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Isole Tremiti riserva indiana – il presagio

Le immagini della piattaforma petrolifera Deepwater Horizon della BP, la British Petroleum, in fiamme nel Golfo del Messico e la macchia infinita di greggio che si avvicina pericolosamente alle coste del Sud degli Stati Uniti scorrono, ormai da giorni, negli occhi di tutti, come il sinistro presagio di morte di un film. Che film non è.

<p>la piattaforma della British Petroleum in fiamme</p>

la piattaforma Deepwater Horizon della British Petroleum in fiamme

L’inquinamento causato dal petrolio ha sempre avuto effetti drammatici. Abbiamo vissuto il disastro provocato dalle gigantesche petroliere Exxon Valdez in Alasca nell’’89, Haven nel ’91 davanti alla Liguria, Erika di fronte alle coste francesi nel ’99. Fino ai giorni nostri. Addirittura nel 2006 se ne sono verificati quattro di eventi simili che hanno arrecato danni ambientali incalcolabili. Infatti, l’ecosistema non ritorna mai com’era prima.

<p>uccelli intrappolati nel petrolio</p>

uccelli intrappolati nel petrolio

Uccelli, pesci e mammiferi marini rimangono invischiati nella massa oleosa che aggredisce la costa, o che va alla deriva sulla superficie innocente del mare. Uccidendoli piano, piano. Fino alla scomparsa della specie, molte sono già in via di estinzione. E quelle immagini sembrano tanto più nefaste se proviamo a immaginare quale catastrofe causerebbe un incidente dello stesso genere se dovesse capitare a una piattaforma petrolifera nell’Adriatico, un mare senza sbocchi, già asfittico perché non ha ricambio e mortalmente pericoloso a causa delle bombe all’iprite e altri ordigni di cui è disseminato. Coincidenza vuole che proprio in questi giorni il nostro Governo concede a un’altra compagnia britannica, l’irlandese Petroceltic Elsa, il permesso di effettuare le prospezioni per la ricerca di giacimenti petroliferi nel basso Adriatico.

<p>Stefania Prestigiacomo - ministro dell’Ambiente</p>

Stefania Prestigiacomo - ministro dell’Ambiente

Non solo, ma il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare l’On. Stefania Prestigiacomo, noi baresi usiamo dire… “ha dato lo schiaffo a Cristo”, avrebbe firmato la concessione per un’area all’interno della Riserva Marina del Parco del Gargano. Il condizionale è d’obbligo perché da una nota divulgata dall’agenzia giornalistica AGI, risulta che Prestigiacomo ha spiegato che «al ministero dell’Ambiente è stato richiesto di realizzare delle indagini con ecosonar, quindi senza nessun buco nel mare. Ma su questa richiesta che – ha ricordato il ministro – lambisce una riserva naturale protetta, il ministero non si è ancora pronunciato perché deve valutare le conseguenze di un’indagine di questo tipo». Nel frattempo la protesta è salita, come qualche mese fa per le indagini sottomarine di fronte a Polignano (clicca qui per leggere l’articolo), a pochi chilometri a sud di Bari. Il 24 aprile scorso una cinquantina di macchine in fila indiana hanno sfilato in corteo da Lesina a Marina, fino ai dossi del Bosco Isola.

<p>manifestazione contro le piattaforme petrolifere </p>

Lesina - la manifestazione contro le piattaforme petrolifere davanti al relitto della Eden V

Fin dove giace lo scheletro della Eden V, la nave dei veleni arenata ventidue anni fa, testimone inconsapevole del male subito da chi ha tentato di smantellarla, rimasto intossicato, e del degrado ambientale cui ha contribuito. Laggiù, oltre il mare, a circa dieci miglia marine ci sono le Isole Tremiti. Alla manifestazione pacifica ha partecipato tutto l’associazionismo di Capitanata – persino Amnesty International – partiti, comitati, sindaci e amministratori del Gargano (clicca qui per leggere l’intervista al sindaco di Tremiti Peppino Calabrese). Ma di questo ve ne parla in maniera più completa la collega Mariangela Mariani (clicca qui per leggere la cronaca della manifestazione del 24 aprile di Mariani). La mobilitazione è proseguita il 27 di aprile alle Tremiti. (l’ha seguita per noi la collega Mariangela Mariani – clicca qui per leggere l’articolo). Anche al consiglio provinciale monotematico tenuto alle Diomedee, hanno partecipato parlamentari, europarlamentari e amministratori di entrambi gli schieramenti, oltre ai rappresentanti della Regione Puglia, che hanno incontrato gli abitanti dell’arcipelago.

