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TTIP Leaks: clima e ambiente a rischio?

Greenpeace Olanda pubblica oggi sul suo  sito  parte dei testi negoziali del TTIP per garantire la necessaria trasparenza e promuovere un dibattito informato su un trattato di cui troppo poco si discute in Italia e che interessa quasi un miliardo di persone, nell’Unione Europea e negli USA. È la prima volta che i cittadini europei possono confrontare le posizioni negoziali dell’UE e degli USA. I documenti pubblicati da Greenpeace Olanda –che ha lavorato insieme al rinomato network di ricerca tedesco WDR and Süddeutscher Zeitung – constano di 248 pagine in un linguaggio legale tecnicamente complesso. Fino ad ora i rappresentanti eletti avevano potuto vedere parte di questi documenti in stanze di sicurezza, con guardie, senza consulenti esperti e senza poterne discutere con nessuno. Con questa pubblicazione, milioni di cittadini hanno la possibilità di verificare l’operato dei propri governi e discuterne con i loro rappresentanti.

Gli attivisti di Greenpeace illuminano la sede del Reichstag a Berlino

Gli attivisti di Greenpeace illuminano la sede del Reichstag a Berlino

Che cos’è il TTIP – Il TTIP è un trattato di liberalizzazione commerciale transatlantico che ha l’intento dichiarato di modificare regolamentazioni e standard (le cosiddette “barriere non tariffarie”) e di abbattere dazi e dogane tra Europa e Stati Uniti rendendo il commercio più fluido e penetrante tra le due sponde dell’oceano.Dal punto di vista della protezione dell’ambiente e dei consumatori, quattro aspetti sono seriamente preoccupanti:

  • La scomparsa delle tutele ambientali acquisite da tempo: nessuno dei capitoli che abbiamo visto fa alcun riferimento alla regola delle Eccezioni Generali (General Exceptions). Questa regola, stabilita quasi 70 anni fa, permette agli stati di regolare il commercio “per proteggere la vita o la salute umana, animale o delle piante” o per “la conservazione delle risorse naturali esauribili”. L’omissione di questa regola suggerisce che entrambe le parti stiano creando un regime che antepone il profitto alla vita e alla salute umana, degli animali e delle piante.
  • La protezione del clima, più difficile con il TTIP: gli Accordi sul Clima di Parigi chiariscono che bisogna mantenere l’aumento delle temperature sotto 1,5 gradi centigradi per evitare una crisi climatica che colpirà milioni di persone in tutto il mondo. Il commercio non dovrebbe essere escluso dalle azioni sul clima. Ma non c’è alcun riferimento alla protezione del clima nei testi ottenuti.
  • La fine del principio di precauzione: il principio di precauzione, inglobato nel Trattato UE, non è menzionato nel TTIP, malgrado – è notizia di questi ultimi minuti – la Commissaria al Commercio UE, Cecilia Malmstrom e il capogruppo Pd in commissione Agricoltura Nicodemo Oliverio,  abbiamno rassicurato sul fatto che il TTIP non affosserà il principio di precauzione che differenzia l’approccio normativo dell’Unione europea da quello statunitense.
    D’altra parte, gli USA propongono di gestire le sostanze pericolose piuttosto che evitarle. Questo approccio mina le capacità del legislatore di definire misure preventive, per esempio rispetto a sostanze controverse come le sostanze chimiche note.
  • L’ingerenza dell’industria e delle multinazionali: le grandi aziende ottengono garanzie sulla possibilità di partecipare ai processi decisionali, fin dalle prime fasi. I documenti pubblicati mostrano che l’UE non è stata trasparente rispetto a quanto grande sia stata l’influenza dell’industria.

«È ora di far luce sul TTIP. Con questi negoziati segreti rischiamo di perdere i progressi acquisiti con grandi sacrifici nella tutela ambientale e nella salute pubblica. Questi documenti svelano che la società civile aveva ragione a essere preoccupata. Fermiamo i negoziati e cominciamo a discuterne pubblicamente», dichiara Federica Ferrario (Greenpeace Italia), che continua: «Si confermano le forti obiezioni della società civile e di milioni di persone che in tutto il mondo hanno protestato contro il TTIP, che non è altro che un grande trasferimento di poteri democratici dai cittadini al grande business. Chiediamo a tutti i rappresentanti eletti, alla società civile, ai cittadini di leggere questi documenti e di impegnarsi in un dibattito approfondito».

Per fermare il TTIP, tutelare i diritti e i beni comuni e costruire un altro modello sociale ed economico, equo e democratico, Greenpeace, insieme alla coalizione italiana #StopTTIP invita tutti a un grande appuntamento nazionale, sabato 7 maggio 2016 a Roma.

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