Treni green, Puglia, Basilicata e Lombardia guidano il cambiamento

Il treno a idrogeno Coradia di Alstom già attivo in Austria e Germania (foto Alstom - Rene Frampe)

 FAL e Trenord presentano ad Expoferroviaria 2023 rispettivamente  il primo treno a batteria che servirà la tratta Altamura-Matera, e il primo treno a idrogeno d’Italia. E Trenitalia si organizza con il primo treno ibrido

 

Fal e la Basilicata danno lezioni di green coi fatti. Lo ha detto il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, presentando ad Expoferroviaria 2023, a Milano, nello stand della casa produttrice Stadler, il progetto del primo treno italiano a batteria. Ferrovie Appulo Lucane, Azienda pubblica partecipata al 100% dal MIT, affidataria dei servizi di trasporto ferroviario ed automobilistico, nonché gestore delle relative infrastrutture ferroviarie tra Puglia e Basilicata, sarà infatti la prima in Italia a mettere in funzione, nel 2026, i primi 5 treni alimentati esclusivamente a batteria, grazie ad un intervento totalmente ‘green’, fortemente voluto dall’Azienda e dalla Regione Basilicata, con l’obiettivo di decarbonizzare il servizio ferroviario sulla tratta Altamura – Matera, una tratta molto significativa dal punto di vista paesaggistico e naturalistico.

I 5 treni acquistati sono caratterizzati da ‘zero emissioni’; l’investimento complessivo è pari a 45 milioni di euro, grazie anche a fondi PNRR.

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TREEN, il treno green

TREEN (l’acronimo sta per treno green) è tutto nuovo, dal logo, alla livrea personalizzata alle caratteristiche principali, tutte illustrate dal DG di Fal Matteo Colamussi durante la presentazione ad Expoferroviaria. Lungo 36,5 metri, è un treno a due casse a zero emissioni, consuma quanto 30 SUV elettrici e può trasportare tra le 176 e le 180 persone contro le 150 al massimo dei 30 SUV, con un peso a pieno carico di circa 80 tonnellate; le batterie (con una capacità di 650 KWh totali) hanno un’autonomia di 70 chilometri, si ricaricano durante le soste nelle stazioni ed hanno una durata stimata di circa 7 anni. “Oltre ad essere completamente green, TREEN è anche un treno accessibile – ha spiegato Colamussi – dotato di toilette universale e accesso a pianale ribassato per consentire un’agevole salita a bordo anche a passeggeri con mobilità ridotta; è dotato di tecnologia moderna con impianto SCMT, comando multiplo integrato, postazioni per ricarica di E-bike, connessione alla rete wi-fi di bordo, prese di corrente e USB integrate in ogni coppia di sedili”.

FNM e Alstom presentano il primo treno a idrogeno d’Italia

Expoferroviaria, che si è concluso ieri,  ha tenuto a battesimo anche il treno Coradia Stream alimentato ad idrogeno, presentato da FNM, principale Gruppo integrato nella mobilità sostenibile in Lombardia  e dall’azienda costruttrice Alstom, leader globale nella mobilità intelligente e sostenibile. Coradia Stream entrerà in servizio commerciale in Valcamonica tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025, lungo la linea non elettrificata Brescia-Iseo-Edolo di FERROVIENORD, nell’ambito del progetto H2iseO, che mira a realizzare la prima Hydrogen Valley italiana nel territorio bresciano.

Il Coradia Stream risponde all’obiettivo europeo di ridurre del 100% le emissioni di C02 entro il 2050 ed è il primo treno a zero emissioni dirette di CO2 per l’Italia dotato di celle a combustibile a idrogeno, con una capacità totale di 260 posti a sedere e un’autonomia superiore a 600 km. In base all’accordo firmato da FNM e Alstom nel novembre 2020, a Trenord verranno forniti 6 (ma potrebbero aggiungersene altri 8) treni a celle a combustibile a idrogeno.

Una Hydrogen Valley in Lombardia

L’introduzione del treno a idrogeno fa parte del progetto H2iseO Hydrogen Valley. Promosso da FNM, FERROVIENORD e Trenord, H2iseO ha l’obiettivo di sviluppare in Valcamonica una filiera economica e industriale dell’idrogeno, a partire dal settore della mobilità, avviare la conversione energetica del territorio, contribuire alla decarbonizzazione di una parte significativa del trasporto pubblico locale. Si tratta di un progetto altamente innovativo, che prevede, tra le altre cose, la realizzazione di 3 impianti di produzione, stoccaggio e distribuzione di idrogeno rinnovabile senza emissioni di CO2 (a Brescia, Iseo e Edolo), oltre che la messa in servizio di 40 autobus ad idrogeno in sostituzione dell’intera flotta oggi utilizzata da FNM Autoservizi.

