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Trivellazioni: soltanto un problema ambientale?

Rovine di Velia-Biodistretto del Cilento e Vallo di Diano

I Biodistretti rappresentano una sorta di “esperimento” normativo, nato grazie all’AIAB (Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica), impegnata nella loro diffusione e creazione di una loro Rete Europea e del Mediterraneo. Si tratta di aree geografiche naturalmente vocate al biologico, dove gli agricoltori, i cittadini, le P.A. e gli enti turistici si accordano per la gestione sostenibile delle risorse locali, applicando il modello biologico di produzione e consumo (filiera corta, gruppi di acquisto, mense pubbliche bio). Obiettivo principale: rilanciare il territorio, difendere l’agricoltura locale, riqualificare le aree più degradate e, quindi, tutelare l’ambiente. Tra i biodistretti più importanti, quello del Parco Nazionale del Cilento-Vallo di Diano (SA), il primo europeo multivocazionale (agricolo, ambientale, culturale, eco-turistico ed enogastronomico), quello di Via Amerina (VT), del Grecanico (RC) o della Valcamonica (BS).

Montagne dell'Aspromonte-Calabria. Parte del Biodistretto Grecanico

Soggetti e normativa Tra i soggetti principali figurano gli agricoltori, che praticano il biologico, inserendosi in circuiti multifunzionali di bio-agriturismi o bio-fattorie didattiche; i consumatori che possono contare sulla completa tracciabilità del prodotto; le P.A. che deliberano l’adesione all’AIAB e al biodistretto e i relativi obblighi: territorio OGM free, produzione bio, mense bio, applicazione dei criteri bio anche alla gestione dei rifiuti organici o i regolamenti edilizi e la possibilità di destinare al biologico aree demaniali o proprietà collettive, riqualificando il territorio e gli enti di ricerca che implemetano il territorio con attività sperimentali.

La normativa è prettamente regionale Un esempio, la delibera della Regione Campania n.1491 del 25/09/2009, che ha dato vita al protocollo d’intesa per la creazione del Biodistretto-Cilento, luogo di grande pregio ambientale, sito del Parco Nazionale del Cilento e del relativo Geoparco, nonchè luogo ispiratore del padre della dieta mediterranea Ancel Keys. La suddetta delibera muove dalla Conferenza Mondiale ONU su Ambiente e Sviluppo (Rio de Janeiro 1992) (1), con cui l’Italia ha siglato l’Agenda 21, volta ad orientare le politiche nazionali verso lo sviluppo sostenibile e l’Agenda Locale che attribuisce alle autorità locali il compito di provvedere in tal senso. Su tali basi, quindi, diversi Comuni campani e la Regione si sono accordati con l’AIAB per dar vita al progetto, nel rispetto della D.G.R. n. 617/2009(sul programma di sperimentazione, informazione e ricerca applicata in agricoltura), della normativa a tutela delle aree protette, specie della L-Quadro Aree Protette(394/91) (2) a tutela il Parco del Cilento (data la presenza di 28 SIC E 8 ZPS) (3), nonché del Regolamento CE n. 834/2007 (4), che detta i criteri per il biologico.

Si tratta di un “esperimento” riuscitissimo ed imitato da altre Regioni italiane.

Franco Ortolani-Ordinario di Geologia a ll'Università Federico II di Napoli

Unica nota dolente: le trivelle. Lo scorso marzo, infatti, la petrolifera Shell ha fatto richiesta per effettuare prospezioni esplorative nella Valle di Diano, a ridosso del Parco Nazionale e in pieno Biodistretto. La reazione dei Comuni limitrofi e dei comitati di protesta ha bloccato le attività ma il problema resta. Infatti, come spiega il presidente del Biodistretto-Cilento Luigi Daina, è difficile impedire le prospezioni perchè “le attività dovrebbero effettuarsi su un’area non protetta, perché solo contigua al Parco e non al suo interno, per cui la normativa ambientale non sarebbe applicabile”. Ciò, però, provocherebbe un duplice problema: ambientale e sociale. Ambientale perché, come evidenzia il geologo  Franco Ortolani (interpellato dal Comitato del NO), “le trivellazioni potrebbero far collassare la falda acquifera presente in loco”; sociale perché, come afferma Daina, “il territorio è a vocazione agricola e destinato all’agricoltura, alla riqualificazione del territorio tramite il biologico e le infrastrutture per le prospezioni danneggerebbero questa realtà, provocando un problema sociale. Noi con gli agricoltori vogliamo dimostrare che l’agricoltura rende di più del petrolio!”

 

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