<p>Salvatore Tatarella - parlamentare europeo</p>

Salvatore Tatarella - parlamentare europeo

L’onorevole Salvatore Tatarella parlamentare europeo del Popolo della Libertà, partito di governo, si sente però coinvolto dall’affaire anche perché nativo della provincia di Foggia. Cerignola per l’esatteza. «La mobilitazione unitaria di cittadini, associazioni, movimenti, politici e istituzioni ha prodotto un primo risultato, cioè che l’iter autorizzatorio non solo è stato fermato ma il ministro Prestigiacomo ha chiesto al comitato per la  Valutazione di Impatto Ambientale (VIA – n.d.r.) un nuovo esame. Adesso bisogna sempre mantenere alta l’attenzione perché un nuovo parere è stato già chiesto allo stesso organismo, che è un organismo tecnico, presso il Ministero, che potrebbe confermare lo stesso giudizio. Quindi bisogna che il comune di Tremiti e tutti i comuni del Gargano che riceverebbero lo stesso danno, la Regione Puglia, la Provincia di Foggia facciano pervenire a questo comitato tecnico tutte le osservazioni tecniche di merito che possano essere utili a fargli cambiare idea. Per esempio è emerso che questa autorizzazione, tutto sommato, non produrrebbe gravi danni perché non significa che venga autorizzata la trivellazione. Non ci saranno perforazioni dei fondali ma sono solo dei sonar. Ma, data la particolarità di quel tratto di mare, anche i sonar potrebbero provocare danni perché quello è un tratto di mare di grande presenza di biodiversità».

Onorevole Tatarella ma, secondo lei, è possibile far conciliare una riserva marina con la presenza di piattaforme petrolifere?

«Non esiste proprio. Perché poi non è solo il problema delle Tremiti. Ma anche la costa garganica dove sono i laghi di Lesina e di Varano è molto bella: che ci mettiamo il petrolio? Ma non esiste proprio, la possibilità, a mio parere».

Il Governo dispone di un solo organo predisposto al VIA oppure si affida anche all’ISPRA l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, o al CNR il Consiglio Nazionale delle Ricerche?

«C’era anche il CNR a Lesina ma hanno risposto che il Governo non li ha consultati. Il guaio è che il Ministero è organizzato in questo modo: c’è una commissione tecnica che dovrebbe essere fatta da luminari della materia che dovrebbero esprimere un parere. Abbiamo avuto questo parere ma non mi pare essere in linea con le nostre aspettative!».

Il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, come per le prospezioni subacquee di fronte a Polignano, ha assunto una ferma posizione contraria ai sondaggi tra le Isole Tremiti e il Gargano

<p>lesina - manifestazione contro le piattaforme petrolifere </p>

Lesina - lo striscione del "Comitato per la tutela del mare del Gragano"

«La Regione ha molto evidenziato questo suo parere contrario, però è una notizia che mi è stata data e intendo verificarla, questo parere sarebbe stato addirittura successivo al parere negativo del Ministero, quando, invece, l’iter dovrebbe essere il contrario. Cioè, prima la Regione esprime un parere e poi il Ministero, acquisito il parere della Regione, emette il parere definitivo. La Regione avrebbe tenuto per lungo tempo, questa richiesta di sondaggi, senza dare una risposta. Mentre la risposta è dovuta. Positiva o negativa che sia. E il Ministero, in mancanza di un parere regionale, ha dovuto cedere alle pressioni della società (la Petroceltic Elsa n.d.r.) che premeva per ottenere le autorizzazioni. Dopo il parere positivo dell’organo ministeriale, sarebbe arrivato il parere negativo della Regione, tardivo anche quello. Però, ripeto, questa è una informazione che mi è stata data da alcuni colleghi giornalisti e la vorrei verificare». L’onorevole Prestigiacomo ha poi concluso la nota diffusa dalle agenzie dicendo che «Noi stiamo valutando anche alla luce del parere contrario che ci è giunto dalla regione Puglia, e lo faremo con la massima attenzione».

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