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Trieste, atteso l’imminente arrivo di scorie radioattive destinate agli USA

Massimo riserbo sui dettagli relativi all’operazione che farà giungere al porto di Trieste cinque chili di scorie radioattive (nella foto un convoglio ferroviario adibito al trasporto). Unica indiscrezione trapelata, la data presunta dell’arrivo: oggi, 5 novembre, presumibilmente all’alba. Si tratta, in particolare, di barre di uranio provenienti dal deposito di Avogadro di Saluggia (VC) che, una volta giunte al Molo Settimo del porto di Trieste, saranno imbarcate e spedite negli USA.

Sono stati istituiti in Prefettura tavoli tecnici in cui forze dell’ordine, tecnici della Regione, Arpa, vigili del fuoco e protezione civile hanno studiato tutte le misure di sicurezza e monitoraggio ambientale da attivare al momento del passaggio del convoglio con le scorie: si teme l’azione dei No luke, che potrebbero bloccare il transito del materiale, come già è successo nello scorso luglio durante un analogo viaggio di scorie verso la Francia. Altro rischio preso in considerazione dai tecnici è il maltempo con la Bora: in questo ultimo caso è stato addirittura previsto un cambio di percorso. Tutte le procedure saranno eseguite in ossequio alla direttiva 117 Euratom del 2006 del Consiglio dell’Unione Europea, relativa alla sorveglianza e al controllo delle spedizioni di rifiuti radioattivi e di combustibile nucleare esaurito.

La spedizione di materiale radioattivo in USA è stata disposta dal ministero dello Sviluppo economico con un comunicato diramato alle Regioni interessate dal transito delle scorie, Veneto e Friuli, che si sono sempre dichiarate contrarie al transito di tale materiale. Il dicastero del ministro Corrado Passera ha dato così seguito all’appoggio manifestato dal premier italiano Mario Monti al presidente Usa Obama al progetto americano di rimpatrio di materie nucleari strategiche di origine statunitense.

 

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