La presentazione del treno a idrogeno Coradia Stream di Alstom alla presenza del Ministro alle Infrastrutture e trasporti Matteo Salvini

Il Coradia Stream a Idrogeno può operare sulle linee non elettrificate in sostituzione dei treni che utilizzano combustibili fossili, e offre caratteristiche di comfort e silenziosità paragonabili a quelle degli altri modelli Coradia elettrici, con un’autonomia di oltre 600 km. Il treno è stato tutto creato e prodotto negli stabilimenti Alstom in Italia. “Si tratta di un progetto con un alto contenuto di innovazione – ha spiegato il presidente di FNM Andrea Gibelli – che abbraccia le dimensioni sociale, economica, geografica, ambientale e della mobilità e ha un grande valore in termini di sostenibilità perché ci consente di utilizzare l’infrastruttura ferroviaria già esistente mettendo in servizio i nuovi treni a idrogeno. Inoltre, la creazione di un distretto economico e industriale basato sull’idrogeno, a partire dalla mobilità ferroviaria ma non solo, avrà ricadute positive sull’economia e l’occupazione del territorio”.

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Un virtuoso effetto domino

“La mobilità pesante è il primo settore di applicazione dell’idrogeno – ha commentato Marco Piuri, Amministratore Delegato di Trenord e Direttore Generale di FNM. “Inaugurare l’uso di questa tecnologia in un ambito che connette, per vocazione, fa sì che il suo valore non solo si realizzi nel singolo progetto, ma si propaghi ad altri ambiti. Penso a industrie e servizi che potranno essere raggiunti dalla rete dell’idrogeno. Questo è l’obiettivo che puntiamo a realizzare con H2iseO: vogliamo che sia scalabile, oltre la mobilità ferroviaria e su bus. Solo questo ci consentirà di dare vita realmente a una Hydrogen Valley. Che significa questo? Che passeremo in mezzo ai piccoli paesi rilasciando vapore acqueo al posto del fumo nero di qualche anno fa».

Come funziona un treno a idrogeno

La carrozza intermedia chiamata “Power Car” in cui risiede il cuore della tecnologia ad idrogeno rappresenta la principale fonte di energia. L’energia è fornita dalla combinazione dell’idrogeno (immagazzinato nei serbatoi) con l’ossigeno dell’aria esterna, senza emissione di CO2 nell’atmosfera. Le batterie agli ioni di litio ad alte prestazioni immagazzinano l’energia che viene successivamente sfruttata nelle fasi di accelerazione per supportare l’azione delle celle a idrogeno e garantire il risparmio di carburante.

Hitachi Rail, un treno ibrido per Trenitalia

Blues, il treno ibrido realizzato da Hitachi Rail per Trenitalia

Hitachi Rail, global player per lo sviluppo e la fornitura di soluzioni ferroviarie, materiale rotabile, sistemi di segnalamento, assistenza, manutenzione, tecnologia digitale e progetti chiavi in mano per la mobilità sostenibile, scommette sul futuro a emissioni zero e presenta a Expoferroviaria un nuovo treno ibrido, il Blues. Progettato e costruito per Trenitalia, il Blues è un’importante evoluzione degli attuali treni diesel in servizio in Italia, dotati di pantografo e batterie, in aggiunta alla tradizionale alimentazione. Ciò significa prestazioni all’avanguardia rispetto agli attuali convogli diesel: garantisce infatti una riduzione del 50% del consumo di carburante e delle emissioni di CO2. Non solo: l’impronta sostenibile del Blues sta anche nella scelta dei materiali orientata ad ottenere elevati livelli di riciclabilità (93%) e recuperabilità (96%). Il prossimo step produttivo è la realizzazione di   veicoli completamente a batteria.

Gli esempi virtuosi

Dietro un veicolo green non c’è però solo lo studio di una mobilità a emissioni zero, ma anche una filosofia che, grazie ad elevati standard di qualità contribuisca a incentivare il passaggio da una mobilità privata ad una mobilità di massa basata sul trasporto urbano per procedere così verso la decarbonizzazione delle città. Hitachi Rail porta come esempi virtuosi di questa filosofia la nuova linea M4 di Milano, che collega San Babila con l’aeroporto di Linate in 12 minuti e che consente di stimare una riduzione di 4,43 milioni di tragitti in auto ogni anno e un beneficio, in termini di minori emissioni prodotte, di 10.310 tonnellate di anidride carbonica.

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Sulla stessa linea, le innovative soluzioni di smart mobility che hanno portato il mobility as a service, già a Genova e Trento, con importanti benefici sia per i cittadini, che possono controllare in tempo reale l’affollamento dei mezzi di trasporto, verificarne con esattezza gli orari e viaggiare, hands free, calcolando ogni giorno la miglior tariffa disponibile, sia per le amministrazioni locali, che possono scalare il servizio ed efficientarlo attraverso la possibilità di controllare in tempo reale eventuali gap.

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