Trionfo della robotica con sei giovani del liceo barese “Scacchi”

Hanno vinto il primo posto delle Olimpiadi nazionali di robotica con “Arachne”, il robot che punta a un modello agricolo ecosostenibile

A vederlo si direbbe un piccolo robot con sei zampe. Si tratta di Arachne, uno strumento tecnologico realizzato con materiale biodegradabile e con pezzi stampati in 3D direttamente dei ragazzi scuola, e pilotabile da remoto o grazie a un’interfaccia. L’Obiettivo è quello di capire le esigenze dei terreni coltivati e dosare così il fabbisogno di acqua, concime e nutrienti. A metterlo a punto sei ragazzi di terza, quarte e quinta: Giorgia Mira, Paolo Ginevra, Antonio Manuel Marulli, Alice Grossi, Fabrizio Di Carlo, Claudio Capurso accompagnati e supervisionati dal professor Michele Gaeta, docente di matematica e fisica del liceo.

Le stampanti in 3D si trovano nel laboratorio di fisica dell’istituto scientifico “Scacchi” di Bari

«Arachne nasce con l’obiettivo di permettere ai singoli agricoltori o alle aziende di realizzare un modello agricolo eco sostenibile», ha detto Giorgia Mira, una delle due ragazze del gruppo. «Il nostro robot, infatti, analizza le piante nella loro individualità e il terreno nelle sue specificità che variano da zona a zona. Questo permette di razionare i fertilizzanti, i concimanti e l’acqua evitando gli sprechi» ha concluso.

Le Olimpiadi e la voglia di futuro

«Il progetto è nato circa sette mesi fa in vista delle Olimpiadi di robotica che si sono svolte in due fasi: la prima è stata una selezione per poi arrivare alla finale nazionale» ha detto Paolo Ginevra. «Per la selezione abbiamo ideato il progetto e poi abbiamo realizzato tre video per spiegare sia in cosa consiste il prototipo, sia per presentarci come team e qual è la problematica che il nostro robot vuole risolvere».

Il 9, 10 e 11 giugno i sei ragazzi hanno partecipato, in streaming, alla finale nazionale delle Olimpiadi di robotica che consisteva in un hackathon della durata di 72 ore. L’impegno e la fatica hanno ripagato. Soprattutto se si pensa che i giovani studenti hanno lavorato per lo più a distanza per via del Covid.

Ma il gruppo Arachne non si ferma e già guarda al futuro con ambizione. “« settembre, Covid permettendo, ci saranno gli Europei in cui proporremo in nostro prototipo – ha sottolineato Antonio Manuel Marulli che poi ha proseguito – Vogliamo che il nostro progetto continui anche dopo la scuola, perché dopo l’estate qualcuno di noi andrà all’Università. La scuola ha finanziato anche un laboratorio in cui sarà possibile completare e ampliare il nostro progetto di robotica».

 

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