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Trivellazioni in Adriatico: i comuni fanno quadrato

Si riuniscono a Polignano a Mare (Ba) i Comuni rivieraschi (Polignano a Mare, Otranto, Mola di Bari, Monopoli, Fasano, Ostuni, Carovigno e Brindisi, con il commissario prefettizio) che da mesi si oppongono alle indagini preliminari a perforazioni petrolifere nel Mare Adriatico. Tra gli altri, il sindaco di Otranto (Le), ha ribadito la contrarietà propria e dei cittadini alla vicenda e denuncia: «Riteniamo che i Ministri Prestigiacomo e Romani, durante il loro mandato, non abbiano voluto tener conto delle ragioni sostanziali da noi espresse». Cariddi aggiunge poi «che è assurdo immaginare di poter impiantare piattaforme petrolifere in un bacino come il Mare Adriatico che ha quasi la natura di un lago. É facile pensare al disastro ecologico ed economico che scaturirebbe da un eventuale incidente già solo guardando alle esperienze recenti verificatesi nel Golfo del Messico, nel Mar Baltico e in Argentina, dove pure questi infortuni sono avvenuti in mare aperto. Siamo convinti che non sia assolutamente accettabile il benché minimo rischio di incidente su un territorio come quello pugliese, e non solo, ma anche nei Paesi che ci guardano dalla costa orientale dell’Adriatico (Croazia, Montenegro, Albania, Grecia), dato lo sviluppo economico registrato in questi anni che ha dimostrato come il turismo rappresenti uno dei settori fondamentali». Opinione condivisa da Giorgio Miggiano, Presidente del Circolo Legambiente di Otranto: «Ribadiamo il nostro no alle trivellazioni nel bacino del Mare Adriatico. Invitiamo tutti ad una seria presa di coscienza sul pericolo che stiamo correndo».

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