa risparmiare CO2 e non solo

Turbo Auto

La startup umbro-napoletana è nata dall’intuizione di Maurizio Ascani, ingegnere appassionato del settore automotive

Contribuire alla salvaguardia dell’ambiente nell’industria del freddo, responsabile del 10% delle emissioni globali di anidride carbonica. E’ l’obiettivo di Turboalgor che consente l’abbattimento dell’inquinamento degli impianti di refrigerazione industriali utilizzando il turbo delle automobili.

Siamo a Massa Martana (Perugia), Turboalgor è una società nata all’interno del gruppo Angelantoni, e che oggi riunisce attorno a se 11 professionisti, sei uomini e cinque donne. Ad introdurci è Mauro Margherita, Ceo della  startup umbro-napoletana. L’idea di base è quella di inserire un motore turbo all’interno di refrigeratori industriali con lo scopo di ridurre l’impatto della catena del freddo sull’ambiente con un notevole risparmio anche sul costo della bolletta elettrica.

La refrigerazione domestica e industriale e, li ricordiamo visto il periodo di caldo intenso, i condizionatori influiscono fino al 20% sulla bolletta e, come anticipato, sono responsabili del 10% delle emissioni di CO2 a livello mondiale, cioè 5 miliardi di tonnellate di anidride carbonica dispersa nell’aria. 

Per dirla con parole ancor più semplici: se la tecnologia proposta da Turboalgor venisse applicata a livello planetario, si avrebbero 500 milioni di tonnellate di Co2 in meno ogni anno. 

“L’efficienza non è solo sulla bolletta”, intervista al Ceo di TurboAlgor

Possiamo parlare ancora di una startup o possiamo definire Turboalgor un’azienda a tutti gli effetti?

«Se guardiamo i numeri sì. Abbiamo dei prodotti con cui siamo entrati sul mercato ma è anche vero che il mondo della refrigerazione è molto ampio. Il numero di refrigeranti è molto vasto e ognuno ha bisogno di specifiche tecnologie per l’efficientamento. Noi abbiamo realizzato la tecnologia di efficientamento per gli HFC e con questi siamo entrati sul mercato. Ma è anche pronto un prototipo per gli impianti transcritici a CO2 e dobbiamo adesso procedere con l’industrializzazione del prodotto».

Servono finanziamenti? 

Mauro Margherita, ceo Turboalgor
Mauro Margherita, ceo Turboalgor

«Ad oggi abbiamo potuto contare sulle nostre forze e sul supporto del gruppo Angelantoni. Banca Intesa ha già erogato a giugno 2020 un primo finanziamento; stiamo guardando eventuali interessi di partner industriali che possano finanziare ed aiutarci a proporre la nostra tecnologia ai clienti finali, e cioè alle aziende  del settore food, della grande distribuzione organizzata o della logistica, insomma ovunque ci sia un impianto di refrigerazione».

Quali sono i benefici della tecnologia Turboalgor?

«I benefici per l’utente finale sono di due tipi: efficienza (risparmio in bolletta) e l’incremento della capacità frigorifera. Per colui che fornisce l’impianto frigorifero, invece, diventa un modo per fidelizzare il proprio cliente finale perché si offre un impianto che è più efficiente e più performante». 

Quali sono i costi? 

«I costi vanno dai 15mila ai 30-35mila euro, inclusa l’installazione, che si “ripagano” in meno di quattro anni. La tecnologia Turboalgor, inoltre, dispone di un software che consente di allacciarlo alla rete del cliente monitorando l’impianto e le sue funzionalità e avvalersi dei benefici fiscali dell’Industry 4.0».

Cosa o chi sarà da grande Turboalgor?

«Il nostro obiettivo è rendere più fruibile questa tecnologia a tutto il mondo della refrigerazione, abbiamo iniziato in Italia ma dall’anno prossimo vogliamo espanderci in Europa, in particolare dove la bolletta è particolarmente salata. É bene però ricordare che l’efficienza non è solo bolletta ma risparmiare energia significa anche risparmiare CO2». 

 

 

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