Input your search keywords and press Enter.

Trivellazioni, minaccia per ambiente marino e territorio

Elvira Tarsitano

L’esplorazione dei fondali marini, alla ricerca di gas o petrolio, provoca alterazioni dell’ambiente marino e dei territori circostanti. Questi fenomeni di inquinamento risulterebbero amplificati nel Mediterraneo, un bacino quasi completamente chiuso, dove l’afflusso continuo di acqua di superficie dall’Oceano Atlantico è la principale fonte del mare di rifornimento e rinnovo dell’acqua.

A lanciare il monito Elvira Tarsitano, biologa dell’Università di Bari – dipartimento di Medicina Veterinaria. «La letteratura scientifica mondiale mette in evidenza gli effetti dannosi di ispezioni sismiche, ricerca di idrocarburi ed estrazione di petrolio per la vita acquatica anche delle vicine comunità costiere. Spesso non si tengono in considerazione gli effetti reali a lungo termine su comunità animali e vegetali, pesca, stabilità dei fondali marini ed inquinamento delle acque. Sono assolutamente trascurati i probabili impatti ambientali che potrebbero derivare dalle attività in oggetto quali scoppi di pozzi, dispersione in mare di rifiuti speciali, anche tossici, o la subsidenza».

La Global Petroleum Limited ha richiesto, al ministero dell’Ambiente, le autorizzazioni per le ispezioni dei fondali prospicienti la zona tra Molfetta e Brindisi. Tale area racchiude però un elevato patrimonio di biodiversità. Gli idrocarburi formano un sottile film sulla superficie dell’acqua, ostacolando la penetrazione della luce e dunque la sedimentazione di organismi come la Posidonia. Le trivellazioni, inoltre, interferiscono sul consolidamento delle biocostruzioni marine. Le biocostruzioni svolgono alcuni ruoli fondamentali agendo da zone nursery e creando una complessa rete trofica formata da costruttori, demolitori, filtratori, macroalghe, erbivori e carnivori.

«Non è ormai più accettabile la posizione di un paese che continui ad investire enormi risorse economiche sulla ricerca degli idrocarburi, nonostante le tecnologie moderne incentivino l’efficienza energetica e l’utilizzo di fonti rinnovabili. È tempo che le comunità locali facciano sentire la propria voce, per segnalare con forza il malessere di una popolazione che ha voglia di benessere (non solo economico…), crescita e lavoro più legati alle ricchezze che il nostro paese offre in termini di turismo, arte, natura, e che non ha alcuna fiducia sugli effettivi vantaggi che l’estrazione di idrocarburi farebbe ricadere sul territorio».

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *