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Trentino, a scuola di marketing territoriale ecosostenibile

Sotto le Dolomiti, in mezzo ai meleti della Val di Non, nei boschi scavati dai picchi, con mille alberi pro capite e il 17% di superficie tutelata, il Trentino mostra il suo profilo migliore e insegna il marketing strategico ecosostenibile. Il segreto sta in quel vecchio adagio del fare sistema che in tanti hanno brandito in una tavola rotonda ed in pochi hanno praticato, ma forse anche – e ne vanno fieri – in quell’autonomia che non delega, e conferisce all’amministrazione ampi poteri. Il Trentino, dopo aver preso coscienza d’avere una risorsa inestimabile anche in termini di ritorni economici, ha scoperto l’acqua calda valorizzando e promuovendo il patrimonio paesaggistico e naturalistico.

<p>Il lago di Garda</p>

Il lago di Garda

Nei suoi mille chilometri quadrati di parchi e riserve, ha destagionalizzato il turismo dolomitico con un Festival di musica ad alta quota e con ogni tipo di sport immaginabile, dal trekking alla mountain bike, dal rafting alla vela. E poi c’è la Juventus, che dal 2006 si allena a Pinzolo e si porta dietro la tifoseria (quest’anno la squadra sarà in ritiro in Val Rendena dal 3 al 18 luglio), e ci si mette persino il Bayern Monaco, che ha scelto il Garda per la sua preparazione.
L’Azienda per il turismo (Apt) assolve alle sue funzioni e adempie al ruolo di ente promotore con sistemi di prenotazione on line diretti, che consentono di intercettare il turista fai da te che non vuole rischiare. Propone escursioni, guide, informa su eventi e sagre, e convince persino ad intraprendere un insolito trekking urbano. La domanda incontra l’offerta, in uno shaker di natura, arte e sport, all’ombra delle Dolomiti, Patrimonio dell’Unesco.
I parchi sono l’espressione più autentica della riqualificazione naturalistica e dell’attenzione del Trentino per uno sviluppo ecocompatibile: l’Adamello-Brenta, il Parco Naturale Paneveggio-Pale di San Martino ed il Parco Nazionale dello Stelvio. Ancora in fase embrionale è il progetto per l’istituzione del Parco Fluviale del Sarca  che, nelle intenzioni degli amministratori locali, rappresenterà un concreto esempio di sostenibilità nonostante sia chiaro l’intento di favorire lo sviluppo economico.

<p>in via di realizzazione il Parco fluviale del Sarca</p>

in via di realizzazione il Parco fluviale del Sarca

<p>Villa Santi</p>

Villa Santi

 

 

 

 

 

 

 

 

Sotto le pale di Paneveggio tornano, intanto, gli stambecchi, reintrodotti nella vallata grazie alla firma di un protocollo tra Parco e Provincia autonoma di Trento. L’emblema dell’istinto ecocompatibile dei trentini resta, però, Villa Santi, nel Parco Naturale dell’Adamello-Brenta, esempio di architettura sostenibile sorto dalle ceneri di un’antica casa rurale. In un parco didattico per vocazione, l’area protetta più vasta del Trentino, sorge la casa natura, con annessa fattoria, che propone percorsi educativi e vacanze formative destinate ai ragazzi dai 9 ai 12 anni.
Ma in Trentino l’educazione all’ambiente si insegna anche alla politica, e su iniziativa della Provincia e della Trentino School of Management nasce “Step”Scuola di formazione per il governo del territorio e del paesaggio, che insegna agli amministratori a gestire il patrimonio paesaggistico e a promuoverlo. È una nuova disciplina della pianificazione che rispetta l’ambiente, nuova frontiera di un marketing consapevole che ha fatto della tutela del territorio non un vincolo, ma un incentivo allo sviluppo.

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