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Trivellazioni: la mobilitazione dei sindacati

In piazza a Monopoli contro le trivellazioni in mare ci saranno sabato 21 gennaio prossimo anche le organizzazioni sindacali. Tra le quali la Cisl Puglia che aderisce ai sentimenti e alle motivazioni della stragrande maggioranza della popolazione pugliese che non vuole che le coste del proprio mare, dove insistono parchi marini e riserve naturalistiche, siano insidiate da trivellazioni per la ricerca di idrocarburi.

Nel 2010 per rispondere alla richiesta di energia elettrica per 326,2 Mdi di kWh sono stati necessari 183,8 mni tep (tonnellate equivalenti di petrolio) di combustibili da diverse fonti. Di queste sono state impiegate 71,2 mni tep di petrolio, in forte calo dal2007 inpoi, grazie al ricorso a fonti alternative, cioè gas naturale (68 mni tep), rinnovabili (4,5 mni tep) ed energia importata.

“Il nuovo Piano Energetico ambientale regionale (Pear) – spiega Giulio Colecchia, segretario generale della Cisl Puglia – deve razionalizzare l’utilizzo di fonti rinnovabili (vento e sole) di cui si è finora fatto un uso indiscriminato ed eccessivo e assolutamente invasivo in ampie fasce del territorio regionale e porsi il problema dello smaltimento dei numerosi generatori eolici (palificazioni comprese) e dei pannelli fotovoltaici, la cui soluzione non può rimanere solo a carico delle future generazioni”. La CISLdi Puglia, quindi, ritiene che insieme alle manifestazioni di rifiuto per le trivellazioni debba esserci, da parte dei soggetti responsabili delle scelte energetiche regionali, una presa d’atto che diventa vero ed inamovibile se si sbloccano i tanti veti che frenano la realizzazione di opere davvero alternative al petrolio.

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